Documento di seduta
4.2.2014 B7‑0145/2014
PROPOSTA DI RISOLUZIONE
presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento
sulla situazione in Egitto
( 2014/2532(RSP) )
Cristian Dan Preda, Elmar Brok, Tokia Saïfi, Marietta Giannakou, Davor Ivo Stier, Alf Svensson, Andrej Plenković, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Ria Oomen-Ruijten, Peter Šťastný, Elena Băsescu, Monica Luisa Macovei, Marco Scurria, Salvatore Iacolino, Eduard Kukan, Salvador Sedó i Alabart, Roberta Angelilli
a nome del gruppo PPE
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Egitto
( 2014/2532(RSP) )
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Egitto,
– visti il discorso tenuto dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Catherine Ashton l'11 settembre 2013 dinanzi al Parlamento europeo e le sue dichiarazioni del 3 ottobre 2013, del 27 novembre 2013, del 1°, 23 e 24 dicembre 2013 e dell'11 e 19 gennaio 2014,
– visti l'accordo di associazione UE-Egitto del 2001, entrato in vigore nel 2004 e rafforzato dal piano d'azione del 2007, e la relazione della Commissione, del 20 marzo 2013, sui progressi compiuti in merito alla sua attuazione,
– vista la dichiarazione costituzionale pubblicata in Egitto l'8 luglio 2013 in cui si propone una tabella di marcia per le modifiche della costituzione e per nuove elezioni,
– visti la nuova costituzione egiziana, adottata dalla commissione costituzionale il 1° dicembre 2013, e l'esito del referendum tenutosi il 14 e 15 gennaio 2014,
– visti il patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e il patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, dei quali l'Egitto è firmatario,
– visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che una serie di attentati dinamitardi e violenti scontri verificatisi durante le manifestazioni che hanno segnato il terzo anniversario della rivolta popolare culminata con la caduta del regime di Mubarak hanno nuovamente provocato numerosi morti e feriti;
B. considerando che il 1° dicembre 2013 il nuovo progetto di costituzione egiziana è stato approvato per essere sottoposto al referendum dalla commissione costituzionale di 50 esperti, comprendente un'ampia serie di leader politici e religiosi, ma nessun rappresentante dei Fratelli musulmani; che il referendum sulla costituzione, tenutosi il 14 e 15 gennaio 2014, ha registrato un'affluenza del 38,6% e un sostegno pari al 98,1%; che, secondo una dichiarazione del VP/AR Catherine Asthon, benché l'UE non sia in grado di effettuare una valutazione approfondita sullo svolgimento del referendum o di verificarne le presunte irregolarità, queste ultime non sembrano avere inciso in maniera determinante sul risultato;
C. considerando che un numero cospicuo di agenti di sicurezza è stato schierato in tutto il paese al fine di garantire che il referendum si svolgesse in condizioni di sicurezza; che, nel corso del referendum, si sono verificati diversi episodi di violenza; che, secondo il ministero degli Affari interni, nove persone hanno perso la vita e altre 444 sono state tenute in stato di fermo per fatti collegati al referendum;
D. considerando che dal luglio 2013 più di mille persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite in scontri tra sostenitori e oppositori del deposto presidente Morsi nonché tra manifestanti e forze di sicurezza;
E. considerando che il 12 novembre 2013 lo stato di emergenza e il coprifuoco dichiarati il 14 agosto 2013 sono stati revocati;
F. considerando il ruolo fondamentale che sono chiamate a svolgere le organizzazioni della società civile in questo periodo critico di transizione politica e sociale per l'Egitto; che la libertà e l'indipendenza della stampa e dei mezzi d'informazione rappresentano un pilastro della società in ogni vera democrazia;
G. considerando che il deposto presidente Morsi è imputato in quattro diversi processi penali, tre dei quali relativi al suo mandato; che il primo processo ha avuto inizio il 4 novembre 2013 e la sua prossima seduta si terrà 1° febbraio 2014; che il 20 dicembre 2013 gli avvocati dei Fratelli musulmani hanno presentato una denuncia formale dinanzi alla Corte penale internazionale per conto del deposto presidente Morsi;
H. considerando che in Egitto le tensioni tra musulmani e cristiani copti sono aumentate dopo la destituzione del presidente Morsi l'estate scorsa e hanno portato alla distruzione di molte chiese cristiane copte;
I. considerando che nel 2013 in Egitto è stato registrato il numero più alto al mondo di incidenti con il coinvolgimento di cristiani, con almeno 167 episodi riferiti dai mezzi d'informazione; che nel paese si sono verificati quasi 500 tentativi di chiudere o distruggere chiese e almeno 83 casi di uccisioni di cristiani per motivi religiosi;
J. considerando che la situazione della sicurezza continua a deteriorarsi nell'instabile regione del Sinai a causa dei violenti attacchi sferrati con regolarità contro le forze di sicurezza; che il 24 dicembre 2013 un'autobomba è esplosa al di fuori del quartier generale della polizia a Mansoura, nel delta del Nilo, e che in tale attentato suicida sono rimaste uccise 16 persone e ne sono state ferite oltre 100; che, in risposta all'attacco mortale, il 25 dicembre 2013 il governo egiziano ha dichiarato i Fratelli musulmani un'organizzazione terroristica; che i Fratelli musulmani sostengono di essere estranei ai fatti, mentre la responsabilità dell'attacco è stata rivendicata da un gruppo ispirato ad al-Qaeda con sede nel Sinai;
K. considerando che ogni anno migliaia di persone perdono la vita e scompaiono nella regione del Sinai, mentre altre persone, in gran parte profughi provenienti dall'Eritrea e dalla Somalia, tra cui molte donne e bambini, vengono sequestrate e tenute in ostaggio a scopo di estorsione da trafficanti di esseri umani; che i rifugiati vengono altresì rapiti nei campi profughi sudanesi e quindi portati nella regione del Sinai; che le vittime della tratta di esseri umani subiscono gli abusi più disumani e sono sistematicamente oggetto di violenze, torture, sfruttamento sessuale e lavoro forzato, oppure vengono uccise ai fini del traffico di organi;
L. considerando che le donne si trovano in una situazione particolarmente vulnerabile nell'attuale periodo di transizione e che i loro diritti non sono pienamente rispettati;
M. considerando che l'economia dell'Egitto deve far fronte a gravi difficoltà; che dal 2011 il tasso di disoccupazione è aumentato e i tassi di povertà si sono aggravati;
N. considerando che, in linea con la sua politica europea di vicinato riveduta, e in particolare con l'approccio "più progressi, più aiuti" ("more for more"), il livello e la portata dell'impegno dell'Unione nei confronti dell'Egitto sono basati sull'incentivazione e dipendono pertanto dai progressi che il paese compie nell'adempiere ai suoi impegni, ad esempio in materia di democrazia, Stato di diritto, diritti umani e uguaglianza di genere;
1. condanna duramente tutti gli atti di violenza, terrorismo, incitamento e istigazione all'odio; esorta tutti i soggetti politici e le forze di sicurezza a dar prova della massima moderazione e ad astenersi da qualsiasi provocazione onde evitare ulteriori violenze, nel migliore interesse del paese; esprime il proprio sincero cordoglio alle famiglie delle vittime;
2. esorta le autorità a garantire indagini tempestive, indipendenti e imparziali in merito a tutte le uccisioni e agli abusi e ad assicurare i responsabili alla giustizia; invita ad adottare misure volte a riformare il settore della sicurezza, a istituire procedure interne di controllo adeguate e ad addestrare le forze di sicurezza al rispetto dei diritti umani nell'ambito delle attività di vigilanza durante lo svolgimento di manifestazioni, nonché a impedire torture, maltrattamenti e violenze sessuali;
3. prende atto dell'esito del referendum, che approva chiaramente la nuova costituzione egiziana; valuta positivamente il fatto che la nuova costituzione egiziana menzioni un governo civile, l'assoluta libertà di credo e l'uguaglianza di tutti i cittadini, la garanzia dei diritti dei bambini, il divieto di tortura in qualsiasi forma o manifestazione, il divieto di qualunque forma di schiavitù e l'applicazione di sanzioni penali al riguardo, nonché l'impegno a rispettare i trattati internazionali in materia di diritti umani sottoscritti dall'Egitto;
4. invita le autorità a dare piena attuazione agli articoli e alle disposizioni approvati, in particolare a quelli relativi ai diritti e alle libertà del popolo egiziano, e a proseguire sulla via verso una democrazia inclusiva e civile fondata sulla tolleranza e la riconciliazione; invita le autorità egiziane a evitare il ricorso a tribunali militari per i processi a carico di civili;
5. ribadisce che, come prossimo passo, il processo di transizione politica dovrebbe portare a elezioni parlamentari e presidenziali libere, eque, inclusive e non violente entro i termini definiti dalla nuova costituzione; rammenta che i poteri andrebbero trasferiti direttamente dopo le elezioni alle autorità civili democraticamente elette; sottolinea che un dialogo politico costruttivo e inclusivo, la riconciliazione e la reintegrazione rappresentano l'unica via verso la democrazia;
6. esorta le autorità egiziane ad interim e le forze di sicurezza a garantire la sicurezza di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro opinioni politiche, dalla loro appartenenza politica o dalla loro confessione, a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, a tutelare le libertà di associazione, di riunione pacifica, di espressione e di stampa, a impegnarsi a favore del dialogo e della non violenza e a rispettare e soddisfare gli obblighi internazionali loro incombenti;
7. esprime preoccupazione in merito alla legge n. 107 del 2013 contenente norme sul diritto di svolgere raduni pubblici, cortei e manifestazioni pacifiche ed esorta le autorità egiziane ad interim a garantire il diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica, conformemente al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, nonché il rispetto delle norme internazionali;
8. chiede il rilascio di tutti i prigionieri politici arrestati per aver esercitato in modo pacifico il loro diritto alla libertà di riunione, associazione ed espressione, nonché un riesame rapido e trasparente di tutti i casi penali; sottolinea l'importanza di garantire a tutti coloro che si trovano in stato di detenzione un processo libero ed equo; propone di riformare la legge relativa all'autorità giudiziaria per garantire un'effettiva separazione dei poteri;
9. ribadisce l'importanza del contributo della società civile e dei mezzi d'informazione liberi alla costruzione di una democrazia radicata e duratura in Egitto; invita le autorità egiziane ad interim a dare attuazione all'articolo 65 della nuova costituzione, in base al quale tutti gli individui hanno il diritto di manifestare la loro opinione con discorsi, scritti, immagini o qualsiasi altro mezzo di espressione e pubblicazione; invita il governo ad interim a garantire che le organizzazioni della società civile a livello nazionale e internazionale e i giornalisti possano agire liberamente nel paese;
10. condanna fermamente gli atti di violenza nei confronti della comunità copta e la distruzione di un gran numero di chiese, centri di aggregazione sociale e imprese in tutto il paese; esprime preoccupazione per l'incapacità delle autorità di adottare misure di sicurezza adeguate per proteggere la comunità copta, nonostante numerosi avvertimenti;
11. esprime preoccupazione per l'intensificarsi degli atti di terrorismo e degli attacchi violenti nella regione del Sinai e invita le autorità egiziane ad interim a ripristinare la sicurezza in tale regione; invita le autorità egiziane ad interim a indagare sui casi di tratta degli esseri umani, di omicidio, di tortura, di sfruttamento sessuale e di commercio di organi, e ad adottare misure appropriate per procedere all'arresto e all'azione penale nei confronti dei membri delle organizzazioni di trafficanti, applicando il diritto nazionale e internazionale; rammenta l'articolo 89 della nuova costituzione, che proibisce la schiavitù e ogni forma di oppressione e sfruttamento forzato di esseri umani;
12. invita le autorità egiziane ad interim a elaborare, adottare e attuare una normativa volta a combattere ogni forma di violenza di genere, al fine di garantire canali di comunicazione efficaci e accessibili e misure di protezione che tengano conto delle esigenze delle vittime e della riservatezza, nonché di assicurare sanzioni penali adeguate nei confronti dei responsabili;
13. si compiace della volontà espressa dal governo egiziano ad interim, a seguito della raccomandazione formulata dal Consiglio nazionale egiziano per i diritti umani, di aprire un ufficio regionale dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani al Cairo, ed esorta il governo egiziano ad interim ad adottare le misure necessarie per accelerare l'apertura di un siffatto ufficio;
14. ribadisce il suo impegno ad assistere il popolo egiziano nel suo cammino verso le riforme democratiche ed economiche; esorta l'Unione, nell'ambito delle sue relazioni bilaterali con l'Egitto e dell'assistenza finanziaria a suo favore, a tenere conto sia del principio di condizionalità ("più progressi, più aiuti"), sia delle grandi sfide economiche cui si trova confrontato il paese;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo ad interim della Repubblica araba d'Egitto.