Documento di seduta
4.12.2012 B7‑0550/2012
PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a norma dell'articolo 202, paragrafo 2, del regolamento
su una nuova industria siderurgica sostenibile e competitiva, sulla base di una petizione ricevuta ( 2012/2905(RSP) )
Erminia Mazzoni
a nome della commissione per le petizioni
Proposta di risoluzione del Parlamento europeo su una nuova industria siderurgica sostenibile e competitiva, sulla base di una petizione ricevuta ( 2012/2905(RSP) )
Il Parlamento europeo,
– vista la petizione 760/2007, presentata da un cittadino italiano, concernente l'impianto siderurgico ILVA e l'allarme diossina a Taranto,
– vista la sentenza della Corte di giustizia europea del 31 marzo 2011, secondo cui l'Italia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC),
– visti l'articolo 191, paragrafo 2, del TFUE e la direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale,
– visti l'articolo 202, paragrafo 2, del suo regolamento e le sue deliberazioni in sede di commissione con il firmatario della petizione interessata, più recentemente in data 9 ottobre 2012, e con il Vicepresidente della Commissione competente,
A. considerando che il firmatario ha espresso con vigore le proprie preoccupazioni per i livelli elevatissimi delle emissioni di diossina provenienti dallo stabilimento siderurgico ILVA di Taranto, le quali hanno avuto e continuano ad avere un impatto significativo, dannoso e perdurante sulla salute della popolazione locale; che sono 20 000 le famiglie che hanno parenti i quali hanno lavorato nell'industria dell'acciaio o in associazione a tale industria e che i livelli di contaminazione fra la popolazione locale hanno determinato tassi inaccettabili e intollerabili di patologie acute e croniche;
B considerando che alcuni reparti dello stabilimento siderurgico ILVA sono stati recentemente chiusi dalle autorità italiane al fine di evitare un'ulteriore contaminazione e che le autorità e i proprietari dello stabilimento esistente hanno l'obbligo giuridico tassativo di provvedere a un'ulteriore drastica riduzione delle emissioni tossiche;
C. considerando che la situazione precaria e pericolosa dell'ILVA sta inoltre causando nell'Italia meridionale un serio degrado e danni ambientali, oltre a gravi problemi sociali ed economici, e che la privatizzazione di questo impianto non ha determinato alcun miglioramento della sicurezza ambientale del settore;
D. considerando che l'industria dell'acciaio, che occupa circa 360 000 lavoratori, è un settore economico di importanza cruciale nell'Unione europea e che il Parlamento europeo ha il dovere e la responsabilità di manifestare chiaramente la propria solidarietà ai lavoratori dello stabilimento siderurgico ILVA e alle loro famiglie, che hanno subito questa situazione totalmente inaccettabile;
E. considerando che, per quanto concerne la politica industriale dell'UE, è strategicamente essenziale impedire che continui la delocalizzazione delle acciaierie e dei processi produttivi al di fuori dell'Unione europea e garantire la sicurezza della forza lavoro; che, per quanto concerne la politica ambientale dell'UE, è altrettanto essenziale garantire che sia applicato il principio "chi inquina paga", e che sia rafforzato e, ove necessario, ripristinato l'equilibrio ambientale, come previsto all'articolo 191, paragrafo 2, del TFUE e dalla direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale;
1. invita la Commissione e il Consiglio a sviluppare una nuova politica per l'industria siderurgica che stimoli la crescita e l'occupazione nel contesto della crisi economica e che sia compatibile con la salute e la sicurezza di tutti i cittadini dell'UE, come pure dei suoi residenti;
2. invita altresì la Commissione e il Consiglio a collaborare con tutti i soggetti coinvolti per garantire che tale politica integri in modo coerente gli obiettivi economici con le priorità di ordine sociale e ambientale, in modo da costruire un nuovo comparto siderurgico europeo moderno, competitivo e sostenibile che sia pienamente conforme alla normativa ambientale dell'UE;
3. invita le autorità italiane a garantire con estrema urgenza il recupero ambientale del sito dello stabilimento siderurgico contaminato, assicurando al contempo che i costi sostenuti in relazione alle azioni di prevenzione e di riparazione adottate siano coperti conformemente al principio "chi inquina paga", come stabilito all'articolo 8 della direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale;
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.