<Motion lg="IT" type="RE" xmlns="http://redmap.europa.eu/xml/iPlRe-v2-0#" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://redmap.europa.eu/xml/iPlRe-v2-0# iPlRe_v2-0.xsd"><Cover><Date>31.1.2012</Date><Ref>B7-0043/2012</Ref><Blk-Title-Cover><Title-Type>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</Title-Type><Title-NextTo><p margin-bottom="12pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</p>
</Title-NextTo><Title-Recueil><p margin-bottom="12pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento</p>
</Title-Recueil><Title><p margin-bottom="24pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">sulle conclusioni del Consiglio europeo (30 gennaio 2012) su un accordo internazionale su una Unione di stabilità fiscale</p>
</Title><Blk-Author><p margin-bottom="0pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"><span font-weight="bold"><Author id="96769">Jürgen Klute</Author>, <Author id="96742">Jean-Luc Mélenchon</Author>, <Author id="28406">Miguel Portas</Author>, <Author id="26851">Nikolaos Chountis</Author>, <Author id="28407">Willy Meyer</Author>, <Author id="97344">Paul Murphy</Author>, <Author id="96820">Marisa Matias</Author></span></p>
</Blk-Author><Body type="POL-GROUP" id="2950"><p margin-bottom="0pt" margin-left="70.9pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt">a nome del gruppo GUE/NGL</p>
</Body>
</Blk-Title-Cover><Num-PE>PE479.464v01-00</Num-PE></Cover><Section><Ref>B7&#8209;0043/2012</Ref><Title-Section><p margin-bottom="36pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"><span font-weight="bold">Risoluzione del Parlamento europeo sulle conclusioni del Consiglio europeo (30 gennaio 2012) su un accordo internazionale su una Unione di stabilità fiscale</span></p>
</Title-Section><p margin-bottom="12pt" margin-left="0pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt"><span font-style="italic">Il Parlamento europeo,</span></p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   vista la comunicazione da parte degli Stati membri della zona euro del 30 gennaio 2012,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">–   visto il trattato internazionale sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica e monetaria,</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">A. considerando che i provvedimenti decisi dai Capi di Stato e dal Consiglio dell'Unione europea non affrontano quelli che sono i principali fattori che hanno portato alla crisi, cioè l'eccessiva dipendenza dai mercati finanziari e le crescenti disparità macroeconomiche nell'area dell'euro;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">B.  considerando che la dipendenza dai mercati finanziari, nonostante i suoi effetti devastanti, è addirittura aumentata dall'inizio della crisi finanziaria; che solo il controllo pubblico delle banche e la concessione di prestiti a tassi ridotti da parte della Banca centrale europea agli Stati membri potrà porvi fine;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">C. considerando che il proposto patto fiscale sottrarrà le scelte di politica fiscale ai governi democraticamente eletti degli Stati membri e il controllo democratico ai cittadini europei e ai parlamenti nazionali, istituendo un quadro permanente di austerità;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">D. considerando che la crisi di fiducia tra i cittadini negli Stati membri dell'Unione e le istituzioni europee continua a crescere, portando a una crisi di legittimazione per l'Unione europea;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">E.  considerando che il processo che ha portato a questo accordo non è stato trasparente e ha ignorato il controllo democratico che dovrebbe normalmente caratterizzare ogni riforma dell'Unione;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">F.  considerando che i governi di tutta Europa hanno accettato i diktat dei mercati finanziari orientando quindi le loro proposte strategiche interamente verso il soddisfacimento dei mercati;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">G. considerando che le principali modifiche della politica dell'Unione europea non possono essere avviate senza la piena partecipazione dell'Unione europea e dei parlamenti nazionali;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">H. considerando che i cittadini percepiscono sempre più le politiche dell'Unione europea come una minaccia al loro benessere economico e sociale, fonte di crescente insicurezza per il loro lavoro e reddito, promotrici di disuguaglianza e di ingiustizia e ostacolo al controllo democratico dei cittadini sulla propria vita; </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">1.  ritiene che le misure del Consiglio europeo acuiranno la crisi globale del capitalismo;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">2.  ricorda che le cause principali dell'attuale crisi del debito pubblico sono estremamente complesse e non possono essere risolte con l'approccio unilaterale di riduzione delle spese, come questo trattato suggerisce;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">3.  respinge il trattato internazionale sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica e monetaria e le recenti modifiche all'assetto dell'Unione economica e monetaria (governance economica, semestre europeo, Patto Euro plus); ritiene che tali modifiche costituiscano la risposta più reazionaria, antidemocratica ed estremamente neoliberista all'attuale crisi;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">4.  ricorda che i fattori alla base della crisi sono connessi, ad esempio, alla liberalizzazione di settori chiave, a squilibri delle partite correnti e relativi tassi di inflazione divergenti causati dalla dinamica irregolare del costo unitario della manodopera, nonché dall'incapacità di molti Stati membri di tassare in modo efficace i patrimoni e le grandi imprese;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">5.  ritiene inoltre che il progetto di trattato internazionale istituzionalizzerà l'austerità e comporterà una rinuncia al principio della parità dei diritti democratici di tutti i 27 Stati membri, il che inevitabilmente acuirà la crisi, pregiudicherà il tenore di vita della maggioranza della popolazione dell'UE, rafforzerà le disparità tra gli Stati membri e creerà divisioni che porteranno ad un'Unione europea a più velocità, mettendo nel frattempo a repentaglio non solo l'esistenza dell'euro, ma forse dell'Unione europea nel suo insieme;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">6.  ricorda che alcuni Stati membri stanno beneficiando della crisi del debito pubblico; che l'orientamento delle esportazioni, guidato da alcuni Stati membri, ha contribuito fortemente all'errata ripartizione delle risorse produttive e alla creazione di bolle economiche; esorta tali paesi a fornire un maggiore contributo alla soluzione della crisi; invita gli Stati membri a introdurre meccanismi basati sulla solidarietà e la proporzionalità;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">7.  denuncia che il progetto di trattato internazionale per la stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica e monetaria si concentra sugli stessi strumenti che hanno portato alla crisi, anziché orientare lo sviluppo economico dei 27 Stati membri verso la piena occupazione (compresi nuovi e migliori posti di lavoro), la crescita socioeconomica, la coesione sociale (in particolare la lotta contro la povertà, le disuguaglianze di reddito e la disoccupazione) e la tutela dell'ambiente;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">8.  si oppone all'introduzione di una nuova regola che fissa il deficit strutturale annuo degli Stati membri allo 0,5% del PIL nominale, in quanto porterà ad un'austerità permanente e un ulteriore declino economico, alimentando il circolo vizioso della diminuzione delle entrate dello Stato e dell'aumento del debito e si oppone fermamente all'introduzione di sanzioni e condizioni per ottenere ulteriore assistenza; </p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">9.  ritiene inoltre che l'introduzione di un impegno a ridurre il debito di un ventesimo all'anno, per raggiungere un rapporto tra debito e PIL del 60%, oltre a essere irraggiungibile, paralizzerebbe gli sforzi dei governi volti a far crescere le loro economie e uscire dalla crisi;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">10. esorta gli Stati membri a porre fine al continuo trasferimento della ricchezza dai salari ai profitti, che porterà inevitabilmente a un'ulteriore destabilizzazione economica e alla creazione di bolle;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">11. ribadisce la necessità di misure sostenibili e di ampio respiro per la soluzione della crisi, quali l'introduzione di accordi di ristrutturazione del debito per le economie eccessivamente indebitate, che includano svalutazioni del debito e investimenti volti a stimolare la crescita nel settore dell'economia verde, avvalendosi della capacità di prestito della Banca europea per gli investimenti;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">12. è fermamente convinto che un ritorno a conti pubblici equilibrati richieda un approccio a lungo termine che preveda tra l'altro la tassazione dei patrimoni, un'imposta sulle transazioni finanziarie, la lotta contro la frode e l'evasione fiscali, interventi adeguati della Banca centrale europea e un rigoroso controllo sul settore finanziario;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">13. ritiene che impegni di un'ampiezza come quella delineata nel progetto di trattato internazionale richiedano la consultazione più vasta possibile dei cittadini, attraverso referendum in linea con le legislazioni nazionali; insiste sul fatto che tali referendum siano condotti senza interferenza politica da parte della Commissione; ritiene che i governi degli Stati membri nei quali non è possibile tenere referendum debbano dare ai cittadini la possibilità di decidere in merito alla ratifica di questo progetto di trattato attraverso una consultazione popolare;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">14. rileva che qualsiasi modifica alla costituzione irlandese richiede un referendum e che tale costituzione conferisce i poteri di bilancio al parlamento e al governo irlandesi, il che comporta una modifica della costituzione in caso di qualsiasi trasferimento dei poteri di bilancio;</p>
<p margin-bottom="12pt" margin-left="17.85pt" margin-right="0pt" margin-top="0pt" text-indent="-17.85pt">15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.</p>
</Section></Motion>