Documento di seduta
12.9.2011 B7‑0482/2011
PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sulla situazione in Siria
Véronique De Keyser, Hannes Swoboda, Pino Arlacchi, Emine Bozkurt, Harlem Désir, Richard Howitt, María Muñiz De Urquiza, Vincent Peillon, Carmen Romero López, Roberto Gualtieri
a nome del gruppo S&D
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Siria
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare la sua risoluzione sulla situazione in Siria, Yemen e Bahrein nel contesto della situazione nel mondo arabo e in Nord Africa, del 7 luglio 2011,
– vista la dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sulla situazione in Siria e le reazioni della comunità internazionale, del 19 agosto 2011,
– viste la decisione 2011/522/PESC del Consiglio che modifica la decisione 2011/273/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Siria, la decisione 2011/523/UE del Consiglio che sospende parzialmente l'applicazione dell'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica araba siriana, nonché il regolamento 878/2011 del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 442/2011 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria, del 2 settembre 2011,
– viste le dichiarazioni sulla Siria dell'Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione dell'8 e del 31 luglio, del 1°, 4, 18, 19, 23 e 30 agosto, e del 2 settembre 2011,
– viste le conclusioni del Consiglio sulla Siria del 18 luglio 2011,
– vista la comunicazione congiunta concernente "Una risposta nuova ad un vicinato in un mutamento" della Commissione europea e dell'Alto rappresentante al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 25 maggio 2011,
– vista la dichiarazione della presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria, del 3 agosto 2011,
– vista la risoluzione approvata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite in occasione della sua 17a sessione speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica araba siriana, del 23 agosto 2011,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che, come ha confermato recentemente l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay, dal marzo 2011 più di 2600 civili sono stati uccisi e molti altri sono stati feriti, arrestati e detenuti nella repressione deliberata e brutale di manifestanti pacifici e attivisti dei diritti umani da parte del regime siriano;
B. considerando che, nonostante l'ampia condanna internazionale, proseguono e sono in aumento le violente repressioni da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti pacifici in Siria;
C. considerando che non sono mai state concretizzate le riforme e le amnistie annunciate e promesse dal presidente Bashar al-Assad;
D. considerando che numerosi siriani devono far fronte a un deterioramento della situazione umanitaria conseguente alla violenza e agli sfollamenti; che i paesi confinanti con la Siria e la comunità internazionale esplicano sforzi considerevoli per evitare l'ulteriore deterioramento e escalation di questa crisi umanitaria;
E. considerando che il regime siriano non autorizza l’accesso nel paese alle organizzazioni internazionali umanitarie e di difesa dei diritti umani e ai media internazionali;
F. considerando che la crisi in Siria costituisce una minaccia alla stabilità e alla sicurezza di tutta la regione del Medio Oriente;
G. considerando che l'Accordo di associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana, dall'altra, non è mai stato firmato; che la firma di tale accordo è stata rinviata su richiesta della Siria sin dall'ottobre 2009; che il Consiglio ha deciso di non compiere ulteriori passi in tale ambito e di sospendere parzialmente l'applicazione dell'attuale accordo di cooperazione;
H. considerando che il nuovo approccio proposto dalla Commissione europea e dall'Alto rappresentante come nuova risposta ad un vicinato in mutamento si basa sulla responsabilità reciproca e su un impegno comune a favore dei valori universali dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto;
I. considerando che nei mesi scorsi alcuni deputati al Parlamento europeo hanno incontrato in varie occasioni rappresentanti dell'opposizione siriana in esilio e hanno avuto scambi di opinioni;
1. condanna energicamente la deliberata e violenta repressione di manifestanti pacifici, di attivisti dei diritti umani e del popolo siriano in generale da parte del regime del presidente Bashar al-Assad; porge le condoglianze alle famiglie delle vittime; esprime solidarietà al popolo siriano, ne loda il coraggio e la determinazione e appoggia fermamente le sue legittime aspirazioni democratiche;
2. osserva che gli annunci e le promesse di riforme, di revoca dello stato di emergenza e di amnistie fatti dal presidente hanno perso ogni credibilità;
3. constata che tali sviluppi hanno minato la legittimità del regime siriano e invita il presidente Bashar al-Assad a dimettersi per consentire che si realizzino le legittime aspirazioni democratiche del popolo siriano;
4. chiede nuovamente l'immediata cessazione delle violente repressioni contro i manifestanti pacifici e delle vessazioni nei confronti delle loro famiglie; il rilascio di tutti i manifestanti, prigionieri politici, difensori dei diritti umani e giornalisti detenuti, il pieno accesso al paese delle organizzazioni internazionali umanitarie e di difesa dei diritti umani nonché dei media internazionali e l'accesso dei cittadini alle reti di comunicazione e informazione in Siria;
5. ribadisce il suo appello affinché venga effettuata un'indagine indipendente, trasparente e efficace sulle uccisioni, gli arresti, le detenzioni arbitrarie e le presunte sparizioni forzate e casi di tortura perpetrati dalle forze di sicurezza siriane, al fine di garantire che gli autori di tali atti siano chiamati a risponderne; plaude, in tale contesto, alla recente risoluzione adottata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite in cui si chiede l'invio di una commissione internazionale indipendente d'inchiesta in Siria per indagare su tutte le denunce di violazioni della legislazione internazionale in materia di diritti umani perpetrate dal regime sin dal marzo 2011, in modo da stabilire i fatti e le circostanze di questi crimini e le violazioni, identificare i responsabili, e garantire che gli autori di tali atti siano chiamati a risponderne;
6. chiede allo stesso tempo un processo politico immediato, autentico e inclusivo, con la partecipazione di tutti gli attori politici democratici e le organizzazioni della società civile, che potrebbe fungere da base per una transizione pacifica e irreversibile verso la democrazia in Siria; plaude, in tale contesto, alla recente dichiarazione della presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui si sottolinea che l'unica soluzione alla crisi attuale in Siria consiste in un processo politico inclusivo e condotto dalla Siria;
7. accoglie con favore e sostiene la recente estensione della portata delle sanzioni dell’UE in materia di congelamento dei beni e di divieto di viaggio ad altre persone e associazioni che appoggiano o traggono benefici dal regime siriano nonché il divieto di importazione nell'UE di petrolio e di altri prodotti petroliferi siriani; chiede, tuttavia, nuove sanzioni che prendano di mira il regime, ma che minimizzino gli impatti negativi sulle condizioni di vita della popolazione;
8. ribadisce nel contempo il suo fermo sostegno agli sforzi diplomatici degli Stati membri dell’UE in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e in altri forum internazionali volti a trovare adeguate risposte da parte della comunità internazionale alla crisi attuale in Siria;
9. accoglie con favore l'assistenza umanitaria offerta dai paesi confinanti con la Siria ai rifugiati siriani; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a continuare a cooperare con i paesi confinanti con la Siria, la Lega Araba, altri attori internazionali e ONG al fine di prevenire la potenziale escalation dell'attuale crisi in Siria, compresa la crisi umanitaria, ad altre zone della regione nonché l'ulteriore aggravamento della crisi umanitaria nel paese;
10. chiede un ulteriore incoraggiamento e sostegno all’emergere di forze organizzate siriane di opposizione democratica sia all'interno che all'esterno del paese;
11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Vicepresidente/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Repubblica araba siriana.