Documento di seduta

 

4.7.2011                                                                                                                  B7‑0397/2011

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

sul programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione

Marije Cornelissen, José Bové

a nome del gruppo Verts/ALE

Pervenche Berès, Alejandro Cercas, Luis Manuel Capoulas Santos, Paolo De Castro

a nome del gruppo S&D

 

B7‑0397/2011

Risoluzione del Parlamento europeo sul programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione

Il Parlamento europeo,

–   visti l'articolo 27 del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM)[1] e il regolamento (CE) n. 983/2008 della Commissione del 3 ottobre 2008 che approva il piano di ripartizione tra gli Stati membri delle risorse da imputare all'esercizio finanziario 2009 per l'esecuzione delle forniture di derrate alimentari provenienti dalle scorte d'intervento a favore degli indigenti nella Comunità[2],

–   vista la proposta modificata della Commissione per un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica dei regolamenti (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell’Unione ( COM(2010)486 ),

–   vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa T-576/08,

–   visto il regolamento di esecuzione (UE) n. 562/2011 della Commissione, del 10 giugno 2011, recante adozione del piano di ripartizione tra gli Stati membri delle risorse da imputare all’esercizio finanziario 2012 per l’esecuzione delle forniture di derrate alimentari provenienti dalle scorte d’intervento a favore degli indigenti nell'Unione europea e recante deroga ad alcune disposizioni del regolamento (UE) n. 807/2010[3],

–   vista la sua risoluzione legislativa del 26 marzo 2009 sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1290/2005 relativo al finanziamento della politica agricola comune e il regolamento (CE) n. 1234/2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) per quanto riguarda la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nella Comunità ( COM(2008)0563 – C6-0353/2008 – 2008/0183(CNS) )[4],

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, secondo le stime della Commissione, nell'Unione europea 43 milioni di cittadini sono esposti al rischio di povertà alimentare,

B.  considerando che la crisi economica e finanziaria nonché l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari espongono un maggior numero di persone al rischio di povertà,

C. considerando che il programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione, istituito nel 1987 nel quadro della politica agricola comune (PAC), fornisce attualmente aiuti alimentari a 13 milioni di persone che versano in condizioni di povertà in 19 Stati membri, coinvolgendo circa 240 banche alimentari e associazioni di beneficenza,

D. considerando che la maggiore dipendenza del programma dagli acquisti sul mercato è dovuta alla revisione della PAC e alla conseguente riduzione delle scorte d'intervento, tradizionale fonte di approvvigionamento del programma,

E.  considerando che la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che l'articolo 2 del regolamento (CE) n. 983/2008 concernente l'ulteriore acquisto sul mercato di prodotti alimentari deve essere annullato,

F.  considerando che, in seguito alla sentenza della Corte di giustizia, la proposta della Commissione per il 2012 comprende un'improvvisa riduzione del finanziamento, che passa dai 500 milioni di euro del 2011 ai 113 milioni di euro del 2012,

G. considerando che nel 2014 avrà inizio un nuovo periodo di finanziamento per la PAC, i programmi a essa correlati e per i Fondi strutturali, tra cui il Fondo sociale europeo,

1.  sottolinea che la brusca interruzione di un programma di aiuto esistente e funzionante, senza alcun preavviso o preparazione, si ripercuoterà in particolare sui cittadini più vulnerabili dell'UE e non costituisce una pratica di finanziamento affidabile;

2.  invita dunque la Commissione e il Consiglio a sviluppare una soluzione transitoria per gli ultimi due anni del periodo di finanziamento, ovvero il 2012 e il 2013, al fine di evitare un calo immediato e considerevole dell'aiuto alimentare in seguito alla riduzione del finanziamento da 500 milioni a 113 milioni di euro e a garantire che le persone dipendenti dagli aiuti non versino in condizioni di povertà alimentare;

3.  chiede a tutte le parti interessate di valutare con attenzione, nel lungo termine, l'adeguatezza del programma di aiuto alimentare, in particolare quale elemento della politica agricola comune, nel quadro del nuovo periodo di finanziamento che avrà inizio nel 2014;

4.  accoglie con favore l'annuncio del commissario Ciolos del 29 giugno 2011 in merito alla proposta di trasferire il programma di distribuzione alimentare dalla PAC al Fondo sociale europeo, purché sia garantito un finanziamento adeguato e il trasferimento non causi una minore disponibilità finanziaria per i programmi del FSE già in atto;

5.  sottolinea che spesso le conseguenze dirette della povertà sono la malnutrizione e la povertà alimentare; ribadisce che per contrastare la povertà occorre una politica integrata che coniughi redditi nonché condizioni di vita e lavoro dignitosi; ritiene che le misure di aiuto alimentare potrebbero costituire un elemento temporaneo fra i tanti nel quadro di una politica integrata intesa a contrastare la povertà;

6.  sottolinea che occorre garantire agli agricoltori un reddito e una retribuzione dignitosi ed equi per il loro lavoro; sottolinea che in molte regioni i contadini sperimentano gravi difficoltà finanziarie; esorta la Commissione ad affrontare il problema della povertà rurale e la rovina delle comunità contadine;

7.  ritiene che, nell'ambito di una maggiore sicurezza alimentare e della creazione di sistemi di produzione e approvvigionamento sostenibili, a lungo termine sia fondamentale ridurre al minimo i rifiuti alimentari;

8.  sottolinea che la sentenza della Corte di giustizia europea stabilisce che l'attuale proposta di revisione del programma di aiuto alimentare non è conforme ai principi generali che regolano la PAC; chiede alla Commissione di sostituire l'attuale proposta con una misura provvisoria che resti in vigore fino alla fine del periodo di finanziamento;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

[1] GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.
[2] GU L 268 del 9.10.2008, pag. 3.
[3] GU L 152 dell'11.6.2011, pag. 24.
[4] GU C 117 E del 6.5.2010, pag. 258.