<Motion lg="IT" type="RE" xmlns="http://redmap.europa.eu/xml/iPlRe-v2-0#" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://redmap.europa.eu/xml/iPlRe-v2-0# iPlRe_v2-0.xsd"><Cover><Date>26.1.2011</Date><Ref>B7-0073/2011</Ref><Blk-Title-Cover><Title-Type>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</Title-Type><Title-NextTo><p margin-bottom="12pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale <ANCHOR href="#reds:iPlRe/B-7-2011-0805" data-rel="reds" redmap-uri="/reds:iPlRe/B-7-2011-0805">B7&#8209;0805/2011</ANCHOR></p>
</Title-NextTo><Title-Recueil><p margin-bottom="12pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento</p>
</Title-Recueil><Title><p margin-bottom="24pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">sulla crisi dei rifiuti in Campania</p>
</Title><Blk-Author><p margin-bottom="0pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"><span font-weight="bold"><Author id="97129">Luigi de Magistris</Author>, <Author id="97086">Sonia Alfano</Author>, <Author id="97229">Niccolò Rinaldi</Author>, <Author id="97131">Giommaria Uggias</Author>, <Author id="37324">Adina-Ioana Vălean</Author></span></p>
</Blk-Author><Body type="POL-GROUP" id="1119"><p margin-bottom="0pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">a nome del gruppo ALDE</p>
</Body>
</Blk-Title-Cover><Num-PE>PE455.901v01-00</Num-PE></Cover><Section><Ref>B7&#8209;0073/2011</Ref><Title-Section><p margin-bottom="36pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"><span font-weight="bold">Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi dei rifiuti in Campania</span></p>
</Title-Section><p margin-bottom="12pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"><span font-style="italic">Il Parlamento europeo,</span></p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la direttiva 75/42/CEE sui rifiuti, in particolare l'articolo 4,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi, in particolare l'articolo 2,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la direttiva 99/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti, in particolare l'articolo 11 e l'allegato II,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la revisione della direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE), in particolare gli articoli 17 e 18,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la sua risoluzione del 19 novembre 2003 sulla direttiva quadro sui rifiuti<footnote><p margin-bottom="0pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"> Testi approvati, <ANCHOR href="#reds:iPlTa_Itm/TA-6-2003-0508" data-rel="reds" redmap-uri="/reds:iPlTa_Itm/TA-6-2003-0508/red:cycle_FNL" data-family="reds:iPlTa" data-version="FNL">P6_TA(2003)0508</ANCHOR>.</p>
</footnote>,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la sua risoluzione del 16 settembre 1998 sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa all'applicazione delle direttive sulla politica in materia di rifiuti<footnote><p margin-bottom="0pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"> GU C 313 del 12.10.1998, pag. 99. </p>
</footnote>,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   visto il documento di lavoro sulla missione d'inchiesta della commissione per le petizioni in Campania (Italia) dal 28 al 30 aprile 2010<footnote><p margin-bottom="0pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"> PETI_DT(2010)442870.</p>
</footnote>,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la legge 123/2008 della Repubblica italiana, promulgata il 14 luglio 2008,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell'ambiente, </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la sentenza della Corte di giustizia europea nella causa C-135/05 del 26 aprile 2007,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la sentenza della Corte di giustizia europea nella causa C-297/08 del 4 marzo 2010, </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   visti gli articoli 191 e 260 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la direttiva 2003/35/CE che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale, in particolare l'articolo 2,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la Convenzione di Aarhus,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">A. considerando che la crisi dei rifiuti nella regione Campania rappresenta il capitolo più drammatico di una storia di gestione problematica dei rifiuti in varie parti d'Italia, fra cui il Lazio, la Calabria e la Sicilia; che negli anni 90 fu dichiarata un'emergenza rifiuti in tutte queste regioni, dove furono nominati commissari governativi che disponevano di speciali poteri e finanziamenti,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">B.  considerando che il 5 ottobre 2010 la commissione per le petizioni del Parlamento ha approvato quasi all'unanimità un documento di lavoro su una missione d'inchiesta in Campania (Italia) dal 28 al 30 aprile 2010, che rappresenta il risultato di varie petizioni presentate nel tempo sui problemi di gestione dei rifiuti nella regione,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">C. considerando che, dopo quella dell'estate 2008, una nuova crisi è scoppiata subito dopo l'adozione della relazione sulla missione da parte della commissione per le petizioni ed è stato dichiarato un nuovo stato di emergenza; che l'annuncio delle conseguenti misure eccezionali, come l'apertura di nuovi discariche, è stato seguito da proteste di massa,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">D. considerando che la soluzione iniziale che prevedeva la produzione di "ecoballe" e rifiuti organici è stata alla fine applicata senza debito riguardo al rispetto della legge; che, per mancanza di filtraggio o selezione dei rifiuti, secondo le stime oltre sei milioni di ecoballe di qualità inferiore agli standard e sospettate di contenere rifiuti tossici sono state accumulate in siti temporanei,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">E.  considerando che il primo inceneritore di Acerra è diventato operativo solo nel marzo 2010, ma il suo funzionamento ha risentito della mancanza di idonee infrastrutture per la differenziazione e il trattamento dei rifiuti; che non sembrano esistere chiari limiti al tipo di rifiuti bruciati e permangono preoccupazioni sulla sorte di ceneri tossiche derivanti dall'incenerimento, </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">F.  considerando che i progressi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclaggio dei rifiuti domestici sono stati minimi e i rifiuti domestici e di altro tipo continuano ad essere portati nelle discariche indiscriminatamente, talvolta a quanto sembra mescolati a vari tipi di rifiuti industriali,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">G. considerando che varie discariche sono state dichiarate zone di interesse strategico per cui i cittadini e le autorità locali, compresa la polizia, non hanno potuto verificare effettivamente che cosa vi si porti; che una grande maggioranza delle discariche è gestita privatamente senza idonea autorizzazione o permesso e senza alcun controllo pubblico sulla loro gestione,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">H. considerando che l'aspetto più importante della gestione straordinaria è il potere dei commissari di derogare alle norme e ai controlli, comprese ad esempio le leggi in materia di valutazione di impatto ambientale e quelle sugli appalti pubblici, oltre a un accesso apparentemente incontrollato ai finanziamenti pubblici; che a tali commissari è stata conferita l'autorità di decidere l'ubicazione degli impianti, delle discariche e degli inceneritori nonché le compagnie alle quali affidare i contratti, senza l'obbligo di informare le autorità locali e gli abitanti circa le decisioni assunte; che il sistema dei commissari stesso è stato oggetto di pesanti critiche, che sono in corso diverse inchieste giudiziarie, e che la gestione dei rifiuti ad opera dei commissari straordinari è in realtà considerata da gran parte della popolazione come parte del problema, anziché la soluzione,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">I.   considerando che, in base alla convenzione di Aarhus, i cittadini hanno il diritto di essere informati della situazione esistente sul proprio territorio e che è compito delle autorità fornire informazioni e motivare i cittadini a sviluppare un atteggiamento e un comportamento responsabili; che, conformemente alla direttiva 2003/35/CE, gli Stati membri provvedono affinché al pubblico vengano offerte tempestive ed effettive opportunità di partecipazione alla preparazione e alla modifica o al riesame dei piani ovvero dei programmi che devono essere elaborati,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">J.   considerando che i cittadini che hanno protestato contro la situazione o che hanno tentato di proporre approcci alternativi sono stati ignorati o pubblicamente emarginati; che la principale reazione delle autorità politiche nazionali è consistita nel porre i siti di gestione dei rifiuti e l'inceneritore di Acerra sotto lo stretto controllo delle forze armate; che recentemente sono stati effettuati arresti nel corso delle manifestazioni pubbliche sulla questione, e che emerge chiaramente che la relazione tra i cittadini e le autorità risulta gravemente danneggiata, mentre col tempo il malcontento della popolazione non fa che aumentare,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">K. considerando che la gestione straordinaria dei commissari che non è riuscita a superare i problemi, aggravata dall'assenza di pesi e contrappesi istituzionali, ha preparato la strada a nuove opportunità per la criminalità organizzata; che esistono prove evidenti del fatto che la criminalità organizzata, precisamente la camorra, è da sempre coinvolta nel redditizio processo di gestione dei rifiuti, che comprende lo scarico di rifiuti tossici provenienti dalle industrie dell'Italia settentrionale in centinaia di discariche illegali o addirittura in mare; che è inconcepibile che nessuna autorità sia stata al corrente di un'attività di tale portata,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">L.  considerando che la Commissione europea ha deciso nel 2007 di sospendere il pagamento di 135 milioni di euro in contributi a titolo del periodo di finanziamento 2006-2013 a progetti connessi ai rifiuti e di altri 10,5 milioni di euro a titolo del periodo di finanziamento 2000-2006 finché non sarà abolita la struttura commissariale,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">M. considerando che l'attuale ciclo dei rifiuti si basa ancora ampiamente sulle discariche e sull'incenerimento, in contrasto con gli orientamenti della nuova direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE); che tuttora non esiste, nella regione, un piano coerente di gestione dei rifiuti in linea con i principi della legislazione UE in materia di rifiuti, quali il rispetto della gerarchia del trattamento, o la sicurezza d'impiego delle discariche o dell'incenerimento,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">N. considerando che i rifiuti pericolosi sono mescolati e/o smaltiti insieme a rifiuti domestici od organici e che non si è tenuto adeguatamente conto dei fattori geologici e idrologici al momento di decidere l'ubicazione delle discariche in siti come Chiaiano, elementi che hanno portato a un elevato rischio di contaminazione dei terreni circostanti e delle falde idriche; che ciò viola gli articoli 17 e 18 della direttiva quadro sui rifiuti nonché la direttiva relativa alle discariche,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">O. considerando che la discarica di Cava Sari a Terzigno, ubicata nel sito Natura 2000 del Parco nazionale del Vesuvio – sito appartenente anche al patrimonio dell'UNESCO – viola i criteri relativi alle procedure di accettazione previsti dalla direttiva relativa alle discariche,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">P.  considerando che la Corte di giustizia, nella sentenza del 26 aprile 2007 (causa C-135/05), ha dichiarato che, non avendo adottato tutti i provvedimenti necessari per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e per vietare l'abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti, tra l'altro, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù del diritto comunitario; che nella recente sentenza del 4 marzo 2010 (causa C-297/08), la Corte di giustizia ha dichiarato che, non avendo adottato per la regione Campania tutte le misure necessarie, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 4 e 5 della direttiva 2006/12/CE,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">Q. considerando che, nella sua risoluzione del 16 settembre 1998 relativa all'applicazione delle direttive sulla politica in materia di rifiuti, il Parlamento ha già chiesto l'avvio automatico di procedure di infrazione contro gli Stati membri che non si siano conformati a tutte le disposizioni delle direttive in questione e di redigere un elenco trimestrale delle cause contro gli Stati membri inadempienti avviate dinanzi alla Corte di giustizia, nonché un elenco delle cause già trattate dalla Corte e delle pene pecuniarie inflitte dalla stessa; che, nella sua risoluzione del 19 novembre 2003 sulla relazione di seguito sulla direttiva quadro sui rifiuti, il Parlamento ha chiesto un controllo e un coordinamento approfonditi e coerenti dell'attuazione della legislazione sui rifiuti in vigore,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">1.  chiede che venga individuata con urgenza una soluzione sostenibile rispondente ai criteri dell'UE, nello specifico l'attuazione di un piano per la gestione dei rifiuti in cui, conformemente alla direttiva 2008/98/CE, il rispetto della gerarchia del ciclo dei rifiuti costituisca il fondamento centrale;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">2.  ribadisce che la conformità al diritto dell'UE in materia di rifiuti in Campania richiede un intervento molto energico per diminuire il volume dei rifiuti e spostare l'ago della bilancia verso la prevenzione, la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, grazie alla predisposizione di adeguate infrastrutture, e osserva che occorre porre maggiormente l'accento sul recupero dei rifiuti organici soprattutto in questa regione a vocazione prevalentemente agricola, un elemento che sembra ad oggi aver ricevuto scarsa attenzione; </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">3.  ritiene che le misure straordinarie adottate dalle autorità italiane e protrattesi nel tempo, tra cui la nomina di commissari speciali o la designazione dei siti per la gestione dei rifiuti quali aree "di interesse strategico" poste sotto il controllo dell'esercito, siano state controproducenti e teme che l'opacità instauratasi nella gestione dei rifiuti da parte delle istituzioni pubbliche abbia favorito una maggiore presenza di gruppi di criminalità organizzata, piuttosto che averla ostacolata, sia nella gestione ufficiale dei rifiuti a livello regionale che nello smaltimento illegale dei rifiuti industriali; chiede pertanto alle varie autorità competenti di assicurare un livello di trasparenza notevolmente maggiore;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">4.  sottolinea quanto sia importante ricostruire un clima di fiducia attraverso un dialogo strutturato che coinvolga i cittadini e le varie autorità nonché tra i diversi livelli di governo, in un quadro articolato; deplora il fatto che le autorità abbiano incriminato alcuni cittadini che manifestavano pacificamente contro l'apertura di nuove discariche e condanna le violenze che hanno subito ad opera delle forze di sicurezza; è convito che soltanto tramite la partecipazione attiva dei cittadini nell'intero processo si potrà conseguire una soluzione sostenibile e durevole ai problemi che la regione deve affrontare in materia di rifiuti; </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">5.  chiede alla Commissione di prolungare <span font-style="italic">sine die</span> la sospensione dei fondi UE stanziati per i progetti nel settore dei rifiuti nella regione e di mantenerli congelati fino a quando non sarà pronto un piano per la gestione dei rifiuti verificabile e concordato congiuntamente da tutte le parti interessate;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">6.  esprime preoccupazione per i 7 milioni di tonnellate di ecoballe ammassate nei siti di stoccaggio, specialmente a Taverna del Re, e sottolinea l'importanza della loro rimozione e smaltimento in via prioritaria, una volta che ne sia stato idoneamente accertato l'esatto contenuto; ribadisce che lo smaltimento delle ecoballe deve avvenire secondo un trattamento adeguato<footnote><p margin-bottom="0pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"> Per le ecoballe più recenti, in questo momento l'incenerimento in impianti specializzati sembra essere l'unica via praticabile, mentre l'area di smaltimento attuale dovrà essere adeguatamente ripristinata; per il cumulo di ecoballe "mummificate" l'incenerimento non è possibile, per cui, ai fini dello smaltimento, si dovrebbe ricorrere esclusivamente a discariche ufficialmente accreditate e compatibili con la direttiva discariche dell'UE.</p>
</footnote> ed essere gestito nel quadro del piano per la gestione dei rifiuti, stabilendo chiaramente dove deve avvenire ogni trattamento e basandosi su prassi legali;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">7.  osserva che occorre esaminare con urgenza lo scarico abusivo e a cielo aperto di rifiuti misti e non identificati nei pressi del sito di Ferrandelle e chiede che vengano eseguiti rigorosi controlli di gestione; ricorda alle autorità competenti che, nel pieno rispetto della direttiva IPPC (2008/1, rivista dalla direttiva 2010/75)<footnote><p margin-bottom="0pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"> GU L 24 del 29.1.2008 e GU L 334 del 17.12.2010 (termine per la trasposizione: 2013).</p>
</footnote>, sono tenute a predisporre un rigoroso controllo della movimentazione di categorie specifiche dei rifiuti industriali, a prescindere dalla loro origine; osserva altresì che devono essere approntati siti appositamente designati che siano conformi alle disposizioni delle direttive dell'UE, assicurando la realizzazione di infrastrutture adeguate per i rifiuti industriali, speciali e tossici; chiede che sia fornita una spiegazione per il mancato utilizzo del sito destinato ad accogliere i rifiuti organici e afferma che ne venga disposta l'entrata in funzione, a condizione che la struttura soddisfi i criteri stabiliti dalla direttiva sulla gestione dei rifiuti;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">8.  si rammarica che in passato siano state aperte discariche in aree naturali protette all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, come a Terzigno; si oppone fermamente a qualsiasi piano di ampliamento di suddette discariche e ritiene che la proposta di aprirne una seconda a Terzigno (Cava Vitiello) costituisca un'aberrazione inaccettabile; propone alla Commissione di chiedere un'ingiunzione da parte della Corte di giustizia qualora le discariche esistenti all'interno delle aree naturali protette fossero ampliate o nuove discariche fossero aperte nei siti di Natura 2000;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">9.  esorta il governo italiano ad agire al riguardo in conformità del diritto dell'UE, e in particolare ad osservare le ultime due sentenze della Corte di giustizia europea e a porre rimedio a tutte le violazioni accertate del diritto dell'Unione, ricordando l'obbligo di adottare misure che garantiscano il rispetto dell'<span font-style="italic">acquis communautaire</span> a tutti i livelli;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">10. invita la Commissione a fare tutto il possibile, nell'ambito delle sue competenze, per controllare che le autorità italiane competenti garantiscano effettivamente l'adeguatezza della raccolta, della differenziazione e del trattamento dei rifiuti, ad esempio tramite ispezioni sistematiche, e la presentazione di un piano credibile da parte delle autorità regionali;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">11. ritiene che l'onere di bonificare i siti in Campania, contaminati dall'inquinamento dovuto a varie forme di rifiuti, non dovrebbe ricadere sui contribuenti ma piuttosto, in conformità del principio "chi inquina paga", sui responsabili dell'inquinamento;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">12. osserva che l'Italia non ha notificato il recepimento della direttiva 2008/99 sulla tutela penale dell'ambiente entro il termine del 26 dicembre 2010, ma si attende che il paese ottemperi appieno alla direttiva e applichi pertanto le sanzioni ai reati ambientali elencati nella direttiva, anche nel caso di persone giuridiche, qualora esistano le condizioni;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">13. invita la Commissione ad avviare senza indugio una procedura d'infrazione contro l'Italia, conformemente all'articolo 260 del TFUE, al fine di stabilire sanzioni che garantiscano il rispetto da parte delle autorità italiane della sentenza della Corte, assicurandosi in particolare che le discariche esistenti siano conformi al diritto dell'UE; ritiene opportuno, in linea con la sentenza C-304/02 della Corte di giustizia europea, condannare l'Italia al pagamento di un importo forfetario, quale sanzione per le ripetute e continue violazioni delle direttive dell'UE nel corso degli ultimi anni, e di una multa giornaliera a decorrere dalla data odierna;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché al governo e al parlamento italiani.</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"> </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt"> </p>
</Section></Motion>