Documento di seduta
18.11.2009 B7‑0147/2009
PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0222/2009
a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento
sul partenariato economico e commerciale euromediterraneo in vista dell'ottava conferenza Euromed dei ministri del commercio a Bruxelles il 9 dicembre 2009
Metin Kazak, Niccolò Rinaldi, Marielle De Sarnez, Robert Rochefort, Ramon Tremosa I Balcells, Ivo Vajgl
a nome del gruppo ALDE
Risoluzione del Parlamento europeo sul partenariato economico e commerciale euromediterraneo in vista dell'ottava conferenza Euromed dei ministri del commercio a Bruxelles il 9 dicembre 2009
Il Parlamento europeo,
– vista la dichiarazione di Barcellona del 28 novembre 1995, che ha istituito un partenariato euromediterraneo tra l'Unione europea e i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale,
– visti la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, dell'11 marzo 2003, dal titolo "Europa ampliata – Prossimità: Un nuovo contesto per le relazioni con i nostri vicini orientali e meridionali" ( COM(2003)0104 ), il documento di strategia della Commissione del 12 maggio 2004 sulla politica europea di prossimità ( COM(2004)0373 ), la comunicazione della Commissione al Consiglio, del 9 dicembre 2004, sulle proposte della Commissione riguardanti piani d'azione nell'ambito della politica europea di prossimità ( COM(2004)0795 ), i piani d'azione per Israele, la Giordania, il Marocco, l'Autorità Palestinese, la Tunisia e il Libano, e il regolamento (CE) n. 1638/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, recante disposizioni generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato[1],
– visti gli accordi di associazione euromediterranei tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Tunisia[2], Israele[3], il Marocco[4], la Giordania[5], l'Egitto[6], il Libano[7] e l'Algeria[8], dall'altra, e l'accordo euromediterraneo interinale di associazione sugli scambi e la cooperazione tra la Comunità europea e l'OLP (a beneficio dell'Autorità palestinese)[9]; vista la decisione n. 1/95 del Consiglio di associazione CE-Turchia, del 22 dicembre 1995, relativa all'attuazione della fase finale dell'unione doganale (96/142/CE)[10],
– visto l'accordo di libero scambio, noto come accordo di Agadir, firmato il 25 febbraio 2004 da Giordania, Egitto, Tunisia e Marocco,
– visto il vertice dei Capi di Stato e di governo euromediterranei del 13 luglio 2008 a Parigi, in cui è stata creata l'Unione per il Mediterraneo (UpM),
– vista la sesta conferenza Euromed dei ministri del commercio, tenutasi il 21 ottobre 2007 a Lisbona,
– vista la settima conferenza Euromed dei ministri del commercio, tenutasi il 2 luglio 2008 a Marsiglia,
– vista la riunione Euromed degli alti funzionari per il commercio tenutasi l'11 novembre 2009 a Bruxelles,
– viste le sue precedenti risoluzioni sulla politica euromediterranea dell'UE, in particolare quelle del 15 marzo 2007 sulla creazione della zona di libero scambio euromediterranea, e del 19 febbraio 2009 sul Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo,
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. considerando che la Conferenza di Barcellona del 1995 ha varato un progetto oltremodo ambizioso, vale a dire la creazione di nuovi e più stretti legami politici, economici, sociali e culturali tra le sponde settentrionale e meridionale del Mediterraneo, considerando che il processo di Barcellona va rafforzato con rapidità mediante l'instaurazione della una zona di libero scambio,
B. considerando che l'UpM, che dovrebbe rivitalizzare il processo di integrazione euromediterranea mediante progetti concreti e visibili, non è stata ancora pienamente istituita; considerando che tra gennaio e luglio 2009 non è stata programmata nessuna riunione Euromed a causa della guerra nella Striscia di Gaza,
C. considerando che la riunione dei ministri degli esteri che avrebbe dovuto aver luogo a Istanbul il 24 e 25 novembre 2009 ha dovuto subire un rinvio a causa del boicottaggio da parte degli Stati arabi, che protestavano contro la posizione israeliana nel processo di pace in Medio Oriente,
D. considerando che i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale devono eliminare gli ostacoli politici ed economici che si frappongono attualmente al processo d'integrazione in tutta la regione al fine di pervenire a una collaborazione più fruttuosa tra di essi,
E. considerando che le relazioni commerciali eruomediterranee sono in crescita costante e che l'UE sembra essere il "partner commerciale naturale" della regione, rappresentando il 46,6% delle esportazioni mediterranee complessive,
F. considerando che il commercio della regione mediterranea con l'UE ha raggiunto un totale di 246,7 miliardi di euro nel 2008, vale a dire circa l'8% del commercio esterno complessivo dell'UE, con un saldo positivo di 15,3 miliardi di euro a favore dell'UE,
G. considerando che l'UE è uno dei principali investitori stranieri nella regione (escludendo Israele), e che i suoi investimenti hanno raggiunto la cifra record di 15,3 miliardi di euro nel 2006, prima di cadere nel 2007,
H. considerando che gli scambi di servizi sono in aumento graduale, con un saldo positivo in crescita a favore dei paesi mediterranei (essenzialmente come risultato del turismo) che ha raggiunto l'importo record di 11,6 miliardi di euro nel 2006,
I. considerando che, malgrado queste cifre, il livello di scambi e di investimenti dell'UE nei paesi del Mediterraneo meridionale rimane al di sotto delle aspettative e il commercio in beni e servizi non è stato sufficientemente diversificato, dato il potenziale nella regione euromediterranea, e i partner dell'UE del Mediterraneo meridionale stanno attirando investimenti oltremodo ridotti; considerando che gli investimenti diretti esteri (IDE) in questa regione rimangono a livelli molto bassi rispetto ad altre parti del mondo; considerando inoltre che vi sono notevoli differenze da un paese all'altro per quanto riguarda la capacità di attrarre IDE,
J. considerando che l'integrazione economica regionale sud-sud, nonostante alcune iniziative significative come l'accordo di Agadir, è lungi dall'essere stata realizzata, e considerando pertanto che i flussi commerciali sud-sud sono scarsamente sviluppati, rappresentando circa il 6% de commercio totale di questi paesi,
K. considerando che i produttori tessili, di abbigliamento e calzaturieri stanno perdendo gran parte delle loro quote di mercato a causa della globalizzazione del mercato e della forte concorrenza asiatica,
L. considerando che l'Unione europea ha firmato accordi di libero scambio con tutti i suoi partner del Mediterraneo meridionale, ad eccezione della Siria e della Libia; considerando che i negoziati con la Siria per un accordo di associazione sono stati conclusi ma che la Siria ne ha rinviato la firma; considerando inoltre che la Commissione ha aperto i negoziati con la Libia,
M. considerando che l'approccio bilaterale, che è una componente di qualsiasi processo di questo tipo e una conseguenza delle specifiche differenze culturali, sociali, economiche e politiche tra i paesi coinvolti, andrebbe guidato e sostenuto da una visione e da un piano più globali per le relazioni tra i vari partner, e andrebbe quindi accompagnato da un approccio regionale,
N. considerando che gli effetti della crisi economica e finanziaria si sono sommati alle sfide politiche, economiche e sociali cui già si trovano dinanzi i paesi partner dell'UE, in particolare il problema della disoccupazione,
1. ribadisce l'importanza strategica della creazione di una zona euromediterranea globale di libero scambio, che contribuirà in misura significativa alla pace, alla prosperità e alla sicurezza dell'intera regione, e quindi appoggia le misure e gli sforzi che mirano a rimuovere le barriere e gli ostacoli; sottolinea che il successo del partenariato euromediterraneo, e della zona di libero scambio in particolare, richiede che tutte le parti si impegnino in uno sforzo costante e concertato;
2. ritiene che durante l'ultimo decennio il progresso e lo sviluppo del partenariato euromediterraneo e della zona di libero scambio abbiano risentito negativamente e in forte misura di eventi politici importanti e imprevisti, quali il conflitto in Medio Oriente, e che questo spieghi anche i motivi del ritardo attuativo; deplora che, per le stesse ragioni politiche, l'ultima riunione Euromed dei ministri degli affari esteri sia stata cancellata e l'UpM non stia registrando progressi;
3. osserva che i ministri del commercio euromediterranei discuteranno in merito alle misure intese a far fronte all'attuale debolezza delle relazioni economiche e commerciali euromediterranee, sulla nuova tabella di marcia relativa agli scambi commerciali euromediterranei e su un nuovo meccanismo di facilitazione del commercio e degli investimenti nella regione; ritiene che gli accordi di associazione vigenti andrebbero ampliati per includervi, oltre agli scambi di merci, l'agricoltura, i servizi, gli investimenti e le questioni normative, i diritti di proprietà intellettuale e la lotta contro la contraffazione, la concorrenza e gli appalti pubblici e gli strumenti di difesa commerciale, onde avanzare verso un accordo di libero scambio completo;
4. incoraggia vivamente i paesi partner dell'UE del Mediterraneo meridionale a sviluppare gli scambi sud-sud, ispirandosi all'accordo economico di Agadir firmato da Egitto, Giordania, Marocco e Tunisia, e invita gli altri paesi della regione ad aderire a detto accordo per sviluppare ulteriormente le iniziative d'integrazione in cui sono impegnati i paesi partner dell'UE del Mediterraneo meridionale e a sfruttare le sinergie con l'approfondimento degli accordi di associazione euromediterranei tra i paesi mediterranei e l'UE; sottolinea che le istituzioni dell'UE devono rispondere positivamente alle richieste di assistenza tecnica per promuovere tale integrazione economica sud-sud;
5. ritiene che occorra rafforzare il sistema di cumulo dell'origine, in quanto costituisce un utile strumento doganale per rivitalizzare il commercio nella zona, e che le norme d'origine andrebbero aggiornate e semplificate per tenere conto degli interessi dei partner Euromed; chiede pertanto che l'accordo regionale sul sistema di cumulo dell'origine paneuromediterraneo venga concluso nel 2010;
6. richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare il partenariato nord-sud, onde mantenere la competitività produttiva e commerciale del settore tessile e dell'abbigliamento euromediterraneo, e di promuovere le attività dei paesi del Mediterraneo meridionale e orientale le quali hanno maggiore valore aggiunto in quanto basate sulla creatività e l'innovazione e non solo sull'esternalizzazione;
7. sottolinea la necessità di promuovere la sicurezza degli investimenti nella regione mediterranea mediante un sistema che coordini le strategie mirate alle PMI e copra ambiti multipli: salvaguardie, finanziamenti, informazione e creazione di reti di PMI;
8. richiama l'attenzione sulla necessità di creare una banca euromediterranea per gli investimenti e lo sviluppo, la quale assicurerebbe la presenza di donatori di entrambe le sponde del Mediterraneo e sarebbe in grado di attrarre gli IDE di cui la regione euromediterranea necessita;
9. ritiene che la nuova proposta di istituire un meccanismo euromediterraneo di facilitazione degli investimenti rappresenti un importante passo avanti verso la centralizzazione e la divulgazione delle informazioni attraverso un'unica rete, il che dovrebbe consentire agli operatori economici di ottenere un quadro esauriente delle condizioni degli scambi e degli investimenti nella regione; evidenzia che lo strumento dovrebbe essere di complemento alle reti esistenti;
10. accoglie con favore la creazione del fondo Inframed (istituito dalla "Caisse des dépôts" francese, dalla "Cassa depositi e prestiti" italiana, dalla EFG Hermes (Egitto) e dalla "Caisse de dépôt et de gestion" marocchina), che era stata annunciata nel quadro dell'UpM come fondo di investimenti a lungo termine per il finanziamento di progetti infrastrutturali;
11. ritiene che, sebbene non ne esistano ancora le condizioni, la zona di libero scambio dovrebbe essere integrata con l'introduzione graduale e condizionata della libera circolazione dei lavoratori, tenendo conto della situazione del mercato del lavoro europeo e delle attuali riflessioni della comunità internazionale sui legami intercorrenti fra migrazione e sviluppo; insiste sull'importanza e sulla necessità della diminuzione del costo dei trasferimenti delle rimesse dei migranti, per massimizzarne l'utilizzazione nell'economia locale; ritiene che il rilascio dei visti dovrebbe essere agevolato per i partecipanti al partenariato euromediterraneo, gli studenti, il personale universitario e gli operatori socioeconomici;
12. ritiene che il processo di Barcellona-UpM dovrebbe rafforzare le forme di cooperazione esistenti in ambito Euromed, onde offrire a tutti i paesi partner la possibilità di partecipare ai programmi regionali dell'UE e alle sue corrispondenti politiche sulla base di priorità e obiettivi fissati di comune accordo; segnala che è importante ampliare il campo di applicazione dei programmi comunitari per includervi la partecipazione dei paesi partner, in particolare nei settori dell'istruzione, della ricerca e della formazione professionale (scambi di studenti ecc.);
13. sottolinea la potenziale capacità dell'UpM di produrre un impatto positivo sul processo di Barcellona; sottolinea che la definizione, nel quadro stabilito a Parigi nel luglio 2008, di progetti significativi in settori strategici, come la creazione di nuove infrastrutture, la cooperazione tra le PMI, le comunicazioni e lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabili, contribuiranno allo sviluppo e alla facilitazione degli scambi e degli investimenti euromediterranei; segnala inoltre che sarà indispensabile trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, ma che i conflitti nella regione non dovrebbero costituire un ostacolo al rispetto degli impegni assunti; chiede che le riunioni programmate nel quadro dell'UpM siano tenute a Barcellona e che nella medesima città venga istituito un segretariato permanente;
14. sottolinea inoltre che non si dovrebbe fare ricorso ad approcci bilaterali a scapito di un approccio regionale multilaterale; è del parere che, pur promuovendo una cooperazione rafforzata con i partner più avanzati, nel dovuto rispetto delle loro specificità politiche, culturali e sociali, la Commissione debba attenersi al principio dei negoziati tra regione e regione;
15. incoraggia l'utilizzo dell'energia solare ed eolica nella regione mediterranea; accoglie con soddisfazione i recenti progressi realizzati nell'ambito dell'iniziativa industriale DESERTEC volta a sviluppare il vasto potenziale di sfruttamento dell'energia solare nel Medio Oriente e in Nord Africa; sottolinea che l'azione dell'UE in relazione al progetto DESERTEC deve essere coerente e apportare un contributo attivo allo sviluppo dei paesi del nord Africa e del Medio Oriente;
16. chiede alla Commissione di tenerlo pienamente informato circa i progressi dell'accordo di associazione con la Siria, che di recente ne ha rinviato la firma; ritiene che sussistano preoccupazioni circa il riportare la Libia intorno a un tavolo negoziale per un accordo di associazione e, più in generale, ricondurre il paese nel processo di Barcellona-UpM; chiede alla Commissione di tenerlo pienamente informato e coinvolto e di essere consultato in ogni fase dei negoziati;
17. ritiene che la tabella di marcia proposta dalla Commissione rappresenti un valido strumento per rivitalizzare il processo di Barcellona-UpM nei prossimi anni e invita pertanto i ministri del commercio Euromed ad appoggiarla in occasione della conferenza ministeriale del 9 dicembre 2009; invita gli alti funzionari euromediterranei per il commercio a monitorare l'attuazione della tabella di marcia nei prossimi anni e a proporre qualsiasi modifica necessaria, e chiede di essere tenuto al corrente di tali misure;
18. sottolinea il ruolo svolto dall'Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM) all'interno del partenariato, in quanto istanza democratica che riunisce attorno ai tre pilastri del processo di Barcellona parlamentari di entrambe le sponde del Mediterraneo; chiede una più stretta collaborazione in campo economico tra l'APEM, la Commissione e il Consiglio;
19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai Capi di Stato e di governo e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, nonché all'Assemblea parlamentare euromediterranea.