Documento di seduta
20.3.2012 B7‑0190/2012
PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sulla relazione 2011 sui progressi compiuti dal Montenegro
( 2011/2890(RSP) )
Charles Tannock
a nome della commissione per gli affari esteri
Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione 2011 sui progressi compiuti dal Montenegro ( 2011/2890(RSP) )
Il Parlamento europeo,
– visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione del 29 marzo 2010 tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Montenegro, dall'altra[1],
– viste le conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2003 e l'allegato dal titolo "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: verso l'integrazione europea",
– vista la decisione del Consiglio europeo del 9 dicembre 2011 sui progressi compiuti dal Montenegro nel processo di adesione[2],
– vista la decisione del Consiglio europeo, del 17 dicembre 2010, di accordare al Montenegro lo status di paese candidato all'adesione all'Unione europea[3],
– visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla relazione 2011 sui progressi del Montenegro, del 12 ottobre 2011 (SEC (2011)1204),
– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 12 ottobre 2011 intitolata "Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2011-2012" ( COM(2011)0666 ),
– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 9 novembre 2010 relativa al parere della Commissione sulla domanda di adesione del Montenegro all'Unione europea ( COM(2010)0670 ),
– viste la dichiarazione e le raccomandazioni della terza riunione della commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione (SAPC) UE-Montenegro del 3-4 ottobre 2011,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che gli Stati membri dell'UE intendono avviare i negoziati di adesione con il Montenegro nel giugno 2012 e che la Commissione è stata invitata dal Consiglio europeo a proporre un quadro per i negoziati con tale paese;
B. considerando che il Consiglio europeo ha incaricato il Consiglio di esaminare i progressi del Montenegro sulla base di una relazione della Commissione;
C. considerando che nel Montenegro il consenso politico sulle questioni inerenti all'UE rimane alto e che l'obiettivo di portare avanti il processo di adesione all'UE e alla NATO è una pietra angolare della sua politica estera, e considerando che gli sforzi per la riforma richiedono una forte volontà politica e un impegno prioritario ad affrontare le sfide future del processo di adesione;
D. considerando che il Montenegro ha compiuto progressi notevoli nel soddisfare le sette priorità fondamentali identificate dalla Commissione nel 2010, in particolare i miglioramenti per quanto riguarda le attività parlamentari e il quadro elettorale, la professionalità della pubblica amministrazione, l'indipendenza del potere giudiziario, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, la garanzia della libertà dei media e la cooperazione con la società civile;
E. considerando che il Montenegro ha registrato una modesta ripresa economica congiuntamente ad un basso tasso d'inflazione, un afflusso significativo di investimenti esteri diretti e un lieve decremento del tasso di disoccupazione e che il paese ha attuato le disposizioni commerciali dell'accordo di stabilizzazione e associazione con l'UE;
F. considerando che il Montenegro deve portare avanti in modo efficace ulteriori sforzi di riforma, attuando con efficacia il piano d'azione del governo sulle priorità chiave, accelerando la ripresa economica, garantendo contestualmente un adeguato controllo della spesa pubblica e del debito estero, in incremento rispetto all'anno precedente, secondo i dati relativi al 2011, mantenendo al contempo la stabilità fiscale, rafforzando e sviluppando le capacità amministrative e istituzionali necessarie per assumere i futuri obblighi derivanti dall'adesione all'UE;
Considerazioni generali
1. accoglie con favore la decisione del Consiglio europeo di prevedere l'avvio dei negoziati di adesione con il Montenegro nel giugno 2012; invita gli Stati membri a non ritardare eccessivamente e indebitamente l'inizio dei colloqui dato che, ad oggi, il Montenegro ha compiuto notevoli progressi nel soddisfare i parametri richiesti;
2. sottolinea la necessità di inviare un segnale positivo al Montenegro e ad altri paesi che stanno lavorando alacremente per soddisfare i criteri di adesione; crede fermamente che i paesi candidati e potenzialmente candidati debbano essere valutati esclusivamente sulla base dei propri meriti e dei progressi compiuti per quanto riguarda il rispetto di tali criteri e che la loro procedura di adesione non dovrebbe in alcun modo essere collegata ai progressi compiuti in altri paesi vicini o candidati, al fine di mantenere la credibilità del processo di allargamento;
3. prende atto con soddisfazione del buon funzionamento dello strumento di assistenza preadesione (IPA) in Montenegro esorta sia il governo montenegrino che la Commissione a semplificare la procedura amministrativa per i finanziamenti IPA, al fine di renderli più accessibili alle organizzazioni più piccole e non governative, ai sindacati e agli altri beneficiari;
4. si congratula con il Montenegro per aver raggiunto un elevato livello di conformità ai criteri di adesione, mediante l'ottenimento di risultati complessivamente soddisfacenti per quanto riguarda le principali priorità;
5. sottolinea la necessità e l'importanza di perseguire sforzi completi e qualitativi per l'attuazione delle riforme, con particolare attenzione al settore dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali; pone in rilievo che l'obiettivo più rilevante di tali sforzi va individuato nelle azioni di contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata, che rimarranno essenziali per tutto il processo di adesione del Montenegro; e invita le autorità montenegrine a continuare ad attuare in modo regolare i loro obblighi nel quadro dell'accordo di stabilizzazione e associazione; è del parere che le istituzioni dell'UE si troveranno nella posizione migliore per monitorare e facilitare la riforma del sistema giudiziario una volta aperto il capitolo 23 dei negoziati di adesione;
6. accoglie con favore la nuova strategia adottata dalla Commissione nei negoziati di adesione, che consiste nell'avviare i capitoli 23 e 24 all'inizio dei negoziati e si augura che questi due capitoli siano aperti quanto prima onde accelerare ulteriormente le riforme giudiziarie nel Montenegro;
7. ricorda che l'UE si fonda sui valori della tolleranza e della parità di diritti per tutti i componenti della società; incoraggia il Montenegro a continuare a condurre un dialogo costruttivo tra le forze politiche con l'obiettivo di salvaguardare la coesione del carattere multietnico del paese e superare le rimanenti divisioni culturali e nazionali, nonché prevenire discriminazioni;
Criteri politici
8. accoglie con favore le iniziative legislative adottate per migliorare il funzionamento del parlamento nazionale; raccomanda, tuttavia, di compiere ulteriori sforzi per rendere il processo legislativo più trasparente, aumentare la partecipazione dei cittadini nell'elaborazione della nuova legislazione mediante una consultazione ancor più stretta con gli attori della società civile, rafforzare le capacità amministrative del parlamento volte a migliorare la performance parlamentare sia nella legiferazione che nel controllo politico e democratico del potere esecutivo, nonché utilizzare più frequentemente e in modo più efficiente lo strumento delle audizioni consultive e di controllo e dare sistematicamente un seguito alle interrogazioni e alle richieste del parlamento al governo; più in particolare, raccomanda che le mansioni e i poteri della commissione competente siano potenziati affinché il parlamento possa esercitare un controllo adeguato ed efficace del processo di integrazione europea;
9. accoglie con favore l'adozione di emendamenti alla legge sull'elezione dei consiglieri comunali e dei deputati al parlamento, in quanto una delle condizioni ancora da rispettare tra le sette priorità chiave; invita comunque le autorità montenegrine a integrare tali risultati legislativi con nuove azioni volte ad aumentare l'uguaglianza di genere che, nella pratica, non è ancora garantita;
10. sottolinea il problema che le donne continuano ad essere gravemente sottorappresentate in seno al parlamento, nei posti dirigenziali di governo e nelle posizioni direttive del settore pubblico e privato; accoglie quindi con favore le nuove disposizioni secondo cui il 30% dei candidati delle liste deve essere di sesso femminile; a tale proposito, è comunque preoccupato per il fatto che l'uguaglianza di genere, nella pratica, non è ancora garantita; esprime altresì preoccupazione per le diffuse violazioni dei diritti occupazionali delle donne, compreso il diritto alla parità retributiva; incoraggia le autorità montenegrine ad intensificare gli sforzi volti all'integrazione, a tutti i livelli, delle politiche di parità di genere e all'introduzione del principio della parità retributiva;
11. plaude all'adozione di emendamenti alla legge sull'istruzione, che mette fine a una lunga controversia politica sullo status della lingua serba nel sistema scolastico del Montenegro; è del parere che questo compromesso positivo ponga in rilievo l'ampio consenso tra tutte le forze politiche sul carattere coesivo, ma anche multi-etnico e pluriconfessionale del paese;
12. ritiene che la nuova strategia di riforma della pubblica amministrazione per il 2011-2016 costituisca un passo positivo volto a introdurre standard europei in materia di assunzione e promozione e misure intese a d aumentare l'efficienza dell'amministrazione dello Stato; invita il governo montenegrino a migliorare i principali elementi del sistema amministrativo vigente che registrano uno scarso rendimento in termini di processo decisionale e organizzazione delle attività del governo, compreso il sistema di delega e decentramento del potere, al fine di creare una funzione pubblica de-politicizzata e professionale, il cui operato sia efficace e imparziale; invita le autorità a dare priorità al buon governo, a contribuire alla graduale evoluzione di una cultura giuridico-amministrativa e ad affrontare il problema del sovraccarico di strutture amministrative oberate;
13. prende atto dei progressi nella riforma del sistema giudiziario, in particolare nella riduzione dell'arretrato giudiziario dei tribunali, nell'adozione di misure volte a rafforzare l'indipendenza, la responsabilità, l'imparzialità e l'efficienza di giudici e pubblici ministeri, che è una delle priorità fondamentali, e in un'applicazione più sistematica, da parte del Consiglio giudiziario e della magistratura, di procedimenti disciplinari nei confronti dei giudici e pubblici ministeri sospettati; invita il Parlamento montenegrino ad adottare disposizioni costituzionali volte a rafforzare l'indipendenza e la responsabilità legali del sistema giudiziario, come anche l'indipendenza giuridica e l'autonomia professionale del Consiglio giudiziario e del Consiglio dei pubblici ministeri; sottolinea la necessità di monitorare più efficacemente le regole in materia di corruzione e conflitto d'interesse; invita alla razionalizzazione del sistema giudiziario a fini di efficienza giudiziaria, dato che il Montenegro continua ad essere uno dei paesi con il maggior numero pro capite di tribunali di base, magistrati, pubblici ministeri e personale amministrativo in Europa;
14. invita le autorità montenegrine a concentrarsi sulla selezione dei giudici e dei pubblici ministeri, sulla loro indipendenza finanziaria e sull'attuazione rigorosa dei provvedimenti disciplinari nei confronti di giudici e pubblici ministeri in caso di irregolarità; chiede altresì alle autorità di aumentare la trasparenza del sistema giudiziario; reitera la sua richiesta che siano garantite la prevedibilità del sistema giudiziario e la fiducia dei cittadini; chiede che il bilancio destinato al sistema giudiziario sia dotato di congrui finanziamenti, infrastrutture e formazione al fine di migliorare l'efficienza di tale settore; ritiene importante stabilire criteri comuni per la formazione giudiziaria, che saranno applicati dal Centro di formazione giudiziaria;
15. accoglie con favore gli ulteriori progressi nell'adozione di una legislazione anticorruzione, in particolare la nuova legge sugli appalti pubblici, la legge sul finanziamento dei partiti politici e le modifiche alla legge sul conflitto di interessi; rileva, tuttavia, che la nuova normativa in materia di appalti pubblici potrebbe risultare più restrittiva di quella precedente e potrebbe pertanto scoraggiare la denuncia dei casi di corruzione; è preoccupato del ruolo forte dei rappresentanti dei partiti politici in seno alla commissione per la prevenzione dei conflitti d'interessi, che è responsabile dell'attuazione delle nuove modifiche alla legge sul conflitto di interessi; è del parere che l'attuale progetto di legge sul libero accesso alle informazioni possa limitare l'accesso alle informazioni, riducendo di conseguenza la possibilità delle organizzazioni della società civile e dei media di denunciare i casi di corruzione; rileva che la corruzione è ancora diffusa in molti settori e continua a costituire un problema particolarmente preoccupante, in grado di causare un onere ingente per le finanze pubbliche;
16. incoraggia il governo ad attuare in maniera coerente la legislazione anticorruzione e la normativa sul finanziamento di partiti politici e campagne elettorali; invita le autorità di contrasto competenti a portare avanti in modo esauriente le iniziative anticorruzione e far sfociare in condanne un maggior numero di casi di corruzione, compresi quelli ad alti livelli, esorta le autorità montenegrine a introdurre meccanismi più mirati per la corretta attuazione e il monitoraggio delle iniziative e dei progetti anti-corruzione e per migliorare la cooperazione tra agenzie e lo scambio di informazioni in particolare tra la polizia e i pubblici ministeri; incoraggia il Parlamento montenegrino a rafforzare il suo ruolo di controllo nei confronti delle autorità anti-corruzione; invita le autorità a far più luce su presunti casi di corruzione, segnatamente quelli riguardanti alcune privatizzazioni; chiede alla Commissione di valutare l'impatto e i risultati conseguiti attraverso l'assegnazione dei fondi UE nella riforma del sistema giudiziario e nella lotta alla corruzione;
17. sottolinea la necessità di intensificare la lotta contro la criminalità organizzata, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento delle capacità amministrative e investigative della polizia e delle autorità giudiziarie al fine di migliorare l'efficienza di tali organismi; ritiene importante intensificare gli sforzi in materia di trattamento efficace delle informazioni sulla criminalità ed estendere ulteriormente la cooperazione internazionale e regionale nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto in materia di riciclaggio di denaro e contrabbando;
18. pur riconoscendo i progressi compiuti in campo legislativo per garantire la libertà di espressione nei media, continua a osservare presunti casi di intimidazione e violenza fisica nei confronti di giornalisti e notizie riguardanti la limitazione della libertà dei media; è preoccupato per l'arretrato giudiziario in istanze di diffamazione nei confronti di media e giornalisti;
19. invita le autorità montenegrine ad approfondire le indagini sui casi di violenza fisica e intimidazione nei confronti di giornalisti e a dimostrare il loro impegno a favore di media liberi da interferenze politiche; esorta le autorità a indagare seriamente e a perseguire le uccisioni e gli attacchi dei giornalisti, come anche l'incendio dei veicoli del quotidiano Vijesti nonché a perseguire i responsabili dell'attacco alla troupe della rete televisiva Vijesti nel novembre 2011 a Humci vicino Nikšić; invita le autorità montenegrine a garantire l'indipendenza degli organi di regolamentazione e di provvedere a tutte le condizioni necessarie affinché l'organismo di autoregolamentazione dei mezzi di comunicazione possa iniziare a funzionare in base ai migliori standard europei; chiede al governo montenegrino di proporre una modifica della normativa vigente sulla libertà d'informazione affinché non conduca a limitazioni per quanto riguarda l'accesso all'informazione e la trasparenza; invita i giornalisti a osservare l'etica professionale e gli standard in materia di rispetto della privacy e dignità nei media;
20. accoglie con favore gli sforzi del governo per migliorare la cooperazione con le organizzazioni non governative e chiede che nel processo decisionale e legislativo si proceda a consultazioni continue della società civile; accoglie con favore il fatto che le istituzioni statali abbiano nominato dei referenti per le ONG e che molte di queste istituzioni abbiano stabilito i criteri e le procedure per la selezione dei rappresentanti della società civile presso i gruppi di lavoro pertinenti istituiti dal governo; sottolinea tuttavia l'importanza di rafforzare anche il dialogo con i sindacati e le organizzazioni della società civile che rappresentano o che si occupano dei gruppi più vulnerabili e delle questioni di parità di genere;
21. si compiace della situazione generalmente soddisfacente riguardo alle relazioni interetniche, compresa la gestione di questioni sensibili, quali l'appartenenza etnica e la lingua, nel censimento della popolazione; rileva con soddisfazione che il quadro legislativo relativo alle politiche antidiscriminatorie e alla tutela delle minoranze è in gran parte già stato istituito e comprende il Consigliere del Primo Ministro per i diritti umani e la tutela da discriminazioni; sottolinea che occorre compiere ulteriori sforzi ai fini della sua attuazione; invita le autorità montenegrine ad adottare misure aggiuntive per garantire una migliore rappresentanza delle minoranze nelle istituzioni pubbliche a livello nazionale e locale, poiché gli appartenenti alle minoranze sono sottorappresentati in seno alle istituzioni pubbliche; esorta le autorità a combattere la discriminazione nei confronti delle comunità rom, ashkali ed egiziane e a migliorarne le condizioni di vita, l'accesso alla sicurezza sociale, alla sanità, all'istruzione, agli alloggi e ai servizi di collocamento; esorta inoltre le autorità governative e locali ad iscriversi al Quadro europeo per le strategie nazionali di inclusione dei Rom lanciando e presentando una strategia nazionale decennale di inserimento dopo la scadenza dell'attuale strategia (2008-2012) per migliorare la condizione delle popolazioni rom, ashkali ed egiziana;
22. accoglie con favore la recente adozione della legge antidiscriminazione, che menziona esplicitamente l'orientamento sessuale e l'identità di genere e chiede la corretta attuazione del quadro legislativo vigente in materia di antidiscriminazione; invita le autorità montenegrine a rafforzare le misure per l'attuazione quadro giuridico e istituzionale del Paese in materia di diritti delle persone LGBT; incoraggia le autorità a adottare misure finalizzate all'astensione da qualsiasi azione intimidatoria nei confronti delle organizzazioni e delle persone LGBT e a fare il possibile per prevenire attacchi alla comunità LGBT;
23. sottolinea che il Montenegro ha ratificato le otto principali convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui diritti dei lavoratori nonché la Carta sociale europea riveduta; evidenzia che, sebbene i principali diritti lavorativi e sindacali siano contemplati nel codice del lavoro, permangono ancora restrizioni; esorta il Montenegro a consolidare ulteriormente i diritti in ambito lavorativo e sindacale; pone l'accento sull'importante ruolo del dialogo sociale e incoraggia il governo montenegrino ad accrescere le proprie ambizioni nell'ambito del Consiglio sociale e a rafforzare ulteriormente tale organo; sottolinea l'importanza di migliorare la trasparenza e l'efficacia di quest'ultimo;
24. sottolinea che tutti i partiti politici, a prescindere dalla comunità che rappresentano, devono sforzarsi di mantenere un clima politico costruttivo e maturo ed evitare di farsi impartire istruzioni politiche da paesi terzi;
25. incoraggia il Montenegro a rafforzare il quadro normativo che disciplina i diritti delle persone con disabilità e a migliorare il loro accesso all'occupazione, ivi compreso nelle istituzioni pubbliche; invita le autorità ad adeguare i locali pubblici alle loro esigenze e a portare avanti campagne di sensibilizzazione sull'inclusione sociale delle persone diversamente abili;
26. rileva che attualmente in Montenegro vi sono circa 15.000 profughi, sfollati interni e sfollati provenienti da Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, invita il governo montenegrino a trovare una soluzione duratura e sostenibile al problema, attuando pienamente la sua strategia in materia e compiendo ulteriori sforzi per fornire uno status giuridico agli sfollati; ritiene importante il loro ritorno nei loro paesi d'origine come anche la necessità di rimuovere i rimanenti ostacoli tra i paesi della regione onde facilitare il rientro; a tale proposito, prende atto con soddisfazione del ruolo pro-attivo del Montenegro nel programma regionale "Belgrade Initiative" e dell'adozione di un piano d'azione per attuare la strategia per la soluzione permanente della questione dei profughi e degli sfollati interni in Montenegro;
Criteri economici
27. si congratula con il Montenegro per aver saputo mantenere la sua stabilità macroeconomica, pur prendendo atto di una previsione di rallentamento della crescita economica e del perdurare di un elevato tasso di disoccupazione; incoraggia il governo ad accelerare la ripresa dalla grave recessione economica del 2009, mantenendo al contempo la stabilità fiscale, perseguendo politiche fiscali più prudenti e la riduzione del debito pubblico al fine di creare un solido progresso economico con l'obiettivo di migliorare il tenore di vita;
28. plaude all'adozione di importanti riforme strutturali, come quelle relative al sistema pensionistico pubblico, alla razionalizzazione del pubblico impiego e al nuovo regime di finanziamento delle autonomie locali; incoraggia il Montenegro a portare avanti le riforme strutturali, in particolare il potenziamento dello Stato di diritto, delle infrastrutture fisiche e delle risorse umane e a continuare a introdurre ulteriori misure per la rimozione delle barriere commerciali e il miglioramento del contesto imprenditoriale nonché ad aumentare la flessibilità del mercato del lavoro e la competitività delle esportazioni; resta preoccupato per i notevoli livelli dell'occupazione e dell'economia informali, che comportano sfide significative per l'economia e la società del paese;
29. accoglie con favore l'adozione della strategia di sviluppo per piccole e medie imprese per il periodo 2011-2015 e la strategia per la promozione della competitività su piccola scala per il periodo 2011-2015; incoraggia il governo a migliorare il coordinamento delle varie istituzioni che operano nella zona, per raccogliere dati migliori sulle PMI e rafforzare il sistema di registrazione unificato delle imprese al fine di garantire l'effettiva attuazione di tali strategie;
Capacità di assumersi gli obblighi derivanti dall'adesione
30. invita il governo montenegrino a migliorare in modo sostanziale le capacità istituzionali e amministrative nonché la collaborazione e il coordinamento connessi all'adesione tra le istituzioni statali competenti; sollecita al proposito le autorità a rafforzare la capacità amministrativa del Ministero degli affari esteri e dell'integrazione, potenziando nel contempo le capacità dei ministeri che si occupano di settori chiave dell'acquis; invita le autorità ad affrontare la frammentazione del sistema amministrativo e la duplicazione delle competenze nonché a sviluppare capacità decisionali presso i ministeri competenti con l'obiettivo di migliorare la qualità della legislazione rafforzando, in ultima analisi, lo Stato di diritto;
31. accoglie con favore l'adozione del piano di governo che delinea la politica energetica del Montenegro fino al 2030 e prende atto che la riforma del settore energetico rappresenta una sfida particolarmente importante per il paese, sollecita le autorità ad accelerare i progressi nel campo della sicurezza dell'approvvigionamento energetico, dell'efficienza energetica, nonché a portare avanti gli sforzi verso la costituzione di un contesto normativo che favorisca un maggiore utilizzo di fonti energetiche rinnovabili in tutti i settori, come richiesto dal pertinente acquis dell'UE in materia di energie rinnovabili;
32. invita il Montenegro a compiere progressi quanto all'allineamento della legislazione nazionale all'acquis per quanto riguarda l'accesso alle informazioni ambientali, l'accesso alla giustizia, la responsabilità ambientale e le disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica degli aspetti transfrontalieri; sollecita le autorità ad integrare in modo più sistematico le questioni relative all'ambiente e al cambiamento climatico nelle altre politiche settoriali; ritiene particolarmente importante affrontare le questioni dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e dello scarsamente regolamentato sistema di gestione dei rifiuti, nonché introdurre sanzioni penali più severe per tutti coloro che violano la normativa applicabile ed istituire un efficiente sistema di monitoraggio delle ispezioni; inoltre, ribadisce in generale la necessità di porre rimedio alla ripartizione poco chiara delle competenze tra le autorità e alla mancanza di coerenza delle loro azioni che ostacola notevolmente i progressi in materia di tutela ambientale;
33. ricorda che oltre il 25% della biodiversità in Europa si trova nella regione dei Balcani occidentali e che molti piccoli e grandi fiumi e laghi – i maggiori sono il fiume Moraca e il lago di Sentari – sono l'habitat per molte specie rare; invita le autorità montenegrine a riconsiderare i progetti di costruzione di grandi centrali idroelettriche e di affidarsi principalmente all'energia fornita da tali fonti; ricorda la necessità di elaborare una strategia energetica nazionale che tenga conto delle molteplici fonti di energia rinnovabili, compresa l'energia idroelettrica su piccola scala, la necessità di rispettare anche il patrimonio naturale sancito dalla Costituzione, che definisce il Montenegro uno Stato ecologico, e il fatto che il patrimonio naturale e il turismo sono due importanti pilastri dell'economia montenegrina; esorta le autorità montenegrine a svolgere sempre valutazioni di impatto ambientale e sociale prima di adottare qualsiasi decisione sulla costruzione di nuovi impianti, conformemente agli standard dell'Unione europea e internazionali, come le convenzioni di Aarhus e Espoo; esorta inoltre le autorità montenegrine ad impegnarsi in ampie e trasparenti consultazioni pubbliche, anche con le pertinenti organizzazioni della società civile, al momento di pianificare future centrali idroelettriche nonché a rendere di dominio pubblico le decisioni in materia, le perizie e altra documentazione;
34. si congratula con il Montenegro per essere divenuto una destinazione turistica mondiale con un elevato potenziale di ulteriore sviluppo; rileva, tuttavia, i possibili rischi ambientali derivanti dal turismo e invita il governo ad adottare ulteriori misure per proteggere la natura, anche lungo la costa dell'Adriatico;
35. invita il governo montenegrino ad accelerare i progressi nella costituzione delle strutture necessarie per gestire la politica agricola comune, quali un organismo pagatore e un sistema integrato di gestione e controllo; chiede progressi nella politica agricola e di sviluppo rurale, anche attraverso la prosecuzione degli sforzi in materia di definizione delle politiche e utilizzo degli aiuti finanziari disponibili;
36. si congratula con il Montenegro per aver aderito all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) in occasione della Conferenza ministeriale dell'OMC del 17 dicembre 2011, è del parere che l'ingresso nell'OMC fornirà un ambiente più trasparente, prevedibile e attraente per il commercio e gli investimenti stranieri;
37. invita le autorità montenegrine ad attuare la pertinente legislazione in materia di indipendenza della banca centrale, finanziamento monetario, accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie pubbliche e protezione dell'euro; rileva che le implicazioni per il sistema monetario del Montenegro dovranno essere definite dettagliatamente e affrontate nei futuri negoziati di adesione;
38. si congratula con il Montenegro per l'attuazione, finora soddisfacente, del regime di esenzione dai visti con l'area Schengen, entrato in vigore il 19 dicembre 2009; sollecita tuttavia le autorità ad aggiornare le capacità amministrative del ministero degli Affari Esteri e dell'Integrazione Europea nonché della sua rete diplomatica e consolare, creando tra l'altro un collegamento on line tra il regime nazionale di rilascio dei visti di tale ministero e le rappresentanze diplomatiche e consolari e introducendo un visto autoadesivo rispondente a criteri di sicurezza;
Cooperazione regionale
39. si congratula con il Montenegro per il suo impegno e il suo ruolo costruttivo nel contribuire alla stabilità regionale e rafforzare le relazioni di buon vicinato con gli altri paesi dei Balcani occidentali; prende atto con soddisfazione della partecipazione pro-attiva del Montenegro a diverse iniziative regionali nell'Europa sudorientale; sottolinea in particolare l'impegno del Montenegro per la sottoscrizione di accordi di estradizione con la Croazia, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Serbia, la conclusione di accordi di cooperazione con i servizi di intelligence finanziaria di altri paesi e l'adesione, il 7 novembre 2011, alla dichiarazione dei ministri degli Esteri di Serbia, Montenegro, Croazia e Bosnia-Erzegovina intesa a risolvere la questione dei rifugiati nella regione;
40. accoglie con favore l'impegno, sia del Montenegro che della Serbia, ad intrattenere relazioni bilaterali con basi più solide; incoraggia i leader politici e religiosi di entrambi i paesi a continuare a migliorare il clima di dialogo interetnico e interreligioso al fine di giungere ad un accordo che disciplini la posizione della Chiesa ortodossa serba in Montenegro; invita la Commissione a prestare attenzione, contestualmente ai negoziati di adesione, ai rapporti tra la Chiesa ortodossa montenegrina e la Chiesa ortodossa serba, poiché il miglioramento dei rapporti fra le due Chiese e comunità attive nel paese influenzerà positivamente il clima politico in Montenegro;
41. prende atto con soddisfazione delle relazioni di buon vicinato tra il Montenegro e la Croazia; accoglie con favore l'accordo di cooperazione tra forze dell'ordine montenegrine e croate che funge da quadro per interventi congiunti in diversi settori d'attività della polizia quali la prevenzione della criminalità, il controllo delle frontiere e lotta contro forme complesse di criminalità organizzata regionale e internazionale; accoglie con favore l'istituzione di una commissione congiunta tra il Montenegro e la Croazia e prende atto con soddisfazione che le due parti hanno convenuto di rispettare la decisione del Corte internazionale di giustizia sulla questione, tuttora irrisolta, della proprietà del territorio della penisola di Prevlaka;
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42. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al governo e al parlamento del Montenegro.