Documento di seduta

 

A7-0313/2012

12.10.2012

RELAZIONE INTERLOCUTORIA

per favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Commissione per i bilanci

Relatore: Reimer Böge, Ivailo Kalfin

 

PR_Consent_Interim

 

INDICE

Pagina

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO.........................................5

MOTIVAZIONE.......................................................................................................................21

PARERE della commissione per gli affari esteri..............................................72

PARERE della commissione per lo sviluppo.......................................................76

PARERE della commissione per il commercio internazionale.................81

PARERE della commissione per il controllo dei bilanci............................84

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali........88

PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare  93

PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia......101

PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori 106

PARERE della commissione per i trasporti e il turismo.............................109

PARERE della commissione per lo sviluppo regionale..............................114

PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale...118

PARERE della commissione per la pesca............................................................124

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE........................129

PARERE della commissione giuridica..................................................................137

PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni           140

PARERE della commissione per gli affari costituzionali........................145

PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere 151

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE...............................................156

 

 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

per favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Il Parlamento europeo,

 

–   visti gli articoli 311 e 312 del TFUE,

–   vista la proposta della Commissione del 29 giugno 2011 e la sua proposta modificata del 6 luglio 2012 per un regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 ( COM(2011)0398 e COM(2012)0388 ,

–   vista la proposta della Commissione del 29 giugno 2011, relativa a un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria ( COM(2011)0403 ),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 29 giugno 2011 dal titolo "Un bilancio per la strategia 2020" ( COM(2011)0500 ),

–   vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 27 aprile 2010, sul funzionamento dell'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria ( COM(2010)0185 ),

–   vista la sua risoluzione del 29 marzo 2007 sul futuro delle risorse proprie dell'Unione europea[1],

–   vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 dal titolo "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"[2],

–   vista la sua risoluzione del 13 giugno 2012 sul quadro finanziario pluriennale e le risorse proprie[3],

–   vista la dichiarazione congiunta sulle questioni relative al QFP allegata alle regole finanziarie riviste applicabili al bilancio generale dell'Unione,

–   visto l'articolo 81, paragrafo 3, del suo regolamento,

–   visti la relazione interlocutoria della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo del bilancio, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la pesca, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione giuridica, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere ( A7-0313/2012 ),

A. considerando che, a norma dell'articolo 312, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, adotta un regolamento che fissa il quadro finanziario pluriennale (QFP), deliberando all'unanimità e previa approvazione del Parlamento; considerando che, a norma dell'articolo 312, paragrafo 2, TFUE, il Consiglio europeo può adottare all'unanimità una decisione che consente al Consiglio di deliberare a maggioranza qualificata quando adotta il regolamento che stabilisce il QFP;

B.  considerando che, a norma dell'articolo 295 TFUE, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione procedono a reciproche consultazioni e definiscono di comune accordo le modalità della loro cooperazione e che, a tal fine, dovrebbe essere adottato un accordo interistituzionale inteso a migliorare il funzionamento della procedura di bilancio annuale e la cooperazione tra le istituzioni sulle questioni finanziarie;

C. considerando che l'articolo 312, paragrafo 5, TFUE stabilisce che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione adottino ogni misura necessaria a facilitare l'adozione del quadro finanziario;

D. considerando che, a norma dell'articolo 311 TFUE, l'Unione deve dotarsi dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche ed è finanziata integralmente tramite risorse proprie; considerando che il Consiglio è tenuto a consultare il Parlamento prima di adottare una nuova decisione sulla riforma delle risorse proprie e che il Consiglio deve altresì ottenere l'approvazione del Parlamento prima di adottare un regolamento sulle misure intese ad attuare il sistema di risorse proprie;

E.  considerando che è la prima volta che si adotta un regolamento QFP in base alle nuove norme del trattato di Lisbona, con nuove disposizioni di cooperazione fra le istituzioni volte a conciliare l'efficienza del processo decisionale con il rispetto delle prerogative previste dal trattato;

F.  considerando che il trattato di Lisbona conferisce all'Unione europea nuove importanti prerogative in settori quali l'azione esterna (articolo 27, paragrafo 3, TUE), lo sport (articolo 165 TFUE), lo spazio (articolo 189 TFUE), i cambiamenti climatici (articolo 191 TFUE), l'energia (articolo 194 TFUE), il turismo (articolo 195 TFUE) e la protezione civile (articolo 196 TFUE);

G. considerando che nella sua risoluzione dell'8 giugno 2011, adottata a stragrande maggioranza, il Parlamento ha stabilito le sue priorità politiche generali per il prossimo QFP, in termini sia legislativi sia di bilancio;

H. considerando che nella sua risoluzione del 13 giugno 2012, adottata a stragrande maggioranza, il Parlamento ha indicato le sue priorità generali per il prossimo QFP, in termini di bilancio sul piano delle spese e delle entrate;

I.   considerando che le commissioni parlamentari competenti hanno condotto un'analisi completa e approfondita delle esigenze cui far fronte, al fine di identificare le priorità politiche, come risulta dai pareri allegati;

J.   considerando che l'attuale Presidenza cipriota intende sottoporre uno "schema di negoziato" contenente cifre massimali (ma anche scelte programmatiche che rientrano nell'ambito della procedura legislativa ordinaria) al Consiglio europeo straordinario di novembre 2012;

K. considerando che è necessario che l'UE disponga di un bilancio e di una procedura di bilancio che riflettano appieno la natura trasparente e democratica del processo decisionale e di controllo parlamentare, sulla base del rispetto dei principi generali di unità e universalità, i quali impongono che tutte le entrate e le spese siano iscritte per la totalità dell'importo senza compensazioni incrociate e che si proceda ad un dibattito parlamentare e ad una votazione sia sulle entrate sia sulle spese il linea con le competenze del trattato;

Il bilancio UE come strumento essenziale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva di tutta l'Unione

1.  è pienamente consapevole che i negoziati sul QFP 2014-2020 si svolgono in un contesto sociale, economico e finanziario molto problematico, in cui gli Stati membri profondono notevoli sforzi per operare adattamenti fiscali ai rispettivi bilanci nazionali, ai fini della stabilità delle finanze pubbliche e della stabilizzazione del settore bancario e della moneta unica; insiste sul fatto che l'Unione non può essere vista come un'entità che aggrava l'onere finanziario a carico dei contribuenti; è tuttavia persuaso che il bilancio UE costituisca parte integrante di una soluzione in grado di permettere all'Europa di uscire dall'attuale crisi, promuovendo gli investimenti nella crescita e nell'occupazione e aiutando gli Stati membri ad affrontare, collettivamente e di concerto e su base sostenibile, le attuali sfide strutturali, in particolare la perdita di competitività, la crescente disoccupazione e l'aumento della povertà;

2. considera peraltro che l'attuazione di riforme strutturali equilibrate a livello nazionale e unionale rappresenti un requisito essenziale per un'esecuzione sana ed efficiente dell'intervento finanziario dell'Unione, ricordando nel contempo l'importanza di finanze pubbliche sane;

3.  rammenta che il Consiglio europeo ha insistito in numerose occasioni sulla necessità di rafforzare la governance economica europea ed ha avallato gli obiettivi enunciati nella strategia UE 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva: segnatamente promuovere l'occupazione, migliorare le condizioni per l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo e la relativa spesa pubblica, conseguire gli obiettivi prefissati in materia di cambiamento climatico e di energia, migliorare i livelli di istruzione e promuovere l'inclusione sociale, specie grazie alla riduzione della povertà;

4.  rammenta che lo stesso Consiglio europeo ha adottato nel giugno 2012 un Patto per la crescita e l'occupazione (Growth and Jobs Compact), che riconosce l'effetto leva del bilancio UE in termini di rafforzamento della crescita e dell'occupazione e pone grande enfasi sul suo contributo al superamento dell'attuale crisi economica e finanziaria da parte dell'intera Unione;

5.  ritiene che l'Unione sia stata particolarmente colpita dalle successive crisi finanziarie degli ultimi quattro anni, in parte perché gli operatori finanziari, i partner internazionali e l'opinione pubblica hanno messo in dubbio il livello di solidarietà all'interno dell'UE; ritiene che il bilancio dell'UE debba essere al centro di tale solidarietà; è pertanto convinto che la decisione sul prossimo QFP o avrà un forte impatto positivo sugli sforzi compiuti dai governi nazionali per superare la crisi oppure porterà ad un'ulteriore recessione nell'UE;

6.  rammenta che le misure macroeconomiche di stabilizzazione finanziaria adottate fin dal 2008 non hanno ancora determinato la fine della crisi economica e finanziaria; ritiene pertanto che per un ritorno alla crescita e alla creazione di occupazione in Europa, gli Stati membri debbano proseguire i propri sforzi intesi a liberare il proprio potenziale per una crescita sostenibile e che un bilancio UE ben mirato, solido e sufficiente sia necessario per contribuire ulteriormente a coordinare e coadiuvare gli sforzi nazionali;

7.  nota che il bilancio UE rappresenta appena il 2% circa della spesa pubblica complessiva dell'Unione, ossia meno di un 45esimo della spesa sostenuta dalla totalità degli Stati membri;

8.  rammenta che, a norma dell'articolo 310 TFUE, le entrate e le spese iscritte nel bilancio UE devono essere in equilibrio e che pertanto il bilancio non può generare disavanzo e debito pubblico;

9.  sottolinea che il bilancio UE è innanzitutto un bilancio di investimenti e che il 94% degli utili complessivi sono investiti negli stessi Stati membri o per priorità esterne dell'Unione; evidenzia che, senza il contributo del bilancio UE, per le regioni e gli Stati membri gli investimenti pubblici sarebbero di minima entità o del tutto impossibili; è persuaso che qualsiasi riduzione del bilancio UE finirebbe inevitabilmente per aumentare gli squilibri e ostacolare la crescita e la forza competitiva dell'intera economia dell'Unione, nonché la sua coesione, e minerebbe il principio di solidarietà quale valore fondamentale dell'UE;

10. sottolinea che la strategia di Lisbona non ha conseguito i propri obiettivi, a causa tra l'altro di un coordinamento e di impegni insufficienti a tutti i livelli in termini sia di bilancio sia legislativi; è fortemente convinto che, per essere efficace, la strategia Europa 2020 debba essere attuata adesso e non debba più essere rinviata;

11. rammenta che il conseguimento delle finalità delle sette iniziative faro contemplate dalla strategia Europa 2020 richiederà investimenti sostanziali e lungimiranti, stimati ad almeno 1800 miliardi di EUR fino al 2020[4]; sottolinea che uno degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 – ossia promuovere la crescita e l'occupazione di qualità per tutti gli europei – potrà essere raggiunto soltanto effettuando ora e senza ulteriori ritardi i necessari investimenti per l'istruzione, la società della conoscenza, la ricerca e l'innovazione, le PMI, le nuove tecnologie e le tecnologie verdi, promuovendo nel contempo l'inclusione sociale; sostiene l'adozione di un approccio su due fronti che preveda misure di risanamento di bilancio favorevoli alla crescita, al fine di ridurre i disavanzi e il debito pubblico grazie alla promozione di tali investimenti;

12. ritiene che la situazione allarmante che i giovani devono affrontare in tutta l'UE, fra cui un tasso di disoccupazione senza precedenti, una crescente povertà e nuove sfide educative, richieda uno sforzo particolare, attraverso misure orizzontali, per tenere le nuove generazioni legate ai valori dell'UE come la pace, la democrazia e i diritti umani, la prosperità economica e la giustizia sociale nonché fornendo programmi adeguati di sostegno al bilancio;

13. sottolinea che una base industriale forte, diversificata e competitiva è essenziale per conseguire un'economia europea intelligente, sostenibile e inclusiva; pone l'accento sul fatto che il settore industriale svolge un ruolo importante nel sostenere la competitività e la creazione di posti di lavoro nell'UE ed apporta pertanto un contributo essenziale al superamento della crisi economica;

14. sostiene con forza la proposta della Commissione di integrare misure intese a lottare contro il cambiamento climatico con l'obiettivo di far sì che almeno il 20% della spesa sia correlata al clima; ritiene essenziale che il bilancio UE sia in grado di mobilitare investimenti per un'economia prospera e sostenibile a basso tenore di carbonio, fornire un sostegno adeguato al conseguimento degli obiettivi UE 2020 in materia di clima, energia, efficienza delle risorse e biodiversità, apportando ai cittadini il beneficio di un ambiente più sano;

15. invita pertanto gli Stati membri a considerare l'attivazione di sinergie fra gli interventi di consolidamento nazionale e l'apporto aggiuntivo del bilancio UE, che consentano l'attuazione degli impegni politici già assunti al più alto livello;

Livelli di spesa

16. sottolinea che dal 1988 i bilanci nazionali sono cresciuti in media più rapidamente del bilancio UE; nota che, anche nel periodo successivo alla crisi del 2008, la spesa pubblica complessiva degli Stati membri è aumentata a un tasso annuo nominale del 2%; conclude che la contrazione del bilancio UE rispetto ai bilanci nazionali è in flagrante contraddizione con l'estensione dei compiti e delle competenze conferiti all'Unione dal trattato e con le importanti decisioni politiche assunte dallo stesso Consiglio europeo, segnatamente lo sviluppo di una governance economica europea rafforzata;

17. sottolinea che dal 2000 il divario fra il massimale delle risorse proprie dell'UE (1,29 e 1,23% dell'RNL rispettivamente in stanziamenti d'impegno e di pagamento) e i massimali del QFP è fortemente cresciuto; nota anche che il QFP fissa solo livelli massimi di spesa e che il bilancio UE si è mantenuto ben al di sotto di tali livelli;

18. considera che la proposta della Commissione – che per il QFP 2014-2020 prevede un congelamento dei massimali ai livelli del 2013 – non sarà sufficiente a finanziare le attuali priorità programmatiche della strategia dell'Europa per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, i nuovi compiti previsti dal trattato di Lisbona o eventuali eventi imprevisti, per non parlare degli obiettivi e impegni politici assunti dallo stesso Consiglio europeo;

19. rammenta la sua posizione, espressa l'8 giugno 2011, secondo cui senza un adeguato incremento del bilancio oltre il livello dei massimali del 2013, diverse priorità e politiche dell'UE dovranno subire revisioni al ribasso o essere del tutto abbandonate;

20. dissuade il Consiglio da qualsiasi tentativo di ridurre ulteriormente il livello della spesa UE proposto dalla Commissione; si oppone decisamente a ogni pressione a operare tagli lineari e indiscriminati, che comprometterebbero l'esecuzione e l'efficacia di tutte le politiche UE, senza tener conto del loro valore aggiunto, del loro peso politico o dei risultati conseguiti; esorta il Consiglio, nel caso in cui proponga dei tagli, ad individuare chiaramente e pubblicamente quali delle sue priorità o progetti debbano essere del tutto abbandonati;

21. ribadisce il ruolo fondamentale da accordare al bilancio dell'UE per il raggiungimento degli obiettivi concordati della strategia UE 2020; è fortemente persuaso che, se ben studiato, il finanziamento dell'UE possa effettivamente originare e catalizzare azioni di chiaro valore aggiunto a livello unionale che gli Stati membri da soli non sarebbero in grado di portare avanti, creando altresì sinergie e complementarità tra le attività degli Stati membri e aiutando questi ultimi a concentrarsi su investimenti chiave orientati al futuro;

22. riafferma in tale ambito la sua posizione favorevole al forte incremento dei fondi disponibili per i programmi dell'Unione in materia di competitività, PMI, imprenditorialità e infrastrutture sostenibili, che sono al centro della strategia Europa 2020; è fermamente convinto che ulteriori tagli rispetto alla proposta della Commissione comprometterebbero gravemente la credibilità dell'UE e il suo impegno politico nei confronti della crescita e dell'occupazione;

23. accoglie con favore la proposta della Commissione sul meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility - CEF) e la sua realistica dotazione finanziaria intesa a migliorare le reti dei trasporti, dell'energia e le reti digitali in Europa; chiede, a tale proposito, che l'importo trasferito dal Fondo di coesione al CEF sia speso, durante i primi anni, pienamente in linea con le dotazioni nazionali a titolo di tale fondo;

24. rileva l'importanza che la ricerca e l'innovazione rivestono nell'accelerare la transizione verso un'economia sostenibile, leader a livello mondiale e fondata sulla conoscenza e che usa le proprie risorse naturali in modo efficiente e responsabile; invita le istituzioni UE e gli Stati membri a concordare una tabella di marcia specifica per raggiungere l'obiettivo del 3% del PIL in investimenti per la ricerca; richiama l'attenzione sul massiccio impegno economico che tale obiettivo comporta in termini di spesa totale aggiuntiva, 130 miliardi di euro l'anno, considerando tutte le fonti di finanziamento; sottolinea di conseguenza la necessità di accrescere, stimolare e garantire il finanziamento della ricerca e dell'innovazione nell'Unione grazie a un aumento significativo della spesa, specie quella finalizzata all'innovazione e alla ricerca, in particolare mediante il programma Orizzonte 2020;

25. ricorda che le PMI sono il principale volano della crescita economica, della competitività, dell'innovazione e dell'occupazione e ne riconosce l'importanza per assicurare la ripresa e il rilancio di un'economia dell'UE sostenibile; accoglie quindi con favore l'accento posto dalla strategia Europa 2020 sull'innovazione e la politica industriale; respinge fermamente qualsiasi tentativo volto a ridurre ulteriormente la dotazione di programmi che, quali COSME, sono al centro della competitività e dell'occupazione europee;

26. reputa che la politica di coesione dell'UE (Fondi strutturali e Fondo di coesione) costituisca uno strumento strategico per gli investimenti, la crescita sostenibile e la competitività nonché uno dei principali pilastri della solidarietà europea, con un indubbio valore aggiunto UE; nota altresì i significativi effetti di ricaduta positivi dei fondi di coesione per tutti gli Stati membri; insiste sul fatto che, per ridurre efficacemente gli squilibri macroeconomici all'interno dell'UE e contribuire alla coesione economica, sociale e territoriale, occorre appoggiarsi su un quadro finanziario solido, stabile e sostenibile; ribadisce la sua posizione secondo cui il finanziamento della politica di coesione, data la pressante necessità di garantire gli investimenti pubblici nella crescita e nell'occupazione, deve essere mantenuto almeno al livello del periodo 2007-2013 e deve continuare a coprire tutte le regioni dell'UE, con una particolare attenzione alle regioni meno sviluppate; appoggia la proposta della Commissione di destinare il 25% della dotazione totale della politica di coesione al FSE;

27. rammenta la sua posizione secondo cui, considerata l'ampia gamma di compiti, sfide e obiettivi cui deve far fronte la politica agricola comune, gli stanziamenti destinati alla PAC nell'esercizio finanziario 2013 dovrebbero essere almeno mantenuti per il successivo periodo di programmazione finanziaria; ritiene che la nuova PAC dovrebbe mirare ad un'assegnazione maggiormente efficace ed efficiente del proprio bilancio, tra l'altro mediante una distribuzione equa dei pagamenti diretti e degli stanziamenti destinati allo sviluppo rurale tra Stati membri, regioni e agricoltori, al fine di ridurre i divari esistenti; sottolinea al riguardo il ruolo cruciale del secondo pilastro della PAC che apporta un contributo significativo agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro nelle zone rurali, al miglioramento dell'efficacia e della competitività del settore agricolo, in particolare alla luce delle nuove sfide cui fa riferimento la strategia Europa 2020, nonché alla gestione dell'ambiente ed alla conservazione della biodiversità;

28. sottolinea che occorre rafforzare il programma ben mirato ed efficace dell'Unione per l'ambiente ed il clima e che le spese integrate a favore del clima e dell'ambiente dovrebbero essere sostenute attivamente nel quadro dei pertinenti fondi dell'Unione;

29. riconosce le serie sfide cui sono confrontati i giovani nell'UE a causa della crisi economica; ritiene che la partecipazione, l'occupazione, l'istruzione, l'istruzione non formale, la formazione, la mobilità e l'inclusione sociale dei giovani europei siano questioni di importanza strategica per lo sviluppo dell'UE e della società europea; insiste sulla necessità di integrare e dare la priorità a tali interventi in tutte le pertinenti politiche finanziate dal bilancio UE, parallelamente ad un aumento necessario dei finanziamenti a favore degli strumenti concreti destinati ai giovani proposti dalla Commissione, come l'introduzione di una garanzia per i giovani che assicuri che ad ogni giovane che in Europa non riesce a trovare lavoro sia offerta la possibilità di un'ulteriore istruzione e formazione;

30. pone l'accento sulla necessità di proseguire il programma per gli indigenti; ricorda alla Commissione il suo impegno a presentare in tempo utile una proposta legislativa in tal senso, al fine di garantire il proseguimento del sostegno a tale programma dopo il 2013 con una nuova base giuridica e una dotazione finanziaria autonoma;

31. è del parere che gli stanziamenti complessivi previsti dalla Commissione per lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia non riflettano adeguatamente il rafforzamento di questo settore ad opera del trattato di Lisbona e l'aumento dei compiti e delle sfide che il trattato comporta; sottolinea che le attività finanziate devono presentare un valore aggiunto europeo e che occorre garantire una ripartizione equa, equilibrata e trasparente dei finanziamento tra i diversi obiettivi perseguiti da tali programmi;

32. ricorda che i programmi UE per l'istruzione, la gioventù, i mezzi di comunicazione e la cultura sono vicini ai cittadini, godono di tassi di esecuzione estremamente elevati, producono considerevoli effetti leva e di ricaduta con significativi risultati economici, e generano un chiaro e dimostrabile valore aggiunto europeo grazie alla messa in comune delle risorse, alla promozione della mobilità e della cittadinanza attiva ed al miglioramento della cooperazione fra settori e parti interessate;

33. ribadisce il suo approccio secondo cui le nuove responsabilità conferite all'UE dai trattati richiederanno un adeguato volume di fondi supplementari rispetto al QFP 2007-2013, al fine di permettere all'Unione di assolvere al suo ruolo di attore globale nel rispetto degli impegni già presi, in particolare il conseguimento dell'obiettivo di spendere lo 0,7% del RNL degli Stati membri per l'aiuto ufficiale allo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015; evidenzia il ruolo dell'Unione nel promuovere la democrazia, la pace, la solidarietà, la stabilità e la riduzione della povertà nei paesi vicini e nei paesi partner; sottolinea la complementarietà tra l'assistenza dell'UE e quella prestata dagli Stati membri e il suo effetto catalizzatore in termini di interventi nelle regioni in cui non viene fornita assistenza bilaterale; è particolarmente favorevole alla programmazione congiunta delle azioni degli Stati membri e dell'UE; sottolinea pertanto che le proposte della Commissione per l'Europa globale e il Fondo europeo di sviluppo devono essere considerate come il minimo necessario per realizzare gli ambiziosi obiettivi dell'Europa a livello mondiale; nota in particolare la necessità di coniugare le responsabilità del SEAE con risorse di bilancio adeguate;

Grandi progetti

34. sottolinea l'importanza strategica di progetti infrastrutturali su ampia scala, quali ITER, Galileo e GMES, per il futuro della competitività dell'UE; respinge conseguentemente ogni tentativo di trasformare il GMES in un programma intergovernativo;

35. è fermamente persuaso che il bilancio UE debba non solo assicurare il finanziamento dei grandi progetti, ma anche prevedere a tal fine fondi separati (ring-fenced) in modo che eventuali sovraccosti non minaccino il finanziamento e la buona esecuzione di altre politiche dell'Unione;

36. saluta con favore la proposta della Commissione di fissare una dotazione massima per Galileo nel regolamento QFP, salvaguardando in tal modo lo stanziamento per tale progetto; è del parere che il regolamento debba fissare massimali anche per ITER e GMES; ritiene che le dotazioni finanziarie per questi tre progetti debbano essere assegnate fuori massimale QFP, in modo da facilitare, se necessario, l'apporto di fondi aggiuntivi da parte degli Stati membri;

Spendere meglio

37. ribadisce che conseguire un valore aggiunto europeo e garantire una sana gestione finanziaria – efficienza, efficacia ed economia – devono essere, ora più che mai, principi guida del bilancio dell'Unione europea; accoglie con soddisfazione, a tale proposito, il pacchetto di proposte legislative della Commissione sulla nuova generazione di programmi pluriennali da adottare nell'ambito della procedura legislativa ordinaria; insiste sulla necessità di massimizzare le sinergie tra i programmi di sostegno dell'Unione e gli investimenti nazionali;

38. ritiene che, nell'attuale contesto di ristrettezze di bilancio, l'effetto catalizzatore di altre fonti di finanziamento sia indispensabile per realizzare gli investimenti a lungo termine necessari al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; esprime la ferma convinzione che il valore aggiunto dell'Unione risieda in particolare negli investimenti a lungo termine che non sono alla portata dei singoli Stati membri; richiama l'attenzione, a tale proposito, sulle conclusioni e le raccomandazioni formulate nella propria risoluzione sugli strumenti finanziari innovativi nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale[5];

39. sottolinea la necessità di garantire la coerenza tra norme specifiche per il settore ed il quadro generale del regolamento finanziario e di trovare un equilibrio tra semplificazione e sana gestione finanziaria; prende atto del quadro di valutazione della semplificazione elaborato dalla Commissione e conferma la sua volontà di sostenere l'agenda per la semplificazione; è convinto della necessità di ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari e chiede l'attuazione di "controlli della burocrazia" approfonditi sulla nuova generazione di programmi pluriennali, al fine di evitare eventuali oneri amministrativi aggiuntivi a livello unionale e nazionale;

40. ritiene che l'efficacia della spesa dell'Unione europea dipenda dalla validità del quadro programmatico, normativo e istituzionale a tutti i livelli; insiste sul fatto che, ai sensi degli articoli 310, paragrafo 5, e 317 TFUE, gli Stati membri sono tenuti ad attuare il bilancio in conformità del principio di sana gestione finanziaria; ricorda agli Stati membri il loro obbligo legale di assicurare che gli stanziamenti iscritti in bilancio siano utilizzati in linea con tale principio e che sono tenuti ad assumersi la loro parte di responsabilità ai fini di una maggiore efficacia dei finanziamenti dell'Unione; rammenta che il 90% degli errori riscontrati dalla Corte dei conti europea si è verificato negli Stati membri e che la maggior parte di tali errori avrebbe potuto essere evitata; invita tutti gli Stati membri a pubblicare dichiarazioni di affidabilità nazionali firmate al livello politico appropriato;

41. è favorevole all'introduzione di disposizioni in materia di condizionalità ex ante al fine di garantire che i finanziamenti dell'Unione, soprattutto per quanto riguarda il Fondo di coesione, i Fondi strutturali e i fondi per l'ambiente rurale e la pesca, siano più opportunamente mirati al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; ritiene che, se la loro esecuzione poggia, da un lato, su un principio di partenariato rafforzato tramite il maggiore coinvolgimento degli enti locali e regionali e, dall'altro, su condizioni che sono pertinenti rispetto agli obiettivi dei diversi fondi, tali disposizioni in materia di condizionalità possano migliorare la legittimità e l'efficacia del sostegno dell'Unione;

42. chiede di subordinare i finanziamenti nel quadro degli accordi di partenariato a vincoli specifici prestabiliti tramite un dialogo tra Commissione e Stati membri; considera opportuno instaurare il vincolo della corretta attuazione della legislazione UE vigente (tra cui regolamenti relativi a prezzi, gare d'appalto, trasporto, ambiente, salute) onde prevenire irregolarità e garantire l'efficacia; respinge tuttavia le proposte che richiedono riforme sociali ed economiche radicali da parte degli Stati membri; ritiene che tutti i vincoli debbano rispettare appieno i principi di sussidiarietà e partenariato;

43. sottolinea, nondimeno, che non vi è un rapporto diretto tra i risultati della politica regionale e i risultati macroeconomici di uno Stato membro e che le regioni non dovrebbero essere punite per l'incapacità, a livello nazionale, di ottemperare alle procedure relative alla governance economica; ritiene che imporre ulteriori sanzioni possa pertanto acuire i problemi degli Stati membri che si trovano già in una difficile situazione macroeconomica e che, pertanto, le condizionalità macroeconomiche non siano accettabili;

44. sottolinea il lavoro essenziale delle agenzie decentrate dell'Unione europea nel sostenere gli obiettivi di quest'ultima e la necessità di coniugare le loro responsabilità con idonee risorse di bilancio;

45. è del parere, al tempo stesso, che il lavoro delle agenzie decentrate dell'Unione debba comportare risparmi ben più sostanziali a livello nazionale; esorta gli Stati membri a valutare i guadagni di efficienza generati da tali agenzie a livello nazionale e a trarne pienamente beneficio, razionalizzando in tal modo le spese nazionali; invita altresì gli Stati membri a individuare possibili settori caratterizzati da duplicazioni di lavoro o da un valore aggiunto ridotto in relazione alle agenzie decentrate, al fine di razionalizzarne il funzionamento;

46. è convinto che l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) produrrà economie di scala a livello dell'UE e risparmi significativi a livello nazionale, specie nei servizi diplomatici nazionali dei paesi terzi;

47. propone di eseguire una valutazione indipendente dell'efficacia della spesa pubblica a tre livelli – nazionale, regionale ed europeo – al fine di esaminare in modo approfondito il valore aggiunto e la possibilità di mettere in comune le risorse e di risparmiare in settori quali difesa, politica di sviluppo, agenzie decentrate, Servizio europeo per l'azione esterna e ricerca scientifica, non solo incoraggiando le economie di scala a livello dell'UE, ma anche rispettando il principio di sussidiarietà; crede che tale valutazione consentirà di risparmiare sulle spese; ricorda che la valutazione concernente le agenzie decentrate dovrebbe tenere conto delle pertinenti disposizioni dell'approccio comune allegato alla dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sulle agenzie decentrate firmata il 19 luglio 2012;

48. condivide il parere della Commissione circa la necessità di razionalizzare le spese amministrative; sottolinea, tuttavia, l'assoluta importanza di trovare un punto di equilibrio tra l'obiettivo di conseguire ulteriori risparmi e quello di garantire che le istituzioni possano assolvere ai propri compiti e doveri conformemente alle competenze e agli obblighi loro attribuiti dai trattati, tenendo conto delle difficili sfide poste dalla crisi economica in corso;

49. è profondamente contrario ad applicare una riduzione lineare a tutte le istituzioni, gli organi e le agenzie, dato che, ai sensi dei trattati, i loro ruoli e responsabilità differiscono ampiamente; rileva che, per poter trattare individualmente le istituzioni, dovrebbe spettare a ciascuna di esse decidere dove e che tipo di tagli effettuare, in modo da non nuocere al loro corretto funzionamento;

50. richiama l'attenzione sugli importanti risparmi che potrebbero essere realizzati se il Parlamento avesse una sede unica; invita l'autorità di bilancio a sollevare la questione in occasione dei negoziati sul prossimo QFP 2014-2020;

Durata

51. è del parere che il prossimo QFP, un periodo di sette anni fino al 2020, debba essere considerato una soluzione transitoria dal momento che è chiaramente connesso alla strategia Europa 2020; reputa tuttavia che un periodo di cinque anni – o di 5+5 – allineerebbe meglio la durata del QFP a quella del mandato delle istituzioni, rafforzando in tal modo la rendicontabilità e la responsabilità democratiche; ricorda che, per conseguire un QFP sostenibile ed efficace, un periodo di sette anni richiede un livello massimo di flessibilità;

Riesame intermedio

52. sottolinea la necessità che il regolamento che istituisce il QFP preveda un riesame intermedio, con una procedura specifica tra cui un calendario vincolante che garantisca il pieno coinvolgimento del prossimo Parlamento; ritiene che la Commissione debba presentare una proposta legislativa che consenta di adottare una versione riveduta del QFP in tempo per la procedura legislativa 2018; pone l'accento sul fatto che la revisione intermedia non dovrebbe ostacolare la stabilità delle prospettive di investimento e dovrebbe tutelare i beneficiari e la stabilità della programmazione e degli investimenti a lungo termine;

Necessità di un QFP più flessibile

53. è convinto, per una questione di principio, che l'evoluzione delle circostanze politiche ed economiche, nonché eventi imprevisti, comporteranno la necessità di modificare il QFP nel corso del settennio; insiste sulla necessità che il prossimo QFP garantisca una maggiore flessibilità di bilancio sia all'interno delle rubriche che tra di esse, nonché tra gli esercizi finanziari del QFP, onde garantire che le risorse di bilancio disponibili possano essere integralmente utilizzate;

54. ritiene indispensabile una flessibilità del 5% in relazione ai massimali delle (sotto)rubriche, al fine di rendere possibile l'adeguamento a nuove circostanze, senza incrementare l'importo complessivo e senza necessità di una revisione del QFP;

55. plaude alla proposta della Commissione di portare dal 5 al 10% il grado di flessibilità legislativa (possibilità di scostarsi da un determinato importo per l'intera durata del programma interessato);

56. sottolinea la necessità di utilizzare al meglio i massimali previsti dal QFP; propone a tal fine che i margini disponibili all'interno dei massimali degli stanziamenti d'impegno nell'ambito del bilancio di un determinato esercizio siano riportati all'esercizio successivo e siano considerati parte di un margine globale del QFP, da assegnare nel corso di esercizi futuri a diverse rubriche in base al loro fabbisogno stimato e da mobilitare nell'ambito della procedura annuale di bilancio;

57. sottolinea altresì la necessità di introdurre un margine globale del QFP per gli stanziamenti di pagamento, che offra la possibilità di riportare all'esercizio successivo i margini disponibili all'interno dei massimali degli stanziamenti di pagamento, da mobilitare nell'ambito della procedura annuale di bilancio;

58. è particolarmente preoccupato per l'attuale livello in continuo aumento degli impegni residui (RAL); chiede una strategia interistituzionale comune per mantenere il livello dei RAL sotto controllo nel QFP 2014-2020 e che siano adottate misure adeguate a tal fine; incoraggia a tale proposito un dibattito su come conseguire una distribuzione più equa del livello di stanziamenti di spesa nel corso del periodo del QFP al fine di evitare, nella misura del possibile, che l'attuazione dei programmi UE rischi di essere ostacolata dalla mancanza di stanziamenti di pagamento alla fine del quadro finanziario;

59. nota che ogni anno il bilancio UE registra un avanzo e che i contributi degli Stati membri al bilancio dell'UE sono ridotti grazie a tale importo; deplora nel contempo i tagli lineari regolarmente apportati dal Consiglio alle stime della Commissione relative agli stanziamenti di pagamento quali iscritti nel progetto di bilancio, nonché l'opposizione più volte espressa dal Consiglio, nel corso degli ultimi anni, al fatto di dotare il bilancio UE del livello di pagamenti aggiuntivi ritenuto necessario dalla Commissione, al termine dell'esercizio finanziario, per consentire all'UE di rispettare i propri obblighi finanziari; ritiene che tale approccio non sia corretto in termini di formazione del bilancio e che, benché l'avanzo di bilancio non abbia alcun impatto sul livello complessivo del disavanzo degli Stati membri, tale importo possa fare una netta differenza per il bilancio annuale dell'UE; ricorda l'impegno assunto dalle istituzioni di rivedere il regolamento finanziario al fine di autorizzare il riporto degli stanziamenti inutilizzati e del saldo di bilancio;

60. è assolutamente favorevole al margine per imprevisti, pur rilevando che, per poter essere efficace, la sua mobilitazione non dovrebbe comportare la compensazione obbligatoria dei massimali e dovrebbe essere adottata a maggioranza qualificata in seno al Consiglio;

61. si compiace della proposta della Commissione di incrementare la dotazione dello strumento di flessibilità e il ricorso agli importi annuali fino all'anno n+3;

62. sottolinea il suo deciso sostegno alla proposta della Commissione secondo cui la riserva per gli aiuti d'urgenza, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e la riserva per le crisi nel settore agricolo, data la loro natura non programmabile, dovrebbero essere iscritti in bilancio al di sopra dei massimali delle pertinenti rubriche;

63. evidenzia il valore aggiunto del Fondo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) quale strumento di intervento di crisi per aiutare i lavoratori che hanno perduto il loro posto a reinserirsi nel mondo del lavoro; sottolinea la necessità di portare avanti il FEG e di rafforzarlo dopo il 2013 quale strumento accessibile a pari condizioni per tutte le categorie di lavoratori; insiste altresì sulla necessità di una procedura semplificata e accelerata per il versamento delle sovvenzioni al fine di migliorarne l'efficienza;

Unità del bilancio

64. rammenta che nel bilancio dell'Unione europea rientrano tutte le entrate e le spese derivanti dalle decisioni adottate dalle istituzioni dell'UE nell'ambito delle loro competenze e che esso tiene conto separatamente delle operazioni finanziarie dell'Unione sotto forma di prestiti e garanzie;

65. sollecita la Commissione e il Consiglio a riportare in un elenco separato gli impegni e le garanzie finanziari o di bilancio sottoscritti dall'Unione o da alcuni Stati membri nel quadro dei meccanismi europei di stabilizzazione (MESF, EFSF, MES) in linea con le disposizioni degli articoli 122, paragrafo 2, 136, paragrafo 3, e 143 TFUE, nonché l'aiuto finanziario bilaterale diretti ad altri Stati membri o altri progetti relativi all'"unione bancaria";

66. sottolinea che tutte le decisioni relative al rafforzamento dell'unione economica e monetaria dovrebbero essere adottate sulla base dei trattati e coinvolgere le istituzioni pertinenti; pone l'accento sul fatto che qualsiasi scostamento dal metodo comunitario o un maggiore ricorso ad accordi intergovernativi non farebbe che dividere ed indebolire l'Unione europea, inclusa la zona euro;

67. invita vivamente gli Stati membri ad assumersi l'impegno deciso di incorporare il Fondo di sviluppo europeo nel bilancio dell'Unione europea a decorrere dal 2021; nota che tale riforma richiede un aumento adeguato dei massimali del QFP;

68. conferma la propria intenzione di organizzare in futuro un dibattito pubblico specifico e di tenere una votazione sul lato delle entrate del bilancio, nell'ambito del proprio esame del progetto di bilancio annuale; è fermamente convinto che ciò consenta di alimentare un dibattito permanente sul sistema di finanziamento dell'Unione, pur riconoscendo che al momento l'autorità di bilancio non ha competenza per proporre modifiche a questa parte del bilancio;

Risorse proprie

69. è convinto che i negoziati sul prossimo QFP, avviati oltre un anno fa, dimostrino senza ombra di dubbio l'impasse venutasi a creare in ragione della mancanza di un vero e proprio sistema di risorse proprie: si tratta di negoziati organizzati in seno al Consiglio attorno a due campi opposti, guidati, da una parte, dai paesi contributori netti al bilancio dell'UE e, dall'altra, dai paesi beneficiari netti di tale bilancio in un sistema che ha dato vita a una versione puramente contabile di giusto ritorno e che, in ultima analisi, vincola qualsiasi accordo sul QFP a un accordo su una serie infinita di deroghe e compensazioni, negoziate a porte chiuse e incomprensibili per i cittadini europei;

70. esprime la ferma convinzione che il finanziamento del bilancio dell'Unione debba essere riportato a un vero e proprio sistema di risorse proprie, come disposto dal trattato di Roma e da tutti i trattati successivi; si rammarica profondamente che l'attuale sistema, in cui il grosso del finanziamento proviene dai contributi nazionali, non sia trasparente né giusto, né soggetto a controllo parlamentare a livello europeo o nazionale; sottolinea che un simile sistema viola, nella sostanza, la lettera e lo spirito del trattato;

71. rileva che la ristrutturazione del sistema delle risorse proprie in quanto tale non riguarda l'entità del bilancio dell'Unione, bensì la ricerca di un mix di risorse più efficace per finanziare le politiche e gli obiettivi concordati a livello di Unione; sottolinea che l'introduzione di un nuovo sistema non accrescerebbe l'aggravio fiscale complessivo per i cittadini, ma sgraverebbe invece le tesorerie nazionali;

72. ribadisce la sua posizione fondamentale, espressa nella risoluzione del 13 giugno 2012, secondo cui non è disposto ad approvare il prossimo QFP in assenza di un accordo politico sulla riforma del sistema delle risorse proprie, conformemente alle proposte formulate dalla Commissione il 29 giugno 2011, incluse le sue proposte legislative per nuove reali risorse proprie; è convinto che una tale riforma debba puntare a ridurre al massimo al 40% la quota del contribuito al bilancio dell'UE proveniente dal RNL degli Stati membri entro il 2020, contribuendo in tal modo al consolidamento degli sforzi degli Stati membri;

73. esprime la ferma convinzione che nel necessario accordo politico debbano rientrare i seguenti elementi:

1)   si impone una riforma approfondita del finanziamento del bilancio dell'Unione europea, intesa al ripristino di un sistema autentico, chiaro, semplice ed equo di risorse proprie, che offra garanzie quanto al processo decisionale e al controllo democratico relativo a tutti i bilanci pubblici;

2)   la riforma deve entrare in vigore durante il QFP 2014-2020, come proposto dalla Commissione;

3)   gli Stati membri disposti a introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie devono attivarsi sin d'ora, invitando formalmente la Commissione a formulare una proposta relativa a una forma di cooperazione rafforzata in questo ambito; la Commissione dovrà quindi reagire immediatamente con la pubblicazione di tale proposta, unitamente a una serie di proposte rivedute sul pacchetto delle risorse proprie, onde garantire che il gettito della tassa in questione sia destinato in toto o in parte al bilancio dell'UE quale reale risorsa propria, riducendo in tal modo i contributi nazionali degli Stati membri che applicano la tassa;

4)   l'accordo sulla riforma dell'IVA quale risorsa propria, unitamente alle sue modalità di esecuzione, deve essere concluso in concomitanza con l'accordo sul QFP;

5)   il nuovo sistema deve porre fine alle riduzioni esistenti dei contributi nazionali e ad altri meccanismi di correzione; eventuali compensazioni successive possono essere accettate soltanto sulla base di una proposta della Commissione, essendo a carattere temporaneo e giustificate da criteri economici incontestabili e obiettivi;

6)   qualora l'attuazione del nuovo sistema di risorse proprie non dovesse tradursi in un taglio sostanziale dei contributi al bilancio dell'UE basati sul RNL degli Stati membri, la Commissione formulerà ulteriori proposte sull'introduzione di nuove reali risorse proprie;

Negoziati interistituzionali

74. sottolinea la necessità di una rigorosa maggioranza in seno al Parlamento europeo e al Consiglio per l'adozione del QFP e rileva l'importanza di sfruttare appieno tutte le disposizioni dell'articolo 312, paragrafo 5, che impone alle istituzioni di negoziare per trovare un accordo su un testo che il Parlamento possa approvare;

75. sottolinea che si tratta della prima volta che un regolamento QFP sarà adottato ai sensi delle nuove disposizioni del trattato di Lisbona, il quale prevede nuove modalità di cooperazione interistituzionale che combinano l'efficacia del processo decisionale con l'attenzione alle rispettive prerogative; si compiace a tale proposito delle misure adottate dalle Presidenze ungherese, polacca, danese e cipriota del Consiglio per avviare un dialogo strutturato e uno scambio periodico di informazioni con il Parlamento;

76. manifesta la propria disponibilità ad avviare discussioni approfondite con il Consiglio sia sul regolamento QFP che sull'accordo interistituzionale (AII) e chiede al Consiglio di intensificare i contatti a tutti i livelli in vista del Consiglio europeo del 22 e 23 dicembre 2012; sottolinea la necessità di conseguire quanto prima l'accordo finale sul QFP;

77. rileva che un eventuale accordo raggiunto a livello di Consiglio europeo costituisce soltanto un mandato negoziale per il Consiglio; insiste sulla necessità che, una volta raggiunto un accordo politico in seno al Consiglio europeo, i negoziati veri e propri tra Parlamento e Consiglio abbiano luogo prima che quest'ultimo sottoponga formalmente all'approvazione del Parlamento le sue proposte sul regolamento QFP;

78. ribadisce che, ai sensi del TFUE, gli organi legislativi sono il Parlamento e il Consiglio, mentre al Consiglio europeo non è riconosciuto il ruolo di legislatore; sottolinea che i negoziati sulle proposte legislative inerenti ai programmi pluriennali proseguiranno nell'ambito della procedura legislativa ordinaria;

79. insiste su un approccio qualitativo ai negoziati sul regolamento QFP e sui relativi programmi pluriennali; sottolinea la necessità di considerarli un unico pacchetto, ribadendo il principio secondo cui o si raggiunge un accordo generale o non si raggiunge nessun accordo;

80. sottolinea l'importanza dei pareri delle commissioni del PE allegati alla relazione interlocutoria, in quanto completano e forniscono un prezioso orientamento ed ulteriori informazioni sugli orientamenti relativi ai negoziati del QFP/AII definiti nella presente risoluzione; insiste sul fatto che le raccomandazioni settoriali contenute in tali pareri dovrebbero alimentare i negoziati sui programmi pluriennali pertinenti; ribadisce, a tale riguardo, la sua ferma posizione secondo cui la speciale procedura legislativa relativa al QFP non dovrebbe affrontare questioni che rientrano nelle procedure legislative ordinarie;

81. richiama l'attenzione del Consiglio sul documento di lavoro allegato in cui sono evidenziate le modifiche apportate alla proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il QFP per il periodo 2014-2020 ed alla proposta di accordo interistituzionale sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria; è del parere che ulteriori modifiche potrebbero essere necessarie a seconda dei progressi dei negoziati relativi al QFP; sottolinea che l'accordo interistituzionale potrà essere finalizzato solo dopo che la procedura relativa al QFP sarà stata completata;

82. rileva inoltre che, in caso di mancata adozione di un QFP entro la fine del 2013, i massimali e le altre disposizioni inerenti all'esercizio 2013 saranno prorogati fino all'adozione di un nuovo QFP; segnala, in tale evenienza, la propria disponibilità a trovare celermente un accordo con il Consiglio e la Commissione al fine di adeguare la struttura interna del QFP in modo che rifletta le nuove priorità politiche;

83. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, nonché alle altre istituzioni e agli altri organi interessati.

MOTIVAZIONE

WORKING DOCUMENT

 

The following tables indicate possible modifications to the proposal for a Council Regulation laying down the MFF for the years 2014-2020 and to the proposal for an Interinstitutional Agreement on cooperation in budgetary matters and sound financial management. These possible modifications aim to bring the proposals into line with the draft interim report in the interests of achieving a positive outcome of the Multiannual Financial Framework 2014-2020 approval procedure. They are neither definitive nor exhaustive: further modifications may become necessary depending on how negotiations on the MFF procedure; and it should not be concluded that no comment means agreement with the Commission proposal. It should be noted that the Interinstitutional Agreement can be finalised only after the MFF procedure has been completed.

 

This working document should thus be considered as a work in progress subject to change, based solely on developments to date.

 

 

 

 

Commission proposal on the MFF

possible EP modifications

Amended proposal for a

COUNCIL REGULATION

laying down the multiannual financial framework for the years 2014-2020

 

THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION,

Having regard to the Treaty on the functioning of the European Union, and in particular Article 312 thereof, in conjunction with the Treaty establishing the European Atomic Energy Community, and in particular Article 106a thereof,

Having regard to the proposal from the European Commission ,

Having regard to the consent of the European Parliament ,

After transmission of the draft legislative act to national Parliaments,

Acting in accordance with a special legislative procedure,

 

Whereas:

(1)      The annual ceilings on commitments appropriations by category of expenditure and the annual ceilings on payment appropriations established by this Regulation must respect the ceilings set for commitments and own resources in [Council Decision XXXX/XX/EU, Euratom].

 

(2)      Taking into account the need for an adequate level of predictability for preparing and implementing medium-term investments, the duration of the financial framework should be set at seven years starting 1 January 2014, with an assessment of the implementation of the financial framework at mid-term. The results of this assessment should be taken into account during the last three years of the duration of the financial framework.

(2)       The choice of the duration of the next MFF should strike the right balance between stability for programming cycles and implementation of individual policies, and the duration of the institutions’ political cycles –in particular those in the European Commission and the European Parliament. A longer period requires greater flexibility. As a transitional solution the duration of this financial framework should be set at seven years starting 1 January 2014, with an assessment of the implementation of the financial framework at mid-term accompanied by proposals for revision according to a binding calendar. The results of this assessment should be taken into account during the last three years of the duration of this financial framework.

(3)      Special instruments, the Emergency Aid Reserve, the European Union Solidarity Fund, the Flexibility Instrument, the European Globalisation Adjustment Fund, the Reserve for crises in the agriculture sector and the Contingency Margin, are necessary to allow the Union to react to specified unforeseen circumstances, or to allow the financing of clearly identified expenditure which could not be financed within the limits of the ceilings available for one or more headings as laid down in the financial framework. Specific provisions are therefore necessary to provide for a possibility to enter in the budget commitment appropriations over and above the ceilings set out in financial framework where it is necessary to use special instruments.

 

(4)      If it is necessary to mobilise the Union's budget guarantees for the loans provided under the Balance of Payment Facility and the European Financial Stabilisation Mechanism set out in Council Regulation (EC) No 332/2002 of 18 February 2002 establishing a facility providing medium-term financial assistance for Member States' balances of payments[6] and in Council Regulation (EU) No 407/2010 of 11 May 2010 establishing a European financial stabilisation mechanism[7], the necessary amount should be mobilised over and above the ceilings of the commitments and payments appropriations of the financial framework while respecting the own resources ceiling.

 

 

(5)      The financial framework should be laid down in 2011 prices. The rules for technical adjustments of the financial framework to recalculate the ceilings and margins available should also be laid down.

 

(6)      The financial framework should not take account of budget items financed by assigned revenue within the meaning of Regulation (EU) No [xxx/201x] of the European Parliament and of the Council of […] on the financial rules applicable to the annual budget of the Union[8].

 

(7)      Rules should be laid down for other situations that may require the financial framework to be adjusted. Those adjustments may be related to the implementation of the budget, macroeconomic conditionalities linked to the coordination of Member States' economic policies, revision of the Treaties, enlargements, the reunification of Cyprus, or delayed adoption of new rules governing certain policy areas.

(7)  Rules should be laid down for other situations that may require the financial framework to be adjusted. Those adjustments may be related to the implementation of the budget, excessive government deficit, revision of the Treaties, enlargements, the reunification of Cyprus, or delayed adoption of new rules governing certain policy areas.

(8)      The national envelopes for cohesion policyare established on the basis of forecast for Gross Domestic Product (hereinafter "GDP") of spring 2012. Given the forecasting uncertainties and the impact for the capped Member States an assessment should be made in mid-term to compare the forecasted and actual GDP and its impact for the envelopes. In case the GDP for 2014-2016 differs more than +/- 5% from the forecast used in 2012 the envelopes for 2018-2020 for the Member States concerned need to be adjusted. The rules for this adjustment need to be provided for.

 

(9)      The financial framework may need to be revised in case of unforeseen circumstances that cannot be dealt with within the established ceilings of the financial framework. It is therefore necessary to provide for revision of the financial framework in such cases.

 

(10)    It is necessary to provide for general rules on interinstitutional cooperation in the budgetary procedure.

 

(11)    In order to help the budgetary procedure to run smoothly, it is necessary to provide for the basic rules for the budgeting of the expenditure for the Common Foreign and Security policy and overall amount for the period covered by the financial framework.

 

(12)    Detailed arrangements on interinstitutional cooperation in the budgetary procedure and on the budgeting of the expenditure for the Common Foreign and Security policy are laid down in the Interinstitutional Agreement of […] 201x between the European Parliament, the Council and the Commission on cooperation in budgetary matters and sound financial management[9].

 

(13)    Specific rules are also necessary for dealing with large-scale infrastructure projects whose lifetime extends well beyond the period set for the financial framework. It is necessary to establish maximum amounts for the contributions from the Union's budget to those projects. Those requests should not have any impact on other projects financed from the Union's budget.

(13)     Specific rules are also necessary for dealing with the large-scale infrastructure projects Galileo, GMES and ITER whose lifetime extends well beyond the period set for the financial framework. It is necessary to establish maximum amounts for the contributions from the Union's budget to those projects. Those requests should not have any impact on other projects financed from the Union's budget.

(14)    The Commission should present a proposal for a new multiannual financial framework before 1 January 2018 to enable the institutions to adopt it sufficiently in advance before the start of the following financial framework. The financial framework laid down in this Regulation should continue to apply if the new financial framework regulation is not adopted before the end of the term of the financial framework laid down in this Regulation,

 

HAS ADOPTED THIS REGULATION

 

Article 1

Multiannual Financial Framework

The multiannual financial framework for the period 2014 to 2020 (hereinafter the financial framework) is set out in the Annex.

 

Article 2

Compliance with the ceilings of the financial framework

1.        The European Parliament, the Council and the Commission shall comply with the annual expenditure ceilings, set out in the financial framework, during each budgetary procedure and when implementing the budget for the year concerned.

2.        The commitment appropriations may be entered in the budget over and above the ceilings of the relevant headings laid down in the financial framework where it is necessary to use the resources from the Emergency Aid Reserve, the European Union Solidarity Fund, the Flexibility Instrument, the European Globalisation Adjustment Fund, the Reserve for crises in the agriculture sector and the Contingency Margin in accordance with Council Regulation (EC) No 2012/2002 , Regulation (EC) No 1927/2006 of the European Parliament and of the Council , Regulation No xxxx/201x of the European Parliament and the Council and the Interinstitutional Agreement of […] 201x on cooperation in budgetary matters and sound financial management (hereinafter the Interinstitutional Agreement).

 

 

3.        Where a guarantee for a loan covered by the Union's budget according to Regulation (EC) No 332/2002 or Regulation (EU) No 407/2010 needs to be mobilised, it shall be over and above the ceilings laid down in the financial framework

 

 

 

 

 

 

 

2.        The commitment appropriations may be entered in the budget over and above the ceilings of the relevant headings laid down in the financial framework where it is necessary to use the resources from the Emergency Aid Reserve, the European Union Solidarity Fund, the Flexibility Instrument, the European Globalisation Adjustment Fund, the Reserve for crises in the agriculture sector, the Contingency Margin and the Global Margin in accordance with Council Regulation (EC) No 2012/2002 , Regulation (EC) No 1927/2006 of the European Parliament and of the Council , Regulation No xxxx/201x of the European Parliament and the Council and the Interinstitutional Agreement of […] 201x on cooperation in budgetary matters and sound financial management (hereinafter the Interinstitutional Agreement).

2a.      Commitment appropriations for Galileo, ITER and GMES shall also be entered in the budget over and above the ceilings of the relevant headings laid down in the financial framework.

 

Article 3

Respect of own resources ceiling

1.        For each of the years covered by the financial framework, the total appropriations for payments required, after annual adjustment and taking account of any other adjustments and revisions as well as the application of paragraphs 2 and 3 of Article 2, may not be such as to produce a call-in rate for own resources that exceeds the own resources ceiling set in accordance with [Decision XXXX/XX/EU, Euratom].

2.        Where necessary, the ceilings set in the financial framework shall be lowered in order to ensure compliance with the own resources ceiling set in accordance with [Decision XXXX/XX/EU, Euratom].

 

Article 4

Technical adjustments

1.        Each year the Commission, acting ahead of the budgetary procedure for year n+1, shall make the following technical adjustments to the financial framework:

(a)       revaluation, at year n+1 prices, of the ceilings and of the overall figures for appropriations for commitments and appropriations for payments;

(b)       calculation of the margin available under the own resources ceiling set in accordance with [Decision XXXX/XX/EU, Euratom];

(c)       calculation of the absolute amount of the Contingency Margin provided for in Point 15 of the Interinstitutional Agreement.

2.        The Commission shall make the technical adjustments referred to in paragraph 1 on the basis of a fixed deflator of 2% a year.

3.        The Commission shall communicate the results of the technical adjustments referred to in paragraph 1 and the underlying economic forecasts to the European Parliament and the Council.

4.        No further technical adjustments may be made in respect of the year concerned, either during the year or as ex-post corrections during subsequent years.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. (d) calculation of the Global MFF Margins provided for in Points 8a and 8b of the Interinstitutional Agreement.

Article 5

Adjustment of cohesion policy envelopes

1.        In its technical adjustment for the year 2018, if it is established that cumulated Gross Domestic Product ("GDP") of any capped Member State for the years 2014-2016 has diverged by more than +/- 5 % from the cumulated GDP estimated in 2012 for the establishment of cohesion policy envelopes for Member States for the period 2014-2020, the Commission shall adjust the amounts allocated from funds supporting cohesion to the Member State concerned for that period..

2.        The total net effect, whether positive or negative, of the adjustments referred to in paragraph 1 may not exceed EUR 3 billion.

3.        The required adjustments shall be spread in equal proportions over the years 2018-2020 and the corresponding ceilings of the financial framework shall be modified accordingly.

 

Article 6

Adjustments related to implementation

When notifying the European Parliament and the Council of the results of the technical adjustments to the financial framework, the Commission shall present any proposals for adjustments to the total appropriations for payments which it considers necessary, in the light of implementation, to ensure an orderly progression in relation to the appropriations for commitments. The decisions on those proposals shall be taken before 1 May of year n.

 

Article 7

Adjustment of Structural Funds, Cohesion Fund, the European Agricultural Fund for Rural Development, the European Maritime and Fisheries Fund, the Asylum and Migration Fund and the Internal Security Fund

1.        In the case of adoption after 1 January 2014 of new rules or programmes under shared management for the Structural Funds, the Cohesion Fund, the European Agricultural Fund for Rural Development, the European Maritime and Fisheries Fund, the Asylum and Migration Fund and the Internal Security Fund, the financial framework shall be adjusted in order to transfer to subsequent years, in excess of the corresponding expenditure ceilings, allocations not used in 2014

2.        The adjustment concerning the transfer of unused allocation for the year 2014 shall be adopted before 1 May 2015.

 

Article 8

Adjustments related to macroeconomic conditionalities linked to the coordination of Member States' economic policies

In the case of the lifting of a suspension of budgetary commitments concerning the European Regional Development Fund, the European Social Fund, the Cohesion Fund, the European Agricultural Fund for Rural Development and the European Maritime and Fisheries Fund in the context of macroeconomic conditionalities linked to the coordination of Member States' economic policies, the Council, in accordance with the Treaty and in compliance with the relevant basic act, shall decide on a transfer of suspended commitments to the following years. Suspended commitments of year n may not be re-budgeted beyond year n+2.

Article 8

Adjustments related to excessive government deficit

 

 

 

In the case of the lifting of a suspension of budgetary commitments concerning the Cohesion Fund in the context of an excessive deficit procedure, the Council, in accordance with the Treaty and in compliance with the relevant basic act, shall decide on a transfer of suspended commitments to the following years. Suspended commitments of year n may not be re-budgeted beyond year n+2.

Article 9

Revision of the financial framework

1.        In case of unforeseen circumstances the financial framework may be revised in compliance with the own resources ceiling set in accordance with [Decision XXXX/XX/EU, Euratom].

2.        Any revision of the financial framework in accordance with paragraph 1 shall take into account the scope for reallocating expenditure between the programmes covered by the heading concerned by the revision, with particular reference to any expected under-utilisation of appropriations. Where feasible, a significant amount, in absolute terms and as a percentage of the new expenditure planned, shall be within the existing ceiling for the heading.

3.        Any revision of the financial framework in accordance with paragraph 1 shall take into account the scope for offsetting any raising of the ceiling for one heading by the lowering of the ceiling for another.

 

4.        Any revision of the financial framework in accordance with paragraph 1 shall maintain an appropriate relationship between commitments and payments.

5.        Adjustments referred to in Article 3(2), 6, 7, 8, 10, 11, 11a and 16 also constitute a revision of the financial framework.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3a. Provided that the overall amount of the MFF remains unchanged, adjustment of the ceilings of the headings and/or subheadings of up to 5% may be agreed without requiring a revision of the MFF regulation, in accordance with the Interinstitutional Agreement.

 

Article 10

Adjustment of the financial framework in case of a revision of the Treaties

Should a revision of the Treaties with budgetary implications occur during the financial framework, the necessary adjustments to the financial framework shall be made accordingly.

 

Article 11

Adjustment of the financial framework in case of enlargement

If new Member States accede to the Union during the period covered by the financial framework, the financial framework shall be adjusted to take account of the expenditure requirements resulting from the outcome of the accession negotiations

 

Article 11a

Adjustment of the financial framework in case of reunification of Cyprus

In case of reunification of Cyprus during the period covered by the financial framework, the latter shall be adjusted to take account of the comprehensive settlement of the Cyprus problem and the additional financial needs resulting from reunification

 

Article 12

Interinstitutional cooperation in the budgetary procedure

The European Parliament, the Council and the Commission (hereinafter the institutions) shall take any measures to facilitate the annual budgetary procedure.

 

The institutions shall cooperate in good faith throughout the procedure with a view to reconciling their positions. The institutions shall cooperate through appropriate interinstitutional contacts to monitor the progress of the work and analyse the degree of convergence at all stages of the procedure.

 

The institutions shall ensure that their respective calendars of work are coordinated as far as possible in order to enable proceedings to be conducted in a coherent and convergent fashion, leading to the final adoption of the budget.

 

Trilogues may be held at all stages of the procedure and at different levels of representation, depending on the nature of the expected discussion. Each institution, in accordance with its own rules of procedure, shall designate its participants for each meeting, define its mandate for the negotiations and inform the other institutions of arrangements for the meetings in good time.

 

Article 13

 

Financing of the Common foreign and security policy

The total amount of operating Common foreign and security policy (hereinafter "CFSP") expenditure shall be entered entirely in one budget chapter, entitled CFSP. That amount shall cover the real predictable needs, assessed in the framework of the establishment of the draft budget, on the basis of forecasts drawn up annually by the High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy, and a reasonable margin for unforeseen actions. No funds may be entered in a reserve.

 

Article 14

Contribution to the financing of large scale projects

A maximum amount of EUR 7 000 million in 2011 prices shall be available for the European satellite navigation programmes (EGNOS and Galileo) from the EU budget for the period 2014-2020

Article 14

Contribution to the financing of large scale projects

The following maximum amounts in 2011 prices shall be available for the financing of large scale projects from the EU budget for the period 2014-2020:

 

EUR xx million for Galileo

EUR xx million for GMES

EUR xx million for ITER

Article 15

Mid-term assessment of implementation of the financial framework

In 2016, the Commission shall present an assessment of the implementation of the financial framework accompanied, where necessary, by relevant proposals

Article 15

Mid-term revision of the financial framework

Not later than 1 January 2016, the Commission shall present an assessment of the implementation of the financial framework accompanied by proposals for a compulsory revision.

Article 16

Transition towards the next financial framework

Before 1 January 2018, the Commission shall present a proposal for a new multiannual financial framework.

 

If no Council regulation determining a new multiannual financial framework has been adopted before 31 December 2020, the ceilings and other provisions corresponding to the last year of the financial framework shall be extended until a regulation determining a new financial framework is adopted. If new Member States accede to the Union after 2020, the extended financial framework shall, if necessary, be adjusted in order to take into account the results of accession negotiations

 

Article 17

Entry into force

This Regulation shall enter into force on the third day following that of its publication in the Official Journal of the European Union.

This Regulation shall be binding in its entirety and directly applicable in all Member States.

Done at …,

For the Council

The President

 

 

 

Joint Declaration

 

The European Parliament, the Council and the Commission agree that the length of the current multiannual financial framework does not pre-empt future decisions on the length of the multiannual financial framework as of 2021.

 

Commission proposal on the IIA

Possible EP modifications

Draft

Interinstitutional Agreement

between the European Parliament, the Council and the Commission on cooperation in budgetary matters and on sound financial management

 

THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION AND THE EUROPEAN COMMISSION,

hereinafter referred to as the institutions,

HAVE AGREED AS FOLLOWS

 

1. The purpose of this Agreement adopted in accordance with Article 295 of the Treaty on the functioning of the European Union (hereinafter "TFEU") is to improve the functioning of the annual budgetary procedure and cooperation between the institutions on budgetary matters.

 

2. The Agreement is binding on all the institutions for as long as it is in force.

 

3. This Agreement does not alter the respective budgetary powers of the institutions as laid down in the Treaties, in Council Regulation (EU) No …/201x laying down the Multiannual Financial Framework for the years 2014-20xx[10] (hereinafter referred to as the MFF Regulation) and in the Regulation (EU) No /201x of the European Parliament and of the Council on the financial rules applicable to the annual budget of the Union (hereinafter referred to as the Financial Regulation)[11].

 

4. Any amendment of this Agreement requires the consent of all the institutions.

 

5. This Agreement is in three parts:

– Part I contains complementary provisions related to the multiannual financial framework and provision on special instruments not included in the financial framework.

– Part II relates to the interinstitutional collaboration during the budgetary procedure.

– Part III contains provisions related to sound financial management of EU funds.

 

6. This Agreement enters into force on the same day as the MFF Regulation and replaces the Interinstitutional Agreement of 17 May 2006 between the European Parliament, the Council and the Commission on budgetary discipline and sound financial management[12].

 

PART I – FINANCIAL FRAMEWORK and SPECIAL INSTRUMENTS

 

A. PROVISIONS RELATED TO THE FINANCIAL FRAMEWORK

 

7. Information relating to operations not included in the general budget of the European Union and the foreseeable development of the various categories of Union's own resources is set out, by way of indication, in separate tables. This information shall be updated annually together with the documents accompanying the draft budget.

7. Information relating to financial operations in the form of lending, borrowing and guarantees and the foreseeable development of the various categories of Union's own resources is set out in separate tables. The budgetary and financial commitments made by Member States in the framework of reinforced cooperation or of a specific Treaty shall be listed in a separate annex. This information shall be updated annually together with the documents accompanying the draft budget.

8. Except in sub-ceiling Economic, social and territorial cohesion of the financial framework, for the purposes of sound financial management, the institutions shall ensure as far as possible during the budgetary procedure and at the time of the budget's adoption that sufficient margins are left available beneath the ceilings for the various headings.

 

 

8a. Margins left below the MFF ceilings for commitment appropriations in one year’s budget will be carried over to the next year and constitute a Global MFF Margin for commitments to be attributed to the different headings according to their estimated needs and mobilised in the framework of the annual budgetary procedures.

 

8b. The margin left below the MFF ceiling for payment appropriations in any budget year will be carried over to the next year and constitute a Global MFF Margin for payments to be mobilised in the framework of the annual budgetary procedures.

 

8c. In order to adapt to unforeseen circumstances an adjustment of up to 5% of the ceilings of the headings and/or subheadings may be agreed without requiring a revision of the MFF regulation, provided that the overall amount of the MFF remains unchanged.

The decision to adjust the ceilings of the headings and/or subheadings shall be taken jointly by the two arms of the budgetary authority. The Council shall act by a qualified majority and the European Parliament shall act by a majority of its component members and three fifths of the votes cast.

Updating of forecasts for payment appropriations after 2020

9. In 2017, the Commission shall update the forecasts for payment appropriations after 2020. That update shall take into account the real implementation of budget appropriations for commitments and budget appropriations for payments, as well as the implementation forecasts. It shall also consider the rules defined to ensure that payment appropriations develop in an orderly manner compared to commitment appropriations and the growth forecasts of the European Union Gross National Income.

 

B. PROVISIONS RELATED TO THE SPECIAL INSTRUMENTS NOT INCLUDED IN THE FINANCIAL FRAMEWORK

 

B.1. Emergency Aid Reserve

10. The Emergency Aid Reserve is intended to allow for a rapid response to specific aid requirements of third countries following events which could not be foreseen when the budget was established, first and foremost for humanitarian operations, but also for civil crisis management and protection, and situations of particular pressure resulting from migratory flows at the Union's external borders where circumstances so require.

The annual amount of the Reserve is fixed at EUR 350 million (2011 prices) and can be used up to year n+1 in accordance with the Financial Regulation. The Reserve is entered in the general budget of the European Union as a provision. The portion of the annual amount stemming from previous years shall be drawn on first, in order of age. The portion of the annual amount from year n which is not used in year n+1 shall lapse.

When the Commission considers that the Reserve needs to be called on, it shall present to the two arms of the budgetary authority a proposal for a transfer from the Reserve to the corresponding budgetary lines.

Any Commission proposal for a transfer to draw on the Reserve, however, must be preceded by an examination of the scope for reallocating appropriations.

In the case of disagreement a trilogue procedure shall be initiated.

The transfers shall be made in accordance with the Financial Regulation

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The annual amount of the Reserve is fixed at EUR 350 million (2011 prices). The portion of the annual amount from year n which is not used may be used throughout the entire duration of the Multiannual Financial Framework. The Reserve is entered in the general budget of the European Union as a provision. The portion of the annual amount stemming from previous years shall be drawn on first, in order of age.

 

 

 

When the Commission considers that the Reserve needs to be called on, it shall present to the two arms of the budgetary authority a proposal for a transfer from the Reserve to the corresponding budgetary lines, in accordance with the Financial Regulation.

 

deleted

 

 

 

 

 

 

deleted

B.2. European Union Solidarity Fund

11. The European Union Solidarity Fund is intended to allow financial assistance in the event of major disasters occurring on the territory of a Member State or of a candidate country, as defined in the relevant basic act. There shall be a ceiling on the annual amount available for the Fund of EUR 1 billion (2011 prices). On 1 October each year, at least one quarter of the annual amount shall remain available in order to cover needs arising until the end of the year. The portion of the annual amount not entered in the budget may not be rolled over in the following years.

In exceptional cases and if the remaining financial resources available in the Fund in the year of occurrence of the disaster, as defined in the relevant basic act, are not sufficient to cover the amount of assistance considered necessary by the budgetary authority, the Commission may propose that the difference be financed through the annual amounts available for the following year. The annual amount of the Fund to be budgeted in each year may not, under any circumstances, exceed EUR 1 billion.

When the conditions for mobilising the Fund as set out in the relevant basic act are met, the Commission shall make a proposal to deploy it. Where there is scope for reallocating appropriations under the heading requiring additional expenditure, the Commission shall take this into account when making the necessary proposal, in accordance with the Financial Regulation, by means of the appropriate budgetary instrument. The decision to deploy the Fund shall be taken jointly by the two arms of the budgetary authority. The Council shall act by a qualified majority and the European Parliament shall act by a majority of its component members and three fifths of the votes cast.

In the case of disagreement a trilogue procedure shall be initiated.

 

B.3. Flexibility Instrument

12. The Flexibility Instrument with an annual ceiling of EUR 500 million (2011 prices) is intended to allow the financing, for a given financial year and up to the amount indicated, of clearly identified expenditure which could not be financed within the limits of the ceilings available for one or more other headings.

The annual amount of the Flexibility Instrument may be used up to year n+3. The portion of the annual amount stemming from previous years shall be used first, in order of age. The portion of the annual amount from year n which is not used in year n+3 shall lapse.

The Commission shall make a proposal for the Flexibility Instrument to be used after it has examined all possibilities for re-allocating appropriations under the heading requiring additional expenditure.

The proposal shall identify the needs to be covered and the amount. It may be presented, for any given financial year, during the budgetary procedure.

The decision to deploy the Flexibility Instrument shall be taken jointly by the two arms of the budgetary authority. The Council shall act by a qualified majority and the European Parliament shall act by a majority of its component members and three fifths of the votes cast.

Agreement shall be reached in the framework of the annual budgetary procedure.

 

 

 

 

 

 

 

The portion of the annual amount of the Flexibility Instrument from year n which is not used may be used throughout the entire period of the Multiannual Financial Framework.

B.4. European Globalisation Adjustment Fund

13. The European Globalisation Adjustment Fund is intended to provide additional support for workers who suffer from the consequences of major structural changes in world trade patterns, to assist them with their reintegration into the labour market, and also to farmers suffering from effects of globalisation.

The Fund may not exceed a maximum annual amount of EUR 429 million (2011 prices).

The appropriations shall be entered in the general budget of the European Union as a provision.

When the conditions for mobilising the Fund, as set out in the relevant basic act, are met, the Commission shall make a proposal to deploy it. The decision to deploy the Fund shall be taken jointly by the two arms of the budgetary authority. The Council shall act by a qualified majority and the European Parliament shall act by a majority of its component members and three fifths of the votes cast.

At the same time as it presents its proposal for a decision to deploy the Fund, the Commission shall present to the two arms of the budgetary authority a proposal for a transfer to the relevant budgetary lines. In the case of disagreement a trilogue procedure shall be initiated.

Transfers related to the Fund shall be made in accordance with the Financial Regulation.

 

B.5. Reserve for crises in the agriculture sector

14. The Reserve for crises in the agricultural sector is intended to provide additional support for the sector in case of major crises effecting the agricultural production or distribution in case it cannot be financed within the limits of the ceiling available for Heading 2.

The Reserve may not exceed a maximum annual amount of EUR 500 million (2011 prices).

The appropriations shall be entered in the general budget of the European Union as a provision.

When the Commission considers that the Reserve needs to be called on, in accordance with the relevant basic act, it shall present to the two arms of the budgetary authority a proposal for a transfer from the Reserve to the corresponding budgetary lines. Any Commission proposal for a transfer to draw on the Reserve, however, must be preceded by an examination of the scope for reallocating appropriations.

In the case of disagreement a trilogue procedure shall be initiated.

Transfers related to the Reserve shall be made in accordance with the Financial Regulation.

 

B.6. Contingency Margin

15. A contingency margin of up to 0.03% of the Gross National Income of the Union shall be constituted outside the ceilings of the financial framework as a last resort instrument to react to unforeseen circumstances.

Recourse to the Contingency Margin shall not exceed, at any given year, the maximum amount foreseen in paragraph (1)(c) of Article 4 of the MFF Regulation and shall be consistent with the own resources ceiling.

The mobilisation of the contingency margin, or part thereof, shall be proposed by the Commission after a thorough analysis of all other financial possibilities. The Commission shall accompany the proposal for the mobilisation of the Contingency Margin by a proposal for reallocation, by a significant amount as far as supported by the analysis, within the existing budget.

The decision to mobilise the Contingency Margin shall be taken jointly by the two arms of the budgetary authority. The Council shall act by a qualified majority and the European Parliament shall act by a majority of its component members and three fifths of the votes cast.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The mobilisation of the contingency margin, or part thereof, shall be proposed by the Commission after a thorough analysis of all other financial possibilities. The Commission shall accompany the proposal for the mobilisation of the Contingency Margin by a proposal for reallocation, if possible, as far as supported by the analysis, within the existing budget.

 

 

 

PART II – IMPROVEMENT OF INTERINSTITUTIONAL COLLABORATION IN BUDGETARY MATTERS

 

A. THE INTERINSTITUTIONAL COLLABORATION PROCEDURE

 

16. The details of interinstitutional collaboration during the budgetary procedure are set out in the Annex.

 

B. INCORPORATION OF FINANCIAL PROVISIONS IN LEGISLATIVE ACTS

 

17. Each legislative act concerning a multiannual programme adopted under the ordinary legislative procedure shall contain a provision in which the legislative authority lays down the financial envelope for the programme.

That amount shall constitute the prime reference for the budgetary authority during the annual budgetary procedure.

The budgetary authority and the Commission, when it draws up the draft budget, undertake not to depart by more than 10 % from that amount for the entire duration of the programme concerned, unless new, objective, long-term circumstances arise for which explicit and precise reasons are given, with account being taken of the results obtained from implementing the programme, in particular on the basis of assessments. Any increase resulting from such variation must remain within the existing ceiling for the heading concerned, without prejudice to the use of instruments mentioned in the MFF regulation and in this Agreement.

This Point does not apply to appropriations for cohesion adopted under the ordinary legislative procedure and pre-allocated by Member States which contain a financial envelope for the entire duration of the programme and to the large scale projects referred to in Article 14 of the MFF Regulation.

 

18. Legislative acts concerning multiannual programmes not subject to the ordinary legislative procedure shall not contain an 'amount deemed necessary'.

Should the Council wish to include a financial reference, this shall be taken as illustrating the will of the legislative authority and shall not affect the powers of the budgetary authority as defined by the TFEU. This provision shall be mentioned in all legislative acts which include such a financial reference.

If the amount concerned has been the subject of an agreement pursuant to the conciliation procedure provided for in the Joint Declaration of the European Parliament, the Council and the Commission of 4 March 1975[13], it shall be considered a reference amount within the meaning of Point 17 of this Agreement.

 

C. EXPENDITURE RELATING TO FISHERIES AGREEMENTS

 

19. The expenditure on fisheries agreements shall be subject to the following specific rules:

The Commission undertakes to keep the European Parliament regularly informed about the preparation and conduct of the negotiations, including the budgetary implications.

In the course of the legislative process relating to fisheries agreements, the institutions undertake to make every effort to ensure that all procedures are carried out as quickly as possible.

Amounts foreseen in the budget for new agreements or renewal of agreements which come into force after January 1 of the related budget year shall be put in reserve.

If appropriations relating to fisheries agreements (including the reserve) prove insufficient, the Commission shall provide the budgetary authority with the necessary information for an exchange of views in the form of a trilogue, possibly simplified, on the causes of the situation, and on the measures which might be adopted under established procedures. Where necessary, the Commission shall propose appropriate measures.

Each quarter, the Commission shall present to the budgetary authority detailed information about implementation of agreements in force and a financial forecast for the remainder of the year.

 

D. FINANCING OF THE COMMON FOREIGN AND SECURITY POLICY (CFSP)

 

20. As regards CFSP expenditure which is charged to the general budget of the European Union in accordance with Article 41 of the Treaty on European Union, the institutions shall endeavour, in the conciliation committee, and on the basis of the draft budget established by the Commission, to secure agreement each year on the amount of the operating expenditure to be charged to the budget of the European Union and on the distribution of this amount between the articles of the CFSP budget chapter suggested in the fourth paragraph of this Point. In the absence of agreement, it is understood that the European Parliament and the Council shall enter in the budget the amount contained in the previous budget or the amount proposed in the draft budget, whichever is the lower.

The total amount of operating CFSP expenditure shall be distributed between the articles of the CFSP budget chapter as suggested in the fourth paragraph of this Point. Each article shall cover instruments already adopted, instruments which are foreseen but not yet adopted and all future - that is unforeseen - instruments to be adopted by the Council during the financial year concerned.

Since, under the Financial Regulation, the Commission has the authority to transfer appropriations autonomously between articles within the CFSP budget chapter, the flexibility deemed necessary for speedy implementation of CFSP actions shall accordingly be assured. In the event of the amount of the CFSP budget chapter during the financial year being insufficient to cover the necessary expenses, the European Parliament and the Council shall seek a solution as a matter of urgency, on a proposal from the Commission, taking into account Article 2 of the MFF regulation and Point 10 of this Agreement.

Within the CFSP budget chapter, the articles into which the CFSP actions are to be entered could read along the following lines:

– crisis management operations, conflict prevention, resolution and stabilisation, monitoring and implementation of peace and security processes,

– non-proliferation and disarmament,

– emergency measures,

– preparatory and follow-up measures,

– European Union Special Representatives.

The amount for measures entered under the article mentioned in the third indent may not exceed 20 % of the overall amount of the CFSP budget chapter.

 

21. Each year, the High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy (hereinafter "the High Representative") shall consult the European Parliament on a forward-looking document, which shall be transmitted by June 15 for the year in question, setting out the main aspects and basic choices of the CFSP, including the financial implications for the general budget of the European Union and an evaluation of the measures launched in the year n-1. Furthermore, the High Representative shall keep the European Parliament informed by holding joint consultation meetings at least five times a year, in the framework of the regular political dialogue on the CFSP, to be agreed at the latest in the Conciliation committee. Participation in these meetings shall be as follows:

– for the European Parliament, the bureaux of the two Committees concerned,

– for the Council, the Chairman of the Political and Security Committee.

The Commission shall be invited to participate at these meetings.

Whenever the Council adopts a decision in the field of the CFSP entailing expenditure, the High Representative shall immediately, and in any event no later than five working days following the final decision, send the European Parliament an estimate of the costs envisaged ('financial statement'), in particular those regarding time-frame, staff employed, use of premises and other infrastructure, transport facilities, training requirements and security arrangements.

Once a quarter, the Commission shall inform the budgetary authority about the implementation of CFSP actions and the financial forecasts for the remaining period of the year.

 

E. INVOLVEMENT OF THE INSTITUTIONS AS REGARDS THE DEVELOPMENT POLICY ISSUES AND THE EUROPEAN DEVELOPMENT FUND

 

22. The Commission will establish a common dialogue with the European Parliament on development policy issues regardless of their source of financing. The scrutiny of the European Parliament on the European Development Fund will be aligned on a voluntary basis to the scrutiny rights that exist under the EU general budget, specifically the Development Cooperation Instrument, pursuant to modalities to be fixed in the informal dialogue.

 

 

22. a. The European Parliament, the Council and the Commission commit themselves to incorporating the European Development Fund (EDF) into the EU general budget as of the next Multiannual Financial Framework, and to adjusting the ceilings accordingly to provide the necessary resources.

F. COOPERATION OF THE INSTITUTIONS IN THE BUDGETARY PROCEDURE ON ADMINISTRATIVE EXPENDITURE

 

23. The European Parliament, the Council and the Commission shall seek an agreement on the sharing of the Administrative expenditure every year at an early stage of the annual budgetary procedure. Estimates of expenditure of each institution will contain estimates of the possible budgetary impact from changes to provisions in the staff regulations. The European Parliament and the Council agree to ensure that this impact will be reflected in the level of authorised appropriation for all institutions.

The European Parliament, the Council and the Commission agree to a progressive reduction of staff by 5% between 2013 and 2018. This reduction should apply to all institutions, bodies and agencies.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Deleted

Fa. OWN RESOURCES

 

 

23.a. The European Parliament, the Council and the Commission agree that the own resources system needs to be reformed in order to return to a system of genuine, clear, simple and fair own resources, and that this reform must enter into effect before the end of the 2014-2020 MFF period.

PART III – SOUND FINANCIAL MANAGEMENT OF EU FUNDS

 

A. FINANCIAL PROGRAMMING

 

24. The Commission shall submit twice a year, the first time in April/May (together with the documents accompanying the draft budget) and the second time in December/January (after the adoption of the budget), a complete financial programming for headings 1 (except subceiling for Economic, social and territorial cohesion), 2 (for environment and fisheries), 3 and 4 of the financial framework. This document, structured by heading, policy area and budget line, should identify:

(a)    the legislation in force, with a distinction being drawn between multiannual programmes and annual actions:

– for multiannual programmes the Commission should indicate the procedure under which they were adopted (ordinary and special legislative procedure), their duration, the total financial envelope and the share allocated to administrative expenditure;

– for annual actions (pilot projects, preparatory actions, Agencies) and actions financed under the prerogatives of the Commission, the Commission should provide multiannual estimates and the margins left under the authorised ceilings fixed in [the delegated Regulation on the execution modalities of the Financial Regulation];

(b)    pending legislative proposals: ongoing Commission proposals, with the latest update.

The Commission should consider ways of cross-referencing the financial programming with its legislative programming to provide more precise and reliable forecasts. For each legislative proposal, the Commission should indicate whether or not it is included in the April-December programme. The budgetary authority should in particular be informed of:

(a)    all new legislative acts adopted and all pending proposals presented but not included in the April-December document (with the corresponding amounts);

(b)    legislation foreseen in the Commission's annual legislative work programme with an indication of actions likely to have a financial impact (yes/no).

Whenever necessary, the Commission should indicate the reprogramming entailed by new legislative proposals.

 

B. AGENCIES AND EUROPEAN SCHOOLS

 

25. Before presenting its proposal for the creation of a new agency, the Commission should produce a sound, complete and objective impact assessment, taking inter-alia into account the critical mass of staff and competencies, cost-benefits aspects, impact on national and EU activities and the budgetary implications for the expenditure heading concerned. On the basis of that information and without prejudice to the legislative procedures governing the setting up of the agency, the two arms of the budgetary authority commit themselves, in the framework of budgetary cooperation, to arrive at a timely agreement on the financing of the agency.

The following procedural steps shall be applied:

– Firstly, the Commission shall systematically present any proposal for setting up a new agency to the first trilogue following the adoption of its proposal, and shall present the financial statement accompanying the legal act proposing the creation of the agency and illustrate its consequences for the remaining period of the financial programming;

– Secondly, taking into consideration the progress made in the legislative process, and provided that each arm of the budgetary authority is in a position to take a stance on the financial consequences of the proposal in advance of the adoption of the legal act, the creation of the new agency shall be placed on the agenda of a subsequent trilogue (in urgent cases, in simplified form), in view of reaching an agreement on the financing;

– Thirdly, the agreement reached during a trilogue shall be confirmed in a joint declaration, subject to the approval by each arm of the budgetary authority in accordance with its own rules of procedure.

The same procedure would be applied to any modification of the legal act setting up an agency which impacts on the resources of the agency in question.

Should the tasks of an agency be modified substantially without a modification of the legal act setting up the agency in question, the Commission shall inform the budgetary authority by means of a revised financial statement, so as to allow the two arms of the budgetary authority to arrive at a timely agreement on the financing of the agency.

When the creation of a new European school is envisaged by the Board of Governors, a similar procedure is to be applied for its budgetary implications on the EU budget.

 

 

25a. The Commission will review the work of existing agencies with a view to identifying possible areas of duplication of work and to streamlining their functioning.

Done at Brussels,

 

For the European Parliament                      For the Council  For the Commission

 

The President The President Member of the Commission

 

ANNEX - INTERINSTITUTIONAL COOPERATION DURING THE BUDGETARY PROCEDURE

 

Part A. Calendar of the budgetary procedure

 

1. The institutions shall follow the calendar defined in the points 2, 3, 5, 11, 12, 13, 14 and 15 below for the various steps of the budgetary procedure. In due time before the start of the budgetary procedure, they can agree jointly, if needed, on any adjustments deemed appropriate to this calendar.

 

Part B. Priorities for the Budget Procedure

 

2. In due time before the adoption of the draft budget by the Commission and at the latest in April, a meeting of the trilogue shall be convened to discuss the possible priorities for the budget of the forthcoming financial year.

 

Part C. Establishment of the Draft Budget and Updating of Estimates

 

3. The institutions, other than the Commission, are invited to adopt their statement of estimates before the end of March at the latest.

 

4. Before the adoption of their statements of estimates, the European Parliament, the Council and the Commission will agree on orientations regarding the desirable annual variation in the level of administrative expenditure for all institutions.

 

5. The Commission shall adopt the draft budget in the last week of April or at the latest during the first week of May. It shall finalise the draft budget, including the general statement of revenues, and shall make it available officially before the end of May.

 

6. The Commission shall present each year a draft budget showing the European Union's actual financing requirements.

It shall take into account:

a)     forecasts in relation to the Structural Funds provided by the Member States,

b)     the capacity for utilising appropriations, endeavouring to maintain a strict relationship between appropriations for commitments and appropriations for payments,

c)     the possibilities for starting up new policies through pilot projects and/or new preparatory actions or continuing multiannual actions which are coming to an end, after assessing whether it shall be possible to secure a basic act, within the meaning of the Financial Regulation (definition of a basic act, necessity of a basic act for implementation and exceptions),

d)     the need to ensure that any change in expenditure in relation to the previous year is in accordance with the constraints of budgetary discipline.

 

7. The institutions shall, as far as possible, avoid entering items in the budget involving insignificant amounts of expenditure on operations.

 

8. The two arms of the budgetary authority also undertake to bear in mind the assessment of the possibilities for implementing the budget made by the Commission in its drafts and in connection with implementation of the current budget.

 

9. In the interest of sound financial management and owing to the effect of the major changes in the budget nomenclature in the titles and chapters on the management reporting responsibilities of Commission departments, the two arms of the budget authority undertake to discuss any major changes with the Commission during the conciliation.

 

10. Until such time as the Conciliation Committee is convened, the Commission may, if necessary, amend the draft budget in accordance with Article 314(2) TFEU including by an amending letter updating expenditure estimates for agriculture. The Commission shall submit information on updates to the two arms of the budget authority for their consideration as soon as they are available. It shall supply the budgetary authority with all the duly justified reasons it may require.

 

Part D. Budgetary procedure before the Conciliation

 

11. A trilogue meeting shall be convened in good time before the Council’s reading to allow the institutions to have an exchange of views on the draft budget.

 

12. In order for the Commission to be able to assess in due time the implementability of amendments envisaged by the budgetary authority which create new preparatory actions/pilot projects or prolong existing ones, both arms of the budgetary authority shall inform the Commission by mid-June of their intentions in this regard, so that a first discussion may already take place at this trilogue.

 

13. The Council completes its reading by the end of July at the latest.

 

14. The European Parliament's Committee on Budgets votes on its reading by the end of September or early October at the latest and the European Parliament's Plenary votes on its reading by the end of October at the latest.

 

15. A trilogue meeting could be convened before the European Parliament's Plenary votes.

 

Part E. Conciliation process

 

16. If the European Parliament votes amendments to the Council's position, the President of the Council will, during the same plenary meeting, take note of the differences in the position of the two institutions and give his/her agreement for the President of the EP to convene the Conciliation Committee immediately. The letter convening the Conciliation Committee will be sent at the latest on the first working day of the week following the end of the parliamentary session during which the plenary vote was delivered and the conciliation period will start on the following day. The 21-day time period is calculated pursuant to Regulation (EEC Euratom) No 1182/71 determining the rules applicable to periods, dates and time limits.

 

17. If the Council cannot agree on all the amendments voted by the European Parliament, it would confirm its position by letter sent before the first trilogue foreseen during the conciliation period. In such case, the Conciliation Committee will proceed in accordance with the conditions laid down in the following points.

 

18. The Conciliation Committee shall be chaired jointly by representatives of the European Parliament and of the Council. Committee meetings shall be chaired by the co-chair of the institution hosting the meeting. Each institution, in accordance with its own rules of procedure, shall designate its participants for each meeting and define its mandate for the negotiations.

 

19. In accordance with Article 314(5) TFEU, second subparagraph, the Commission shall take part in the conciliation proceedings and shall take all the necessary initiatives with a view to reconciling the positions of the European Parliament and the Council.

 

20. Trilogues shall take place throughout the conciliation procedure, at different levels of representation, with the aim of resolving outstanding issues and preparing the ground for an agreement to be reached in the Conciliation Committee.

 

21. The meeting of the Conciliation Committee and of the trilogues shall be held alternately at the premises of the European Parliament and the Council, with a view to an equal sharing of facilities, including interpretation facilities.

 

22. The dates of the meetings of the Conciliation Committee and the trilogues will be set in advance before the beginning of the budgetary procedure by agreement of the three institutions.

 

23. A common set of documents (input documents) comparing the various steps of the budgetary procedure will be made available for the Conciliation Committee[14]. It will include "line by line" figures, totals by financial framework headings and a consolidated document with figures and remarks for all budget lines deemed technically "open". Without prejudice to the final decision of the Conciliation Committee, a specific document will list all budget lines deemed technically closed[15]. These documents will be classified by budgetary nomenclature.

Other documents will also be attached to the input documents for the Conciliation Committee, including a letter of executability of the Commission on the Council's position and the European Parliament's amendments; and possible letter(s) from other Institutions on the Council's position and the European Parliament's amendments.

 

24. With a view to reaching agreement by the end of the conciliation period, trilogues will:

- define the scope of the negotiations of the budgetary issues to be addressed;

- endorse the list of the budget lines deemed technically closed, subject to the final agreement on the entire budget of the financial year;

- discuss issues identified under the first indent in view of reaching possible agreements to be endorsed by the Conciliation Committee;

- address thematic issues, including by headings of the multi-annual financial framework.

Tentative conclusions will be drawn jointly during or immediately after each trilogue, simultaneously with the agenda of the following meeting. Such conclusions will be registered by the institution hosting the trilogue and will be deemed provisionally approved after 24 hours without prejudice of the final decision of the Conciliation Committee.

 

25. The meetings of the Conciliation Committee will have available the conclusions of trilogues and a document with the budget lines for which an agreement has been tentatively reached during the trilogues for possible endorsement.

 

26. The joint text provided for in Article 314(5) of the TFUE shall be established by the secretariats of the European Parliament and of the Council with the assistance of the Commission. It will consist of an introductory legal document, containing the date of the agreement at the Conciliation Committee, and annexes, which will include:

- line by line figures for all budget items and summary figures by financial framework headings;

- a consolidated document, indicating figures and final text of all lines that have been modified during the conciliation;

- the list of the lines not modified with regard to the draft budget or the Council's position on it.

The Conciliation Committee may also approve conclusions and possible joint statements in relation to the budget.

 

27. The joint text will be translated in all languages (by the services of the European Parliament) and will be submitted to the approval of the two arms of the budgetary authority within 14 days from the date following the date of agreement on the joint text pursuant to Point 26.

The budget will be subject to legal-linguistic finalisation after the adoption of the joint text by integrating the annexes of the joint text with the budget lines not modified during the conciliation process.

 

28. The institution hosting the meeting (trilogue or conciliation) will provide interpretation facilities with a full linguistic regime applicable to the Conciliation Committee meetings and an ad hoc linguistic regime for the trilogues.

The institution hosting the meeting will ensure reproduction and distribution of room documents.

The services of the three institutions will cooperate for the encoding of the results of the negotiations in order to finalise the joint text.

 

Part F. Amending Budgets

 

General principles

29. Having in mind that amending budgets are frequently focused on specific and sometimes urgent issues, the institutions agree on the principles below to ensure appropriate interinstitutional cooperation for a smooth and swift adoption of the amending budgets while avoiding, as far as possible, to have to convene a conciliation meeting for amending budgets.

 

30. As far as possible, the institutions shall endeavour to limit the number of amending budgets.

 

Calendar

31. The Commission shall inform in advance the two arms of the budgetary authority of the possible dates of adoption of draft amending budgets without prejudice to the final date of adoption.

 

32. In accordance with its internal rules of procedure, each arm of the budgetary authority shall endeavour to examine the draft amending budget proposed by the Commission at an early opportunity after adoption by the Commission.

 

33. In order to speed up the procedure, the two arms of the budgetary authority shall ensure that their respective calendars of work are coordinated as far as possible in order to enable proceedings to be conducted in a coherent and convergent fashion. They shall therefore seek as soon as possible to establish an indicative timetable for the various stages leading to the final adoption of the amending budget.

The two arms of the budgetary authority shall take into account the relative urgency of the amending budget and the need to approve it in due time to be effective during the year concerned.

 

Cooperation during the reading of each arm of the Budgetary Authority

34. The institutions shall cooperate in good faith throughout the procedure clearing the way, as far as possible, for the adoption of amending budgets at an early stage of the procedure.

When appropriate and when there is a potential divergence, each arm of the budgetary authority, before taking its final position on the amending budget, or the Commission, may propose to convene a specific trilogue, to discuss the divergences and to try to reach a compromise.

 

35. All draft amending budgets proposed by the Commission and not yet finally approved shall be systematically on the agenda of the trilogues planned for the annual budgetary procedure. The Commission shall present the draft amending budgets and the two arms of the budgetary authority shall, as far as possible, notify their respective position ahead of the trilogue.

 

36. If a compromise is reached during a trilogue, each arm of the budgetary authority undertakes to consider the results of the trilogue when deliberating on the amending budget in accordance with the Treaty and its internal rules of procedure.

 

Cooperation after the reading of each arm of the budgetary authority

37. If the European Parliament approves without amendments the position of the Council, the amending budget shall be adopted.

 

38. If the European Parliament adopts amendments by a majority of its component members, Article 314(4)(c) TFEU apply. However, before the Conciliation Committee meets a trilogue shall be called.

– If an agreement is reached during the trilogue and subject to the agreement of each arm of the budgetary authority on the results of the trilogue, the conciliation shall be closed by an exchange of letters without a meeting of the Conciliation Committee.

– If no agreement is reached during the trilogue, the Conciliation Committee shall meet and organise its work in accordance with the circumstances, with a view of completing as much as possible the decision-making process before the twenty-one-day deadline laid down in Article 314(6) TFEU. The Conciliation Committee may conclude by an exchange of letters.

 

 

 

 

21.9.2012

PARERE della commissione per gli affari esteri

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Marietta Giannakou

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che la categoria 4 del bilancio dell'Unione ha dovuto formare oggetto nel corso del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013 di importanti correzioni a motivo di dotazioni di bilancio troppo limitate nonché della mancanza di flessibilità dinanzi a circostanze inaspettate; ribadisce il suo approccio secondo cui le nuove responsabilità conferite all'UE dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea implicano un finanziamento supplementare adeguato a fronte del QFP 2007-13 al fine di permettere all'Unione di assolvere al suo ruolo di attore globale nel rispetto degli impegni già presi; sottolinea la natura complementare dell'assistenza dell'UE rispetto a quella prevista dagli Stati membri e il suo effetto catalizzatore nell'intervento in regioni in cui non viene fornita assistenza bilaterale; è particolarmente favorevole alle procedure proposte dalla Commissione per rafforzare la programmazione congiunta tra gli Stati membri e le azioni dell'UE;

2.   considera a tale riguardo che la proposta della Commissione sull'intesa di credito per la categoria 4 rifletta le preoccupazioni del Parlamento europeo espresse nella sua risoluzione dell'8 giugno 2011[16] e i bisogni reali per l'azione esterna dell'Unione; accoglie favorevolmente il segnale che rappresenta tale proposta per tutti i partner dell'Unione, sia i paesi beneficiari della sua assistenza che gli altri paesi donatori; rileva, tuttavia, che la proposta della Commissione costituisce il minimo per soddisfare gli obiettivi dell'UE approvati da tutti i capi di Stato e di Governo e sanciti nel trattato di Lisbona; si aspetta che il Consiglio, qualora non sia in grado di sostenere pienamente la proposta della Commissione, individui e giustifichi chiaramente quali priorità o progetti dovrebbero essere tralasciati o ridotti, nonostante il loro comprovato valore aggiunto europeo;

3.  reitera nondimeno la sua fermissima convinzione secondo cui una maggiore flessibilità di bilancio nell'intero QFP, giudicata necessaria da tutte le parti, è particolarmente importante nel quadro della categoria 4; invita la Commissione a proporre, ove necessario, regole specifiche per tale categoria di bilancio onde garantire la reattività alle crisi e agli imperativi che non possono essere programmati, rispettando pienamente le prerogative dell'autorità di bilancio; prende atto, inoltre, del fatto che la Commissione ha proposto meccanismi potenziati all'interno di ciascun programma pluriennale per consentire all'UE di adattare il proprio finanziamento alle esigenze e ai vincoli politici;

4.   ribadisce la sua richiesta di introdurre una procedura adeguata per la riallocazione dei fondi non autorizzati nella categoria 4 alla fine dell'esercizio di bilancio; ritiene inoltre che il parere conforme del Parlamento sul regolamento del Consiglio per quanto riguarda il QFP 2012-2020 sia subordinato, tra l'altro, all'approvazione da parte del Consiglio delle proposte della Commissione relative al reimpiego delle entrate e dei rimborsi generati dagli strumenti finanziari; plaude alla proposta della Commissione di fare un maggior uso di strumenti finanziari innovativi nel campo delle relazioni esterne con una più vasta gamma di organizzazioni e istituzioni finanziarie;

5.   reitera il suo appoggio a tutti gli strumenti di attuazione dell'azione esterna dell'Unione proposti per il periodo 2014-2020[17], e in particolare allo strumento di vicinato; sottolinea che dovrebbe essere mantenuto un adeguato equilibrio tra l'assistenza ai vicini orientali e meridionali, tenendo al contempo conto dei risultati dei paesi beneficiari; accoglie con favore il nuovo strumento di partenariato destinato ad inaugurare una nuova forma di cooperazione con i paesi che rivestono un interesse strategico per l'Unione;

6.   ribadisce, inoltre, il suo sostegno affinché la Banca europea degli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo possano avere la garanzia che l'UE assicurerà la cooperazione finanziaria con i paesi vicini, segnatamente per il finanziamento delle PMI e il microcredito;

7.  ritiene che debba essere introdotta una maggiore adattabilità dell'assistenza finanziaria ai paesi candidati e potenzialmente candidati, nonché ad altri paesi beneficiari e partner; è effettivamente convinto che lo sforzo di bilancio compiuto dall'Unione debba corrispondere al ritmo e ai progressi effettivi, secondo il principio del "più per più", tenendo conto della capacità di integrazione dell'Unione; sottolinea che il principio del "più per più" significa anche meno per i paesi che non rispettano i propri impegni;

8.  ricorda la responsabilità dell'UE nel promuovere la sicurezza mondiale, la democrazia, il rispetto dello Stato di diritto, lo sviluppo economico sostenibile e inclusivo; sottolinea con forza, a questo riguardo, il valore aggiunto dei programmi pluriennali dell'UE, come lo strumento di stabilità e lo strumento dei diritti umani; sottolinea, inoltre, che tutti i programmi di azioni esterne dell'UE dovrebbero essere resi più accessibili alla società civile, alle parti sociali e agli enti locali e regionali, con l'obiettivo di incoraggiare il loro impegno e proprietà;

9.  è fermamente convinto che sia necessario non solo mantenere la riserva per gli aiuti d'urgenza, dimostratasi particolarmente efficace nella sua forma attuale di riserva con destinazione specifica esclusa dai massimali del QFP 2014-2020 e priva di programmazione, ma anche attribuire alla stessa una dotazione finanziaria significativa e realistica che consenta all'Unione di reagire rapidamente, laddove insorgano esigenze impreviste e crisi inaspettate, attraverso il ricorso ai fondi in questione su base puntuale ogniqualvolta se ne presenti la necessità; accoglie la proposta della Commissione di aumentare la dotazione finanziaria a 350 milioni di EUR (prezzi del 2011) e di permetterne l'utilizzo fino all'anno n+1 come un passo assolutamente positivo nella giusta direzione; sottolinea che l'integrazione della riserva per gli aiuti d'urgenza, sostenuta da taluni Stati membri, nella rubrica 4, rischia di portare a una generale diminuzione dei fondi a disposizione per l'azione esterna dell'UE;

10. ritiene importante, per l'efficacia della politica estera dell'UE, che il Servizio europeo per l'azione esterna sia dotato di risorse sufficienti per svolgere il crescente numero di compiti ad esso affidati; sottolinea, tuttavia, a questo riguardo, che tali risorse dovrebbero essere utilizzate nel modo più efficiente, anche attraverso una struttura più equilibrata dell'organico.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

60

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Franziska Katharina Brantner, Elmar Brok, Jerzy Buzek, Tarja Cronberg, Arnaud Danjean, Mário David, Michael Gahler, Marietta Giannakou, Ana Gomes, Andrzej Grzyb, Liisa Jaakonsaari, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Nicole Kiil-Nielsen, Evgeni Kirilov, Maria Eleni Koppa, Paweł Robert Kowal, Eduard Kukan, Vytautas Landsbergis, Krzysztof Lisek, Sabine Lösing, Ulrike Lunacek, Francisco José Millán Mon, María Muñiz De Urquiza, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Norica Nicolai, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Bernd Posselt, Hans-Gert Pöttering, Cristian Dan Preda, Libor Rouček, Tokia Saïfi, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Nikolaos Salavrakos, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Werner Schulz, Marek Siwiec, Sophocles Sophocleous, Laurence J.A.J. Stassen, Charles Tannock, Inese Vaidere, Johannes Cornelis van Baalen, Geoffrey Van Orden, Sir Graham Watson, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Elena Băsescu, Marije Cornelissen, Jacek Protasiewicz, Teresa Riera Madurell, Carmen Romero López, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Alf Svensson, Indrek Tarand, Traian Ungureanu, Ivo Vajgl, Luis Yáñez-Barnuevo García, Joachim Zeller, Janusz Władysław Zemke

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Ivari Padar

 

 

4.9.2012

PARERE della commissione per lo sviluppo

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Charles Goerens

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che i termini per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) e dell'obiettivo collettivo dello 0,7% del reddito nazionale lordo (RNL) da destinare all'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) scadono entrambi durante il periodo di validità del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020; sottolinea che, dopo i drastici cali dei livelli di APS registrati tra il 2010 e il 2011 in quattordici Stati membri dell'UE nonché a seguito della riduzione del rapporto collettivo APS/RNL dallo 0,44% allo 0,42%, il prossimo QFP costituisce per i donatori dell'UE un'opportunità unica per raddoppiare i loro sforzi tesi a riprendere il cammino che porta al rispetto degli impegni internazionali assunti; sottolinea che la dotazione finanziaria assegnata dall'UE allo sviluppo integra gli sforzi degli Stati membri e li aiuta a conseguire tali obiettivi, generando un effetto leva particolarmente significativo sulle risorse destinate agli aiuti di bilancio di taluni Stati membri, a prescindere dalla loro dimensione;

2.  è particolarmente fiero dei cospicui miglioramenti qualitativi che hanno caratterizzato gli aiuti dell'UE negli ultimi dieci anni, che hanno trasformato le istituzioni dell'Unione in leader mondiali per quanto concerne l'efficacia e la trasparenza degli aiuti stessi[18], con risultati misurabili e sostanziali in termini di benefici tangibili nella vita di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo; ricorda inoltre il fondamentale ruolo delle istituzioni dell'Unione nel coordinamento delle azioni e dell'aiuto allo sviluppo europeo e il vantaggio comparativo degli aiuti dell'UE in diversi settori, elementi che consentono all'Unione europea di erogare gli aiuti in maniera più efficiente, efficace e prevedibile di quanto possano fare i singoli Stati membri attraverso programmi bilaterali;

3.  sottolinea che il bilancio dell'UE svolge un ruolo fondamentale nell'offrire agli Stati membri la possibilità di cooperare con paesi in cui non sono presenti e di continuare a sostenere i paesi in cui hanno sospeso i programmi di cooperazione, in particolare i paesi fragili e i paesi che attraversano la fase del dopoguerra; ricorda che, grazie agli aiuti allo sviluppo UE, 31 milioni di persone hanno ora accesso all'acqua potabile e 9 milioni a strutture sanitarie; 5 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo; 9 milioni di bambini hanno ottenuto l'accesso all'istruzione primaria, 700.000 insegnanti hanno potuto accedere alla formazione e oltre 80.000 studentesse sono state iscritte alla scuola secondaria; esorta pertanto il Consiglio a continuare a fornire il suo sostegno con mezzi sufficienti per contribuire allo sviluppo umano e all'eradicazione della povertà;

4.  si compiace dell'incremento della dotazione finanziaria della rubrica 4 proposto dalla Commissione rispetto al QFP 2007-2013; sottolinea, tuttavia, che la proposta presentata dalla Commissione nel 2004 per il QFP 2007-2013 era più sostanziosa, in termini reali, rispetto alla sua proposta 2014-2020; evidenzia che la rubrica 4, cronicamente sottofinanziata nell'ambito del QFP 2000-2006 e 2007-2013, non dovrebbe essere vittima di tagli ispirati dal clima di austerità che predomina in diversi Stati membri; è del parere che un ambizioso livello di finanziamento degli strumenti esterni, ad esempio quello proposto dalla Commissione nella sua comunicazione "Un bilancio per la strategia 2020"[19], sia fondamentale ai fini del rispetto, da parte dall'Unione e degli Stati membri, degli impegni internazionali assunti in materia di sviluppo, in particolare per quanto concerne lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), gli aiuti umanitari e il Fondo europeo di sviluppo (FES), ai quali spettano rispettivamente solo il 2%, lo 0,62% e il 2,96% del bilancio totale dell'UE proposto;

5.  esorta vivamente gli Stati membri e le istituzioni europee a istituire quanto prima un'imposta europea sulle transazioni finanziarie (ITF); sottolinea che una parte significativa del gettito di un'imposta su qualsiasi transazione, applicata in Europa, dovrebbe contribuire a finanziare lo sviluppo e la lotta contro il cambiamento climatico; evidenzia che, se dovesse diventare una delle nuove risorse proprie dell'UE, l'ITF dovrebbe contribuire ad un sostanziale aumento della rubrica 4;

6.  sottolinea che la CPS, quale sancita dall'articolo 208 del TFUE, deve restare in evidenza e continuare ad essere un principio orizzontale chiave nel corso dei negoziati sul QFP;

7.  osserva che negli ultimi anni, anche alla luce delle catastrofi naturali sempre più frequenti e devastanti, i fondi disponibili per far fronte a disastri naturali o crisi umanitarie anno dopo anno si sono rivelati insufficienti; esprime gratitudine per il forte e sempre crescente sostegno offerto dai cittadini dell'UE, nonostante la crisi finanziaria ed economica che colpisce diversi Stati membri, a favore degli aiuti umanitari dell'Unione destinati alle persone più bisognose in tutto il mondo[20]; sottolinea quindi la necessità non solo di garantire stanziamenti di bilancio adeguati per le linee riguardanti gli aiuti alimentari e umanitari nell'ambito della rubrica 4, ma anche di disporre di una riserva per gli aiuti d'urgenza dotata di finanziamenti realistici;

8.  è fermamente convinto che sia necessario non solo mantenere la riserva per gli aiuti d'urgenza, dimostratasi particolarmente efficace nella sua forma attuale di riserva con destinazione specifica esclusa dai massimali del QFP 2014-2020 e priva di programmazione, ma anche attribuire alla stessa una dotazione finanziaria significativa e realistica che consenta all'Unione di reagire rapidamente, laddove insorgano esigenze impreviste e crisi inaspettate, attraverso il ricorso a detti fondi su base puntuale ogniqualvolta se ne presenti la necessità; sottolinea che l'integrazione della riserva per gli aiuti d'urgenza nella rubrica 4, sostenuta da taluni Stati membri, rischia di portare a una generale diminuzione dei fondi a disposizione per l'azione esterna dell'UE, con particolare riferimento ai finanziamenti per lo sviluppo; si compiace vivamente della proposta della Commissione di aumentare la dotazione finanziaria a 350 milioni di EUR (prezzi del 2011) rispetto al QFP 2014-2020 e di permetterne l'utilizzo fino all'anno n+1 come un passo assolutamente positivo nella giusta direzione; evidenzia l'opportunità che la riserva per gli aiuti d'urgenza rimanga esclusa dai massimali del QFP, in modo da garantire l'indipendenza, la flessibilità e la rapidità, che sono fattori cruciali ai fini di un'efficace erogazione degli aiuti umanitari;

9.  sottolinea che il principio di differenziazione, piuttosto che a una riduzione della dotazione finanziaria complessiva dello strumento di cooperazione allo sviluppo, deve portare a una convergenza dei finanziamenti verso un limitato numero di paesi partner ammissibili alla cooperazione bilaterale attraverso programmi geografici, anche alla luce del fatto che l'UE manterrà la cooperazione con i paesi partner che superano le soglie di ammissibilità (graduating countries) attraverso i programmi regionali e tematici del DCI, che a loro volta necessitano di adeguati finanziamenti;

10. sottolinea la responsabilità globale dell'Unione europea nella lotta al cambiamento climatico; ricorda che gli impegni derivanti dagli accordi di Copenaghen e di Cancún volti ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare il cambiamento climatico devono essere "nuovi e complementari" rispetto agli aiuti allo sviluppo esistenti, e che occorre mantenere un adeguato livello di coerenza tra le due politiche; chiede quindi all'UE di portare avanti le sue ambizioni, nonostante l'attuale crisi economica, e di fare in modo che i suoi finanziamenti per il clima siano totalmente aggiuntivi rispetto all'obiettivo dello 0,7% di APS e abbiano una tracciabilità nel bilancio UE; auspica un forte impegno politico della Commissione e del Consiglio a tale riguardo;

11. osserva che la Commissione ha proposto, nel quadro dello strumento di cooperazione allo sviluppo, un programma panafricano completamente nuovo, le cui risorse ammonteranno al 4,3% circa dell'intera dotazione del DCI, a integrazione degli altri programmi geografici e tematici esistenti; sottolinea che il citato ampliamento dell'ambito di applicazione del DCI deve trovare opportuno riscontro nella dotazione finanziaria dello strumento stesso;

12. è favorevole, in linea di principio, all'iscrizione in bilancio del Fondo europeo di sviluppo (FES); insiste tuttavia sul fatto che l'integrazione del FES nel bilancio dell'UE implica necessariamente il trasferimento dell'intero finanziamento del FES alla rubrica 4 e non deve in nessun caso costituire un pretesto per ridurre la spesa complessiva per l'azione esterna dell'Unione in generale, e l'aiuto allo sviluppo in particolare, ma deve piuttosto portare a una maggiore prevedibilità degli aiuti; è del parere che, alla luce dell'attuale crisi economica e di bilancio, il rischio che l'iscrizione in bilancio del FES porti a una riduzione del livello globale di finanziamento a favore della cooperazione con i partner ACP sia troppo elevato; esorta la Commissione a rinnovare il proprio impegno a presentare senza indugio proposte volte a equiparare le prerogative di controllo del Parlamento sul FES a quelle di cui gode l'Istituzione nel quadro del bilancio generale dell'Unione europea, con particolare riferimento allo strumento di cooperazione allo sviluppo, nonché a iscrivere il FES in bilancio a partire dal QFP successivo al 2020.

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Ricardo Cortés Lastra, Nirj Deva, Leonidas Donskis, Catherine Grèze, Eva Joly, Filip Kaczmarek, Miguel Angel Martínez Martínez, Gay Mitchell, Norbert Neuser, Bill Newton Dunn, Birgit Schnieber-Jastram, Michèle Striffler, Alf Svensson, Keith Taylor, Patrice Tirolien, Anna Záborská, Iva Zanicchi

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Santiago Fisas Ayxela, Enrique Guerrero Salom, Fiona Hall, Gesine Meissner, Horst Schnellhardt

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Phil Prendergast

 

 

18.9.2012

PARERE della commissione per il commercio internazionale

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Syed Kamall

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti suggerimenti:

Raccomandazioni

1   osserva che, benché diversi strumenti prevedano azioni volte a potenziare le relazioni commerciali ed economiche dell'UE, è opportuno che nella proposta relativa al quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, alla rubrica 4 (Europa globale), si tenga debitamente conto, nelle singole sottorubriche, degli obiettivi di politica commerciale dell'Unione riguardanti la promozione dell'apertura dei mercati, in uno spirito di reciprocità, al fine di generare crescita economica e occupazione e promuovere uno sviluppo sostenibile;

2.  ritiene che le componenti economiche e commerciali degli strumenti di partenariato, pur rimanendo nell'ambito dell'attuale bilancio globale, debbano beneficiare di una quota maggiore dello stesso, al fine di garantire che i principali canali di cooperazione economica dell'UE con i suoi partner commerciali più importanti non siano trascurati nei negoziati finali sul QFP;

3.  prende atto della proposta della Commissione di aumentare gli impegni a titolo della rubrica 4; insiste sulla necessità di utilizzare il proposto aumento di bilancio per la politica a favore dei paesi del vicinato meridionale e orientale onde contribuire in misura sostanziale a soddisfare le aspirazioni sociali ed economiche delle popolazioni delle regioni interessate, nonché di fare in modo che siano garantiti maggiori finanziamenti soltanto a condizione di promuovere uno sviluppo economico sostenibile, una maggiore cooperazione regionale, la riduzione della disoccupazione e l'innalzamento del tenore di vita dell'intera popolazione;

4.  esorta, in considerazione del contesto macroeconomico e delle sfide da affrontare in un mondo in costante evoluzione, e al fine di garantire un migliore e più efficace utilizzo degli attuali fondi dell'UE, ad attribuire una maggiore flessibilità al QFP 2014-2020 per affrontare adeguatamente circostanze e priorità mutevoli, rispettando al contempo i livelli di stanziamenti di pagamento concordati;

5.  chiede coerenza per quanto concerne gli strumenti a titolo della rubrica 4 e i relativi stanziamenti di bilancio previsti a titolo della rubrica 5; sottolinea che l'efficace attuazione degli strumenti della rubrica 4 sarà garantita attraverso controlli procedurali e del livello di spesa, il cui svolgimento ottimale dipende, soprattutto nei paesi terzi, dalla disponibilità di risorse sufficienti;

6.  chiede coerenza in merito agli strumenti del QFP onde permettere l'attuazione di una strategia industriale comune, basata sulla ricerca e l'innovazione, allo scopo di garantire che l'Unione europea mantenga le proprie capacità produttive;

7.  constata l'ambizione dell'Unione europea di destinare almeno il 20% del proprio bilancio alle azioni intese a contribuire alla realizzazione di una società a basse emissioni di carbonio e resistente ai cambiamenti climatici, nonché di integrare gli interventi in materia di clima e biodiversità in tutti i suoi strumenti di politica esterna; sottolinea il carattere prioritario di tale obiettivo e dichiara che destinare il 20% del bilancio deve essere considerato il minimo indispensabile; insiste sulla necessità che l'obiettivo in questione si concretizzi nella politica commerciale dell'Unione europea che si riflette negli strumenti di politica esterna;

8.  ritiene che l'Unione europea debba tener conto delle norme sociali, sanitarie e ambientali in sede di negoziazione degli accordi commerciali, invece di creare linee di bilancio intese a compensare i danni che potrebbero derivare dall'entrata in vigore di tali accordi commerciali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

3

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Nora Berra, David Campbell Bannerman, María Auxiliadora Correa Zamora, Christofer Fjellner, Metin Kazak, Franziska Keller, Bernd Lange, David Martin, Vital Moreira, Paul Murphy, Cristiana Muscardini, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Niccolò Rinaldi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Robert Sturdy, Gianluca Susta, Henri Weber, Paweł Zalewski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amelia Andersdotter, George Sabin Cutaş, Syed Kamall, Marietje Schaake, Jarosław Leszek Wałęsa, Pablo Zalba Bidegain

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Emilio Menéndez del Valle

 

 

8.10.2012

PARERE della commissione per il controllo dei bilanci

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria presentata al fine di favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Jan Mulder

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti suggerimenti:

Raccomandazioni

Questioni orizzontali

1.  tiene in considerazione gli importanti cambiamenti tuttora in corso nell'economia reale degli Stati membri a causa della crisi; insiste pertanto affinché le azioni previste nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 tengano conto dell'attuale situazione economica e sociale degli Stati membri e, se del caso, vengano aggiornate in modo da essere in linea con l'obiettivo generale del "contributo delle politiche europee alla crescita e all'occupazione" indicato nelle conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012;

2.  è favorevole alla dotazione finanziaria complessiva per il futuro periodo di finanziamento pluriennale delineata nella proposta della Commissione di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020; è del parere, tuttavia, che il campo di applicazione del regolamento debba essere limitato ai principi della sana gestione finanziaria, in quanto in un arco di tempo di sette anni le mutevoli circostanze politiche ed economiche ed eventi imprevisti possono richiedere degli aggiustamenti; ritiene che le disposizioni più dettagliate debbano perciò essere contenute nell'accordo interistituzionale (AII);

3.  esprime rammarico per il fatto che, in preparazione del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, non si sia chiesto alla Corte dei conti europea di redigere una "relazione panoramica" che illustri i punti di forza e di debolezza del precedente QFP; invita pertanto la Corte a predisporre una siffatta relazione nel periodo di preparazione del QFP per gli anni successivi al 2020;

4.  resta convinto che una sana gestione di bilancio debba basarsi sull'esperienza di esecuzione del bilancio acquisita negli anni precedenti; considera particolarmente importante, a tale proposito, il lavoro svolto dalla commissione per il controllo dei bilanci, in quanto commissione con competenze orizzontali;

5.  deplora il fatto che il nuovo progetto di accordo interistituzionale non contenga – per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio – alcuna disposizione in materia di economia, efficacia ed efficienza e di sana gestione finanziaria dal punto di vista del controllo di bilancio;

6.  chiede che al nuovo AII siano aggiunte disposizioni in materia di rendicontabilità, trasparenza e sana gestione finanziaria, nella misura in cui non siano comprese nella futura revisione del regolamento finanziario;

7.  ribadisce che gli Stati membri devono assumersi la propria parte di responsabilità, in conformità dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; ricorda che il 90% degli errori rilevati dalla Corte dei conti si è verificato negli Stati membri e che la maggior parte di questi errori si sarebbero potuti evitare;

8.  invita tutti gli Stati membri a pubblicare dichiarazioni di gestione nazionali firmate al livello politico appropriato; è del parere che, qualora uno Stato membro abbia presentato una dichiarazione nazionale di gestione in relazione alle spese in regime di gestione concorrente, le rettifiche finanziarie dovrebbe subire una riduzione del 15% per fondo;

9.  invita la Commissione a istituire, in collaborazione con gli Stati membri, un modello di dichiarazioni di gestione nazionali che le renda significative e comparabili; ritiene che tali dichiarazioni dovrebbero, tra l'altro, certificare il rispetto di criteri come la veridicità e correttezza dei conti, l'efficacia dei sistemi di gestione e controllo e la legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti, specificare la copertura della garanzia e la base della garanzia, essere accompagnate da un giudizio di audit e includere riserve e rinunce a esprimere un giudizio[21]; è del parere che la Corte e la Commissione dovrebbe poter recepire il contenuto delle dichiarazioni di gestione nazionali nella loro attività di controllo;

10. invita tutti gli Stati membri a produrre sintesi annuali significative e a renderle pubbliche;

11. deplora il fatto che il meccanismo europeo di stabilità (MES) sia stato creato su base intergovernativa, al di fuori delle strutture istituzionali dell'Unione europea, sebbene l'euro sia una delle prerogative dell'Unione; sottolinea che ciò rende opaco il processo decisionale nel quadro del trattato MES, sollevando dubbi in materia di rendicontabilità e controllo democratico;

Questioni specifiche

12. chiede che le entrate e le spese legate all'esecuzione del Fondo europeo di sviluppo siano incluse nel bilancio generale dell'Unione, al fine di garantire un adeguato controllo democratico; rileva che i fondi disponibili a titolo della rubrica 4 dovrebbero essere aumentati di conseguenza;

13. chiede, al fine di rafforzare la lotta al contrabbando e alla contraffazione di sigarette, che i proventi delle sanzioni pecuniarie per traffico illecito di prodotti del tabacco siano considerati come entrate con destinazione specifica esterne;

14. chiede che le ammende inflitte nel settore della concorrenza, le altre ammende e i crediti derivanti da composizioni extragiudiziali di controversie, intese o altri accordi analoghi con soggetti terzi non statali costituiscano entrate del bilancio dell'UE, sia che si tratti di entrate con destinazione specifica sia di altri tipi di entrate;

15. rileva che gli stanziamenti non dissociati corrispondenti a obblighi regolarmente contratti alla chiusura dell'esercizio devono essere riportati di diritto unicamente all'esercizio successivo, e che la stessa regola dovrebbe applicarsi agli stanziamenti disimpegnati e non utilizzati (impegni e pagamenti) non contemplati dall'articolo 9, paragrafi 2 e 3, del nuovo progetto di regolamento finanziario, nonché ai margini disponibili non utilizzati al di sotto del massimale globale del QFP per ciascuna rubrica, i quali dovrebbero costituire un "margine complessivo del QFP" ed essere assegnati alle diverse rubriche nell'esercizio successivo, in funzione dei loro fabbisogni;

16. chiede che si introduca la possibilità di riportare gli stanziamenti disimpegnati e non utilizzati (impegni e pagamenti) dall'esercizio N al bilancio dell'esercizio N +1, o a uno dei bilanci futuri, nel quadro della procedura annuale di bilancio mediante decisione dell'autorità di bilancio; chiede che gli stanziamenti disimpegnati e non utilizzati siano destinati a un programma specifico o iscritti in un capitolo relativo a stanziamenti accantonati; rileva che, in tali casi, le risorse provenienti dagli Stati membri dovrebbero essere richieste solo dopo che l'autorità di bilancio abbia deciso la destinazione specifica;

17. chiede che si introduca la possibilità di riportare i margini non utilizzati nell'ambito di ciascun massimale del QFP a qualsiasi massimale di anni successivi del QFP, senza modificare l'importo totale del QFP;

18. chiede che l'eccedenza e gli impegni non spesi relativi a precedenti esercizi del QFP attuale, insieme con gli stanziamenti disimpegnati, siano iscritti nella riserva per pagamenti e impegni;

19. chiede che le imposte sul valore aggiunto (IVA) siano considerate costi ammissibili dei progetti;

20. chiede che i diversi tipi di sostegno al bilancio siano chiaramente definiti; osserva che anche gli obblighi del beneficiario e le condizioni alle quali è concesso il sostegno al bilancio dovrebbero essere chiaramente identificati.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

8.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Zuzana Brzobohatá, Andrea Češková, Tamás Deutsch, Martin Ehrenhauser, Jens Geier, Gerben-Jan Gerbrandy, Ingeborg Gräßle, Iliana Ivanova, Monica Luisa Macovei, Eva Ortiz Vilella, Crescenzio Rivellini, Petri Sarvamaa, Theodoros Skylakakis, Bart Staes, Georgios Stavrakakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Lucas Hartong, Derek Vaughan, Barbara Weiler

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marek Józef Gróbarczyk

 

 

24.9.2012

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Pervenche Berès

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Raccomandazioni

1.  ricorda che la politica di coesione deve contribuire alla riduzione degli squilibri macroeconomici all'interno dell'UE e alla convergenza economica e sociale nel rispetto degli obiettivi della strategia Europa 2020, in particolare quelli in materia di istruzione, occupazione e riduzione della povertà;

2.  ritiene che il bilancio della politica di coesione, in particolare a livello sociale, e l'impatto della crisi impongano di prevedere la programmazione finanziaria con sufficiente flessibilità in termini di riprogrammazione per permettere all'Unione europea di attuare una politica anticiclica;

3.  insiste affinché il nuovo quadro finanziario pluriennale benefici di una dotazione finanziaria sufficiente per consentire all'Unione europea di conservare la propria credibilità nei confronti dei cittadini e di raggiungere gli obiettivi ambiziosi della strategia Europa 2020;

4.  sottolinea che, in considerazione dell'attuale crisi economica e sociale, il quadro finanziario pluriennale deve sostenere e incoraggiare gli investimenti a favore della ripresa dell'attività economica, ma soprattutto dimostrare il suo valore aggiunto nella lotta contro le sfide strutturali, in particolare la disoccupazione e la povertà, alle quali sono confrontati gli Stati membri;

5.  insiste affinché il nuovo quadro e i nuovi strumenti finanziari ripristinino la fiducia dei cittadini nel progetto europeo, integrando l'articolo 9 del trattato sulla "clausola sociale orizzontale", al fine di garantire un livello di occupazione elevato e una protezione sociale adeguata, di lottare contro l'esclusione sociale, nonché di promuovere un elevato livello di istruzione, di formazione e di tutela della salute;

6.  insiste affinché almeno il 25% della dotazione finanziaria prevista per la politica di coesione sia destinato al Fondo sociale europeo (FSE) al fine di promuovere l'occupabilità e stimolare gli investimenti sociali;

7.  propone che gli impegni non spesi dagli Stati membri per un periodo superiore a due anni siano riassegnati ad altri programmi e/o azioni dell'Unione europea;

8.  sottolinea l'importanza di rafforzare la capacità amministrativa delle autorità responsabili dell'attuazione della politica di coesione, al fine di migliorare la gestione dei fondi strutturali e di influenzare in tal modo la capacità di governo delle autorità pubbliche; sostiene le proposte elaborate dalla Commissione in tal senso;

9.  accoglie con favore la proposta della Commissione e sottolinea la necessità di destinare almeno il 20% degli stanziamenti del FSE alla "promozione dell'inclusione sociale e alla lotta contro la povertà";

10. è convinto che le sanzioni legate alla condizionalità macroeconomica, proposte nel quadro dei Fondi strutturali, siano contrarie al principio fondamentale di solidarietà dell'Unione europea; chiede la soppressione della condizionalità macroeconomica;

11. è convinto che il Programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale svolga un ruolo essenziale per sostenere lo sviluppo e il coordinamento delle politiche sociali a livello europeo, per facilitare l'accesso al microcredito e per favorire la mobilità dei lavoratori a livello transfrontaliero; chiede, in considerazione delle sfide della creazione di posti di lavoro e della lotta contro la disoccupazione e la povertà, che la dotazione finanziaria del Programma sia aumentata del 5%, conformemente alla sua risoluzione dell'8 giugno 2011 su un nuovo quadro finanziario pluriennale per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva;

12. chiede che la programmazione finanziaria pluriennale tenga conto della drammatica situazione dei giovani sul mercato del lavoro; propone pertanto di creare una sezione "Iniziativa per i giovani" nel Programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale con una specifica dotazione finanziaria di 150 milioni di EUR;

13. ricorda il ruolo essenziale del Fondo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) nella lotta contro gli effetti nefasti della globalizzazione, delle ristrutturazioni industriali e di una crisi imprevista; riconosce il suo valore aggiunto quale strumento di intervento rapido per aiutare i lavoratori che hanno perduto il loro posto a reinserirsi nel mondo del lavoro; sottolinea la necessità di proseguire il FEG e di rafforzarlo dopo il 2014 quale strumento accessibile a pari condizioni per tutte le categorie di lavoratori; sottolinea la necessità di incoraggiare gli Stati membri a servirsi del FEG per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, gestire la ristrutturazione e promuovere nuove competenze, anche in relazione a nuovi posti di lavoro sostenibili e di qualità; insiste altresì sulla necessità di una procedura semplificata e accelerata per il versamento delle sovvenzioni;

14. insiste affinché un apposito programma per gli indigenti, che ponga l'accento sulla povertà alimentare, migliori la situazione dei poveri in Europa; ricorda alla Commissione il suo impegno a presentare in tempo utile una proposta legislativa in tal senso, al fine di garantire il proseguimento del sostegno a tale programma dopo il 2014 con una nuova base giuridica e una dotazione finanziaria autonoma (al di fuori del 20% del FSE previsto per la promozione dell'inclusione sociale e la lotta contro la povertà), ponendo l'accento sulle agevolazioni alle organizzazioni che sostengono gli indigenti e sulla necessità di far fronte al problema strutturale della povertà alimentare;

15. sottolinea l'importanza dei contratti di partenariato e la necessità di una rappresentanza e di una partecipazione effettive dei suoi deputati in seno ai comitati di controllo, come osservatori;

16. ricorda l'importanza di coinvolgere strettamente le parti sociali nell'attuazione dei programmi finanziati, al fine di garantire l'esecuzione ottimale del bilancio della politica di coesione;

17. ricorda che le decisioni politiche devono essere basate su analisi e dati obiettivi, approfonditi e solidi; sottolinea la necessità di un finanziamento sufficiente delle agenzie dell'Unione europea, al fine di permettere loro di svolgere i loro compiti e di rispondere alle esigenze delle istituzioni da cui dipendono.

Modifiche

 

Modifica  1

Proposta di progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria

Punto 13 – comma 1

 

Progetto di parere

Modifica

13. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è destinato a fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze di profondi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali, per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro, nonché agli agricoltori che subiscono le conseguenze della globalizzazione.

13. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è destinato a fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze di profondi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali imputabili alla globalizzazione o che risentono delle conseguenze delle ristrutturazioni industriali o di gravi perturbazioni causate da una crisi imprevista, per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.

 

Modifica   2

Proposta di progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria

Punto 13 – comma 2

 

Testo della Commissione

Modifica

Il Fondo non può superare un importo annuo massimo di 429 milioni di EUR (a prezzi 2011).

L'importo annuo della riserva è fissato a 500 milioni di EUR (a prezzi 2011) e può essere utilizzato fino all'anno n+1 conformemente al regolamento finanziario. La riserva è iscritta nel bilancio generale dell'Unione europea a titolo di stanziamento accantonato.

 

Modifica   3

Proposta di progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria

Paragrafo 13 – comma 3

 

Testo della Commissione

Modifica

Contemporaneamente alla presentazione della proposta di decisione di ricorrere al Fondo, la Commissione presenta ai due rami dell'autorità di bilancio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti. In caso di disaccordo sarà avviata una procedura di consultazione a tre.

Contemporaneamente alla presentazione della proposta di decisione di ricorrere al Fondo, la Commissione presenta ai due rami dell'autorità di bilancio una proposta di storno verso le linee di bilancio pertinenti, sebbene egli risolse il titolo del Fondo sociale europeo non siano di norma oggetto di storni. In caso di disaccordo sarà avviata una procedura di consultazione a tre.

 

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Philippe Boulland, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Marije Cornelissen, Emer Costello, Frédéric Daerden, Sari Essayah, Thomas Händel, Marian Harkin, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu, Andrea Zanoni, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Kinga Göncz, Richard Howitt, Jan Kozłowski, Svetoslav Hristov Malinov, Anthea McIntyre, Antigoni Papadopoulou, Birgit Sippel, Csaba Sógor

 

 

24.9.2012

PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Marisa Matias

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto del parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare concernente la relazione intitolata "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva" ( 2010/2211(INI) ) della commissione speciale sulle sfide politiche e le risorse di bilancio per un'Unione europea sostenibile dopo il 2013;

2.  accoglie positivamente il documento di lavoro sul tema: "Non solo Life: la sostenibilità attraverso il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020" presentato il 16 aprile 2012 dalla relatrice Jutta Haug[22];

3.  prende atto della relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione del programma "Salute per la crescita", terzo programma pluriennale d'azione dell'UE in materia di salute per il periodo 2014-2020 ( COM(2011)0709 – C7-0399/2011 – 2011/0339 (COD) );

4.  rammenta che il QFP 2014/2020 dovrà consentire di soddisfare gli obiettivi climatici ed energetici 20-20-20 e di aumentare al 30% l'obiettivo di riduzione delle emissioni;

5.  ritiene, considerando che il PE è favorevole al metodo comunitario e sta cercando di ottenere il massimo valore aggiunto dalle risorse dell'UE, che tutti i fondi e tutte le misure debbano rientrare nel QFP, in particolare quelle relative all'ambiente, alla protezione civile, all'azione per il clima e alla sicurezza alimentare;

6.  reputa che per conseguire gli obiettivi globali dell'UE in materia di biodiversità, sia necessario garantire, nel nuovo quadro di bilancio, il cofinanziamento della gestione della rete Natura 2000;

7.  concorda con la proposta della Commissione di trasferire i finanziamenti relativi alla sicurezza alimentare alla rubrica 3 del bilancio;

8.  ritiene che il QFP debba fornire le necessarie risorse per le azioni in materia di ambiente e clima, utilizzare meglio gli strumenti appropriati, rafforzare la sicurezza energetica, edificare un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e resistente al cambiamento climatico e migliorare la competitività dell'Unione con posti di lavoro più numerosi e più verdi e apportare vantaggi per la salute migliorando la qualità dell'aria;

Programma d'azione per l'ambiente e il clima (LIFE)

9.  chiede fermamente che almeno lo 0,5% del bilancio dell'Unione sia assegnato al programma LIFE, considerando il suo percorso estremamente positivo quale strumento, ben mirato ed efficace, seppure di modeste dimensioni, e il suo alto valore aggiunto europeo quale unico strumento destinato esclusivamente alle sfide climatiche e ambientali; sottolinea che le spese integrate a favore del clima e dell'ambiente, attraverso i progetti integrati LIFE, debbano essere sostenute attivamente nel quadro dei pertinenti fondi dell'Unione; chiede che il programma LIFE sia dotato delle risorse necessarie onde contribuire a una sana e costante gestione della rete Natura 2000, tenendo conto del contributo proveniente da altri fondi dell'Unione;

10. ritiene che il QFP 2014/2020 dovrà basarsi su un approccio trasversale che miri a coordinare le misure intese a contrastare i cambiamenti climatici in tutti i pertinenti ambiti operativi, compreso le politiche esterne, e dovrà destinare, di conseguenza, il 30% dell'importo assegnato a ciascuna delle politiche e attività, finanziato con il QFP, all'obiettivo concernente la lotta ai cambiamenti climatici;

11. ritiene che il QFP debba garantire finanziamenti adeguati della rete Natura 2000 attraverso stanziamenti dell'UE e finanziamenti degli Stati membri pari ad almeno 5,8 miliardi di EUR da rendere disponibili attraverso diversi fondi dell'UE (PAC, politica di coesione, LIFE, FEAMP, Orizzonte 2020) e una migliore coerenza e sinergie tra tali fondi mediante i quadri di azione prioritaria a livello nazionale, conformemente al quadro comune strategico;

12. ritiene che il QFP debba garantire che siano quantificati i fondi a favore del clima globale e della biodiversità;

13. reputa necessario che il QFP fornisca sostegno ai beni pubblici quali la conservazione della biodiversità, la stabilità climatica, la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo e non compromettere gli obiettivi programmatici dell'UE;

14. sottolinea che nel quadro delle concessioni o degli appalti pubblici è necessario fornire condizioni chiare in merito alla salvaguardia dell'ambiente;

15. reputa necessario che il QFP integri – e quantifichi – il previsto finanziamento internazionale per il clima a favore dei paesi in via di sviluppo, il quale, in base a quanto deciso nei negoziati della convenzione UNFCCC, dovrà ammontare a 100 000 milioni di dollari all'anno entro il 2020;

16. ricorda la sua precedente richiesta di integrare in tutte le politiche di spesa l'ambizione dell'Unione di intraprendere un percorso di sviluppo sostenibile a basse emissioni di carbonio; sottolinea che l'insuccesso nel destinare i fondi in maniera decisa alla sostenibilità, nel quadro della politica di coesione, infrastrutturale, agricola e di ricerca dell'Unione, condurrà a un aumento fittizio e miope della flessibilità, riducendo nel contempo la flessibilità delle generazioni future; chiede pertanto un'assegnazione intelligente nell'ambito di tutti i fondi, come suggerito nei rispettivi pareri della commissione ENVI, che comporti almeno il 20% di spesa in materia di clima;

17. ritiene fermamente che la strategia Europa 2020, accompagnata dalle sue iniziative faro da tradursi in azioni, impegni e quadri normativi concreti, debba costituire il principale riferimento programmatico per il prossimo QFP; è convinto che tutte le politiche interne contribuiscano al conseguimento degli obiettivi stabiliti dalla strategia Europa 2020; pertanto, ritiene altresì che la struttura del QFP debba rispecchiare le seguenti priorità strategiche: è impegnato a trasformare l'Unione europea aumentando la sostenibilità in direzione di un'Europa intelligente, inclusiva e competitiva; è convinto che gli investimenti nella biodiversità e nelle misure a favore dell'ecosistema e dell'uso efficiente delle risorse, come pure le azioni complementari a livello UE nel settore della sanità pubblica, contribuiranno alla crescita e allo sviluppo di posti di lavoro sostenibili; sottolinea la necessità di potenziare l'integrazione della legislazione dell'UE in materia di ambiente, sanità pubblica e clima nelle politiche settoriali (tra cui la PAC, la politica di coesione, la politica dei consumatori, la politica comune della pesca e la politica di sviluppo);

18. sottolinea la necessità di definire solide salvaguardie, onde garantire che gli obiettivi di sostenibilità dell'Unione non siano compromessi da attività dannose per l'ambiente, a uso intensivo di carbonio o da infrastrutture durature che chiudono le nostre società in percorsi non sostenibili; reputa indispensabile, in questo sforzo, che alle spese dell'Unione siano applicati in maniera orizzontale concreti strumenti di salvaguardia, quali condizionalità globali ex ante, norme rigorose di adempimento incrociato, solide analisi in materia ambientale e climatica di programmi e progetti (SEA, EIA), come pure la tracciatura positiva e negativa della biodiversità; sottolinea che, altrimenti, si accetta deliberatamente il rischio che gli investimenti incoerenti riducano la convenienza economica e il valore aggiunto della spesa pubblica dell'Unione;

19. ritiene fermamente che l'attuale crisi del debito non debba condurre a investimenti miopi, mettendo a repentaglio, oltre al suo capitale finanziario, il capitale naturale dell'Unione, attraverso l'ulteriore degrado della biodiversità e dei servizi degli ecosistemi; invita invece a istituire un quadro idoneo per contrastare la crisi attraverso investimenti lungimiranti che puntino alle sfide importanti del futuro, quali l'uso efficiente delle risorse, i cambiamenti climatici e la conservazione degli ecosistemi, ambiti in cui i potenziali benefici economici e sociali sarebbero significativi;

20. chiede che siano esplicati sforzi per garantire che le sovvenzioni dannose per l'ambiente siano gradualmente eliminate dai fondi del QFP, ovvero il sostegno alle attività ad alta intensità di carbonio, alle attività che prevedono un aumento dell'uso delle risorse e dell'energia, alle attività che danneggiano gli ecosistemi e la biodiversità e le sovvenzioni per i combustibili;

21. sottolinea che una parte significativa di dei finanziamenti di Orizzonte 2020 devono essere assegnati al fine di promuovere la ricerca nei settori prioritari dell'UE concernenti l'azione per il clima, le energie rinnovabili, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la conservazione della biodiversità nonché l'ecoinnovazione; l'obiettivo specifico dell'eco-innovazione è quello di promuovere a livello europeo un comunità industriale ed innovativa che crei nuovi prodotti, processi e servizi al fine di conseguire una crescita sostenibile e benefici ambientali; sottolinea che lo scopo è quello di incrementare l'efficienza sotto il profilo delle risorse, ridurre l'impatto ambientale, impedire l'inquinamento (idrico) e conseguire a un utilizzo più efficiente, efficace e responsabile delle risorse naturali;

22. ritiene che il QFP debba fornire sostegno all'agricoltura sostenibile, alla biodiversità e ai servizi degli ecosistemi attraverso le politiche agricole comuni (PAC), assegnando la metà dei fondi complessivi della PAC allo sviluppo rurale, alle aree rurali e alle loro comunità, di cui oltre la metà destinati al conseguimento di benefici ambientali, garantendo la conservazione della biodiversità nel paesaggio agricolo nel suo complesso, migliorando i collegamenti e il livello di mitigazione e adattamento agli effetti del cambiamento climatico e stimolando l'innovazione nel settore dell'agricoltura sostenibile e dell'uso efficiente delle risorse; accoglie con favore la proposta della Commissione per la riforma della PAC, che prevede un approccio più verde grazie all’attribuzione del 30% delle erogazioni del primo pilastro ad un pacchetto di buone pratiche basilari compiute nelle aziende, che dovrebbero includere la rotazione e diversificazione delle colture, pascoli permanenti e la delimitazione di un’"area di interesse ecologico" minima;

23. ritiene fermamente che la politica comune della pesca (PCP) debba promuovere la sostenibilità ambientale a lungo termine, che è un requisito essenziale per la stabilità socioeconomica e contribuisce alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare; chiede pertanto che il QFP sostenga la transizione verso una pesca efficiente e sostenibile che garantisca, ad esempio, il conseguimento del rendimento massimo sostenibile entro il 2015 e l'eliminazione degli scarti;

24. ritiene che occorra mantenere i fondi relativi alla sicurezza alimentare, tenendo presente la necessità di garantire l'efficienza dell'azione dell'Unione nel caso di epizoozie o fitopatie epidemiche; rileva che l'Unione deve fronteggiare periodicamente impreviste minacce sanitarie, ragion per cui la proposta della Commissione di tagliare l'importo attribuito a questa linea, all'interno della rubrica 3 del bilancio dell'Unione, non può essere giustificata;

Politica di coesione

25. reputa necessario che il QFP offra un sostegno tramite il Fondo di coesione a favore di progetti in materia di ambiente, in particolare la biodiversità, l'uso efficiente delle risorse, l'ambiente urbano e l'inquinamento atmosferico;

26. ritiene che il QFP debba destinare risorse del Fondo di sviluppo regionale europeo a favore dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, dell'innovazione e del sostegno alle PMI;

27. considera necessario che il QFP destini risorse del Fondo di sviluppo regionale europeo a favore dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, dell'ambiente e dell'uso efficiente delle risorse, dell'eco-innovazione e del sostegno alle PMI;

28. ritiene che il QFP debba migliorare le valutazioni della spesa della politica di coesione attraverso condizionalità ex ante, che contribuiranno a impedire spese dannose per l'ambiente e ad aumentare la qualità dei programmi operativi;

Meccanismo per collegare l'Europa

29. in considerazione della lunga durata di vita dei grandi progetti infrastrutturali che dovranno essere sostenuti mediante il Meccanismo per collegare l'Europa e gli strumenti finanziari, tra cui i prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti, reputa necessario garantire che i fondi, gli strumenti e i progetti contribuiscano in maniera tangibile al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, degli obiettivi energetici e climatici "20-20-20", e della tabella di marcia verso un'economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050; ritiene che i progetti infrastrutturali sostenuti dal Meccanismo per collegare l'Europa e dai prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti nel campo dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni debbano fornire un impatto positivo tangibile sull'ambiente, sul clima e sulla sicurezza energetica a basse emissioni di carbonio; considera necessario che la valutazione ex ante, ex post e le comunicazioni sui progetti contribuiscano concretamente agli obiettivi di politica climatica ed energetica dell'UE e al rispetto di tutte le pertinenti politiche ambientali (SEA, EIA);

Programma salute per la crescita

30. ritiene che il QFP debba tenere conto della primaria importanza del settore sanitario (uno dei più grandi nell'UE per numero di posti di lavoro, che assorbe il 10% del PIL e il 10% dell'occupazione dell'UE e vanta una percentuale superiore alla media di lavoratori con un'istruzione di terzo livello) in un'Europa in crisi; pone l'accento sull'importanza del Programma salute per la crescita 2014-2020 e sottolinea che entro il 2020 mancherà nell'UE 1 milione di lavoratori nel settore sanitario e che il Programma dovrà stimolare il mercato del lavoro;

31. sottolinea la necessità di tenere a mente l'interesse a lungo termine di un'economia stabile, in quanto nel breve periodo gli investimenti nell'assistenza sanitaria e nella qualità della salute dei cittadini europei che invecchiano ridurranno, nel più lungo periodo, le spese sanitarie e per l'assistenza;

Meccanismo di protezione civile dell'Unione

32. ritiene che il QFP debba porre l'accento sull'incremento del numero e della gravità delle catastrofi naturali e di quelle provocate dall'uomo nonché sul fatto che i cambiamenti climatici possono provocare disastri di maggiore entità; ritiene necessario dare priorità al meccanismo di protezione civile dell'Unione relativo ad azioni all'interno dell'Unione, assegnando appropriate risorse di bilancio;

33. accoglie positivamente la proposta della Commissione di rinnovare lo strumento finanziario per la protezione civile, in modo da fornire un sostegno finanziario ad attività pertinenti ai diversi aspetti del ciclo di gestione delle catastrofi, ossia una risposta più coerente e meglio integrata in caso di emergenze, una migliore preparazione a far fronte alle catastrofi e azioni innovative per la riduzione del rischio di catastrofi; sottolinea che lo strumento finanziario per la protezione civile dovrà essere usato anche per la creazione della capacità europea di reazione alle emergenze, con la partecipazione di tutti i mezzi di protezione civile degli Stati membri, in modo da determinare un rapporto costi-benefici più favorevole, grazie alla disponibilità coordinata dei mezzi di protezione civile;

34. ritiene che il QFP debba sostenere il rinnovo dello strumento finanziario per la protezione civile affinché possa essere fornito un sostegno finanziario alle attività concernenti i diversi aspetti del ciclo di gestione delle catastrofi; è del parere che l'importo attribuito a questo strumento dovrà essere gestito in maniera flessibile, affinché possa essere aumentato ogni qualvolta sia richiesto dalle circostanze;

35. ritiene che la creazione di una capacità europea di reazione alle emergenze sarà in gran parte basata sulle capacità attualmente esistenti negli Stati membri, con una conseguente eliminazione di costi aggiuntivi; rileva che, a livello dell'UE, la creazione di un Centro europeo di risposta alle emergenze dotato di funzioni di pianificazione e coordinamento rafforzate apporterà vantaggi per l'intera Unione poiché determinerà a livello degli Stati membri risparmi superiori ai costi sostenuti a livello del bilancio dell'UE, benché, ovviamente, i vantaggi di una risposta rapida ed efficace alle catastrofi in termini di vite umane salvate non possano essere misurati in termini puramente finanziari;

36. rammenta che gli obiettivi generali della cooperazione UE nel campo della protezione civile mirano a garantire una migliore protezione delle persone, dell'ambiente, dei beni e del patrimonio culturale nel caso di gravi catastrofi naturali, tecnologiche o di origine umana e che la cooperazione dell'UE nel campo della protezione civile si pone i seguenti obiettivi:

     a)  facilitare una risposta rapida ed efficiente alle catastrofi;

b) garantire una sufficiente preparazione degli operatori della protezione civile rispetto alle emergenze; e

c) elaborare misure per la prevenzione delle catastrofi;

Attuazione e monitoraggio

37. insiste sull'importanza di fornire un limite sufficiente agli impegni della rubrica 5, onde garantire che le istituzioni e le agenzie possono eseguire e svolgere i loro compiti nel modo più efficiente; sottolinea che l'attuazione e il monitoraggio efficaci dei programmi e delle politiche pluriennali, a beneficio dei cittadini dell'Unione e degli Stati membri, richiedono personale altamente qualificato, plurilingue e indipendente, proveniente da una base geografica la più ampia possibile e che rispetti pienamente i valori del progetto europeo;

38. ritiene che il prossimo QFP debba consentire il finanziamento specifico di grandi progetti come il Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES); reputa che il bilancio dell'UE dovrebbe stabilire per tali progetti un contributo a lungo termine, onde assicurarne la continuità della pianificazione e la stabilità organizzativa; considera che qualora per questi grandi progetti sorga la necessità di risorse finanziarie supplementari, queste non devono essere reperite a scapito di progetti di minore portata che stanno dando buoni risultati e che sono finanziati a titolo del bilancio dell'UE;

39. prende atto degli importi indicativi per ciascuna agenzia decentralizzata nel quadro del mandato della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, come proposto dalla Commissione; non è convinto che tali cifre corrispondano alle esigenze delle agenzie per far fronte ai compiti loro affidati, in quanto rappresentano un congelamento dei bilanci delle agenzie; chiede che siano garantiti sufficienti stanziamenti a favore delle agenzie che operano nel campo dell'ambiente, della sanità pubblica e della sicurezza alimentare.

 

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

4

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Sophie Auconie, Pilar Ayuso, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Lajos Bokros, Milan Cabrnoch, Nessa Childers, Esther de Lange, Bas Eickhout, Edite Estrela, Karl-Heinz Florenz, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Matthias Groote, Cristina Gutiérrez-Cortines, Satu Hassi, Jolanta Emilia Hibner, Dan Jørgensen, Karin Kadenbach, Christa Klaß, Eija-Riitta Korhola, Holger Krahmer, Corinne Lepage, Peter Liese, Zofija Mazej Kukovič, Linda McAvan, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Vladko Todorov Panayotov, Antonyia Parvanova, Andres Perello Rodriguez, Mario Pirillo, Frédérique Ries, Anna Rosbach, Oreste Rossi, Dagmar Roth-Behrendt, Kārlis Šadurskis, Carl Schlyter, Horst Schnellhardt, Richard Seeber, Theodoros Skylakakis, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Salvatore Tatarella, Thomas Ulmer, Anja Weisgerber, Åsa Westlund, Glenis Willmott, Marina Yannakoudakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nikos Chrysogelos, José Manuel Fernandes, Christofer Fjellner, Jacqueline Foster, Jutta Haug, Judith A. Merkies, Vittorio Prodi, Michèle Rivasi, Marita Ulvskog, Andrea Zanoni

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marisa Matias

 

 

25.9.2012

PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Edit Herczog

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che, per consentire all'UE di emergere dall'attuale crisi economica e sociale e garantire la sua futura competitività in un mondo globalizzato, sia fondamentale raggiungere gli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva delineati nella strategia UE 2020; considera essenziale riformare il bilancio dell'Unione al fine di rispecchiare meglio le necessità finanziarie legate alle sfide del XXI secolo;

2.  valuta positivamente la proposta della Commissione di introdurre un sistema di risorse proprie più equo, più semplice e più trasparente, che aumenterebbe entro il 2018 fino al 60% la quota di risorse proprie nel bilancio dell'UE; sostiene pienamente la proposta della Commissione di introdurre, a partire dal 2014, una tassa sulle transazioni finanziarie a livello dell'Unione come risorsa propria dell'UE;

3.  ritiene che il bilancio dell'Unione possa essere un fattore di riforma importante se le spese di quest'ultima si concentrano su settori che stimolano la crescita economica, quali l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo;

4.  sottolinea che, al fine di raccogliere le sfide politiche ed economiche attuali e future, occorre dare la priorità a diversi settori quali l'innovazione, le attività di ricerca e sviluppo, gli investimenti strategici nelle reti infrastrutturali transeuropee e la politica estera;

5.  sottolinea che uno degli obiettivi più importanti dell'UE è di rafforzare la sua competitività e facilitare la sua trasformazione in una delle principali economie al mondo basata sulla conoscenza; evidenzia che il prossimo QFP deve sostenere questo processo in tutti i settori di intervento dell'UE;

6.  ribadisce il ruolo fondamentale che il bilancio dell'UE deve svolgere nella realizzazione degli obiettivi concordati della strategia UE 2020; sottolinea che lo scopo deve essere un bilancio intelligente e moderno che attribuisca un ordine di priorità ai principali obiettivi politici dell'Unione, e in particolare ai settori generatori di crescita, piuttosto che un bilancio vasto onnicomprensivo; ritiene che, se ben organizzato, il finanziamento dell'UE può infatti originare e catalizzare azioni dal chiaro valore aggiunto a livello di Unione che gli Stati membri da soli non sarebbero in grado di compiere, creando altresì sinergie e complementarità tra le attività degli Stati membri aiutando questi ultimi a concentrarsi su investimenti chiave orientati verso il futuro; accoglie pertanto con favore la proposta della Commissione di incrementare il finanziamento disponibile nell'ambito dell'attuale QFP 2007-2013 per i programmi dell'UE nei settori della ricerca, dell'innovazione, della competitività, delle PMI e delle infrastrutture; è fermamente convinto del fatto che gli stanziamenti finanziari proposti rappresentino il minimo necessario, ed esorta fortemente alcuni Stati membri a rifuggire la tentazione di apportare tagli, dato che ciò comprometterebbe la credibilità dell'UE e il suo impegno politico in vista della crescita e dell'occupazione; sottolinea al contempo la necessità di garantire una flessibilità di bilancio sufficiente, così che le risorse di bilancio possano essere adeguatamente allineate a circostanze e priorità mutevoli;

7.  chiede un riesame approfondito dell'attuale QFP volto a individuare, da un lato, le spese che sono indispensabili al raggiungimento degli obiettivi programmatici dell'Unione e, dall'altro, quelle che non lo sono, allo scopo di riassegnare il 30% delle risorse economiche trasferendole da settori non più pertinenti a settori ad alta priorità, e rendendole quindi disponibili per altri interventi;

8.  ricorda in particolare che è necessario accrescere, stimolare e assicurare il finanziamento della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione nell'UE incrementando significativamente gli stanziamenti previsti nel QFP 2014-2020 per il programma Orizzonte 2020 e semplificando radicalmente la procedura di finanziamento, nella stretta osservanza del principio di sana gestione finanziaria;

9.  è convinto che i fondi di Orizzonte 2020 dovrebbero essere in linea con le priorità della strategia UE 2020 ed essere utilizzati come catalizzatore per attività a valore aggiunto europeo, per una migliore razionalizzazione dei fondi pubblici dell'Unione e per un incremento del peso dei finanziamenti privati; ritiene che almeno il 15% della dotazione di Orizzonte 2020 dovrebbe essere destinata alle PMI;

10. sottolinea il valore aggiunto fornito dai programmi dell'UE a favore delle PMI, dimostratisi estremamente utili nel sostenere gli sforzi degli Stati membri per garantire l'accesso di dette imprese a opportunità di finanziamento e ai mercati stranieri in tempi di profonda crisi finanziaria; ritiene che tutti gli operatori del settore industriale dell'UE dovrebbero beneficiare in futuro di un accesso migliore, più semplice e più razionale ai finanziamenti; ritiene altresì che l'ambito di applicazione dei pertinenti strumenti finanziari dovrebbe essere ampliato per coprire tutte le fasi del ciclo economico;

11. è fermamente convinto che le risorse assegnate al Programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) devono essere raddoppiate o quantomeno sostanzialmente aumentate;

12. è del parere che lo sviluppo di una nuova generazione di sistemi energetici sostenibili nell'UE richiederà investimenti considerevoli nella ricerca e sviluppo nel settore dell'energia; sottolinea pertanto la necessità di incrementare i finanziamenti destinati alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, e di mantenere progetti di dimostrazione nel settore dell'energia; chiede che il bilancio per il programma "Energia intelligente – Europa", gestito dall'Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione, sia mantenuto e integrato; chiede la piena attuazione del Piano strategico per le tecnologie energetiche (SET) già adottato, e attende dalla Commissione e dal Consiglio chiarimenti in merito ai finanziamenti di tale Piano nell'ambito del QFP 2014-2020; invita la Commissione e il Consiglio a garantire un finanziamento adeguato per lo sviluppo di reti energetiche intelligenti;

13. sottolinea l'importanza di destinare un livello sufficiente di finanziamenti agli Stati membri che, nell'ambito dei loro negoziati per l'adesione all'Unione europea, si sono impegnati a chiudere e successivamente smantellare i propri reattori nucleari, riconoscendo che questa chiusura anticipata ha rappresentato per loro un onere finanziario eccezionale;

14. sottolinea l'importanza strategica di progetti infrastrutturali su ampia scala (quali ITER e GMES) per il futuro della competitività dell'UE e il potenziamento delle sue industrie; ritiene che il loro finanziamento dovrebbe essere garantito nel bilancio dell'UE sulla base di un bilancio pluriennale globale e pienamente autonomo al di fuori del QFP (al di sopra dei massimali QFP), mentre i miglioramenti alla governance dei progetti industriali dovrebbero continuare a sottostare alle norme del trattato UE; sottolinea che eventuali sovraccosti sopraggiunti nella fase di attuazione di uno dei progetti dovrebbero essere coperti in modo da non minacciare il finanziamento e la corretta attuazione di altri progetti su ampia scala o di altre politiche dell'Unione che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della strategia UE 2020;

15. ritiene che, nell'attuale contesto di ristrettezze di bilancio, l'effetto catalizzatore di altre fonti di finanziamento è assolutamente necessario per realizzare gli investimenti a lungo termine che sono necessari per la realizzazione della strategia UE 2020; è fermamente convinto che il valore aggiunto dell'UE aumenti in particolare attraverso il sostegno di programmi ad alto rischio, con costi elevati e di lungo periodo che vanno oltre la portata dei singoli Stati membri; chiede pertanto interventi a livello dell'UE intesi a ridurre i rischi di investimento nelle attività di vasta scala e a sviluppare, fra gli altri progetti, investimenti nelle infrastrutture dell'energia e delle TIC; accoglie con favore, a tale proposito, il lancio della fase pilota 2012-2013 dell'iniziativa sui project bond e la proposta della Commissione concernente il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) quali primi passi in questa direzione; raccomanda che la Commissione controlli ed esamini l'impatto cumulativo dell'introduzione o della modifica di norme legislative sugli investimenti a lungo termine del settore privato, e che garantisca che gli ostacoli agli investimenti siano eliminati urgentemente; sottolinea la necessità che il CEF disponga di un finanziamento adeguato al fine di garantire la sua attuazione, tra l'altro con l'obiettivo di salvaguardare l'approvvigionamento energetico europeo e realizzare il mercato interno dell'UE, con una diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nonché di contribuire allo sviluppo sostenibile;

16. ritiene tuttavia necessaria una riflessione più approfondita al fine di migliorare il sostegno agli investimenti a lungo termine nell'UE; sottolinea l'esigenza di sviluppare e potenziare strumenti finanziari per la ripartizione del rischio basati sul bilancio dell'UE e, attraverso questi ultimi, di semplificare il finanziamento degli investimenti in settori prioritari, che comprendano una gamma più ampia e diversificata di progetti, e che comportino un diverso livello di rischio (approccio "portafoglio di progetti"); è convinto che dovrebbero essere ricercate sinergie e complementarità tra gli schemi dell'UE e quelli nazionali, al fine di massimizzare il potenziale di crescita di tali strumenti; sottolinea il fatto che gli strumenti in questione devono essere sostenuti da criteri chiari e trasparenti di selezione e di eleggibilità dei progetti;

17. insiste sul fatto che il reinvestimento degli utili ("reflow") dovrebbe essere il principio alla base di tutti gli strumenti finanziari innovativi; sottolinea che questo principio di base non solo comporta risparmi per le finanze pubbliche, ma rafforza l'effetto leva e moltiplicatore degli strumenti stessi, contribuendo così a garantire un livello più alto di investimenti nell'economia;

18. sottolinea la necessità di consentire e promuovere l'interoperabilità e le sinergie fra la politica di coesione e programmi specifici (ad esempio, Orizzonte 2020, COSME e CEF); è convinto che occorra promuovere il finanziamento cumulativo o combinato al fine di massimizzare l'utilizzo dei fondi UE disponibili in tutti gli Stati membri (e in questo modo la partecipazione di questi ultimi a tutti i programmi specifici), e al fine di raggiungere uno sviluppo economico più uniforme nel territorio dell'UE nel suo complesso;

19. sottolinea in particolare la necessità di un ulteriore finanziamento del programma "Erasmus per giovani imprenditori" nell'ambito del QFP 2014-2020; osserva che tale programma mira a promuovere le imprese europee, lo scambio di conoscenze e di modelli di buone prassi, nonché a creare reti e partenariati a tal fine;

20. sottolinea che qualsiasi aumento del bilancio operativo deve essere accompagnato da un sufficiente incremento del bilancio amministrativo, onde garantire l'efficace esecuzione dei programmi dell'UE.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Amelia Andersdotter, Josefa Andrés Barea, Jean-Pierre Audy, Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Vicky Ford, Robert Goebbels, Jacky Hénin, Edit Herczog, Kent Johansson, Romana Jordan, Philippe Lamberts, Judith A. Merkies, Angelika Niebler, Jaroslav Paška, Vittorio Prodi, Jens Rohde, Paul Rübig, Amalia Sartori, Salvador Sedó i Alabart, Francisco Sosa Wagner, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Caspary, António Fernando Correia de Campos, Ioan Enciu, Vicente Miguel Garcés Ramón, Elisabetta Gardini, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Cristina Gutiérrez-Cortines, Roger Helmer, Jolanta Emilia Hibner, Gunnar Hökmark, Eija-Riitta Korhola, Werner Langen, Pavel Poc, Vladimír Remek

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jorgo Chatzimarkakis, Keith Taylor

 

 

11.7.2012

PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Cristian Silviu Buşoi

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  valuta positivamente il quadro finanziario pluriennale (QFP) proposto per il periodo 2014-2020 e la connessione con gli obiettivi della strategia Europa 2020; sottolinea, tuttavia, che esso è ancora lontano da quanto richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione dell'8 giugno 2011[23]; rileva che persino un aumento del livello delle risorse per il prossimo QFP dell'ordine del 5% rispetto ai livelli del 2013 permetterebbe di contribuire soltanto in maniera limitata al conseguimento degli obiettivi e degli impegni decisi dall'Unione e all'attuazione del principio di solidarietà;

2.  evidenzia che il QFP deve fornire i mezzi finanziari necessari per realizzare le iniziative dell'Atto per il mercato unico onde utilizzare meglio le potenzialità del mercato interno per garantire la futura competitività e una crescita economica inclusiva e sostenibile dell'UE;

3.  sottolinea che le PMI sono la spina dorsale dell'economia europea e che il QFP dovrebbe sostenere con forza la strategia dell'UE volta a migliorare l'accesso al credito delle PMI, rafforzando la loro competitività e promuovendo l'imprenditorialità; appoggia fermamente la proposta di programma per la competitività delle imprese e le PMI, ma ritiene che la dotazione finanziaria specifica debba essere ulteriormente incrementata allo 0,5% del QFP;

4.  sottolinea l'importanza della politica dei consumatori per garantire un livello elevato di tutela dei consumatori nell'UE e in generale per dare loro maggiori poteri; ritiene che le risorse destinate al programma per la tutela dei consumatori 2014-2020 siano insufficienti per conseguire tali obiettivi e chiede di aumentare del 5% la sua dotazione finanziaria;

5.  ribadisce la necessità di garantire finanziamenti adeguati per il completamento del mercato interno, che si rivolge a circa 500 milioni di cittadini e rappresenta una soluzione credibile per superare la crisi economica e finanziaria che l'UE sta attraversando;

6.  accoglie con estremo favore il proposto meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility) destinato a finanziare importanti progetti infrastrutturali a sostegno della creazione del mercato unico dell'energia e del mercato unico digitale, rafforzando nel contempo la libera circolazione di merci, servizi e persone e garantendo una maggiore protezione per i consumatori, che saranno così in grado di accedere a un mercato più trasparente e più competitivo in termini di approvvigionamento e prezzi; sottolinea che in tale ambito il fabbisogno finanziario è ingente e che è impossibile farvi fronte con le risorse proposte; sostiene pertanto che è necessario porre maggiormente l'accento su meccanismi di finanziamento innovativi, come ad esempio i prestiti obbligazionari UE per il finanziamento di progetti.

7.  rammenta che la ricerca e l'innovazione sono indispensabili per un mercato unico forte e competitivo; chiede al Consiglio di considerare tale settore di intervento come prioritario nel prossimo quadro finanziario pluriennale e di aumentare fino 100 miliardi di euro la dotazione finanziaria per il programma Orizzonte 2020;

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

10.7.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Cristian Silviu Buşoi, Sergio Gaetano Cofferati, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, António Fernando Correia de Campos, Cornelis de Jong, Vicente Miguel Garcés Ramón, Evelyne Gebhardt, Louis Grech, Philippe Juvin, Sandra Kalniete, Edvard Kožušník, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Phil Prendergast, Mitro Repo, Robert Rochefort, Heide Rühle, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Catherine Stihler, Emilie Turunen, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Jürgen Creutzmann, María Irigoyen Pérez, Emma McClarkin, Sabine Verheyen, Anja Weisgerber

 

 

20.9.2012

PARERE della commissione per i trasporti e il turismo

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Brian Simpson

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che gli 8 miliardi di EUR destinati alla realizzazione della rete di trasporto transeuropea (TEN-T) per periodo di programmazione 2007-2013 si sono dimostrati largamente insufficienti e che sono necessarie risorse supplementari per completare la rete e promuovere la crescita, la creazione di posti di lavoro e la competitività nell'UE;

1.  sottolinea il ruolo determinante del settore dei trasporti dell'UE quale colonna portante del mercato interno e base per la libera circolazione delle persone e delle merci, nonché per la coesione economica, sociale e territoriale; rileva che il settore dei trasporti produce il 6,3% del PIL dell'UE e occupa circa 13 milioni di persone;

2.  ricorda le enormi sfide finanziarie e tecnologiche cui è confrontato il settore dei trasporti in fatto di miglioramento delle prestazioni, della competitività e delle reti dal punto di vista ambientale;

3.  sottolinea che sono necessari investimenti ingenti per conseguire l'obiettivo chiave dell'UE, ovvero ridurre entro il 2050 le emissioni di CO2 nel settore dei trasporti del 60% rispetto ai livelli del 1990, sostenere modi di trasporto più sostenibili, favorire il trasporto multimodale e promuovere una mobilità urbana sostenibile, sulla base della sicurezza dei trasporti e dei principi di sicurezza e accessibilità;

4.  sottolinea le ineguaglianze che caratterizzano lo sviluppo dell'infrastruttura dei trasporti nei vari Stati membri e l'importanza di sviluppare l'infrastruttura dei trasporti nei nuovi Stati membri, e chiede alla Commissione e agli Stati membri di impegnarsi a creare uno spazio europeo dei trasporti unico e sviluppato in maniera uniforme;

5.  sottolinea che la dotazione complessiva per gli investimenti nei trasporti di cui al prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) sarà di fondamentale importanza per la realizzazione della TEN-T, così come per la ricerca nel settore dei trasporti, onde garantire che l'Unione conservi il ruolo di leader industriale nel campo della tecnologia sostenibile e innovativa dei trasporti; chiede pertanto agli Stati membri di appoggiare la proposta della Commissione;

6.  sottolinea l'importanza vitale dei trasporti e della mobilità per il mercato interno europeo e insiste pertanto sul fatto che l'Unione debba aumentare in misura significativa, anziché ridurli, gli investimenti mirati nell'infrastruttura TEN-T e nella ricerca nel campo dei trasporti, in quanto possono contribuire significativamente e direttamente al superamento delle difficoltà economiche, stimolando la competitività, la crescita economica e l'occupazione nell'UE;

7.  accoglie con favore la proposta della Commissione sul meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility - CEF) che suggerisce di incrementare gli importi finanziari a gestione centralizzata destinati alla TEN-T, e ritiene che tali importi siano dati realistici ed equivalenti al minimo necessario; ritiene che l'importo ideale per ottenere un effetto leva nel settore dei trasporti debba costituire almeno il 10% del fabbisogno stimato (500 miliardi di EUR per la TEN-T fino al 2020); reputa altresì che, qualora il Consiglio decidesse di ridurre considerevolmente la dotazione finanziaria, sia necessario svolgere anche un significativo riesame dell'elenco dei progetti nel settore dei trasporti individuati in via preliminare di cui all'allegato al CEF;

8.  insiste sul fatto che non fanno parte del QFP questioni quali la distribuzione della dotazione finanziaria del CEF tra i vari settori, il volume utilizzato per gli strumenti finanziari o le modalità di trasferimento dal Fondo di coesione per l'infrastruttura dei trasporti al CEF, in quanto rientrano nella procedura legislativa ordinaria relativa al CEF;

9.  prende atto dell'intenzione della Commissione di incrementare l'uso di strumenti finanziari innovativi, quali i prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti, nel settore dei trasporti; ritiene che essi conferiscano un effetto leva al bilancio dell'UE, attirando in questo modo altri investitori nei progetti di interesse comune che sono validi sotto il profilo commerciale, ma che non ricevono finanziamenti sufficienti dal mercato; sottolinea che tale aspetto potrebbe accelerare il finanziamento dell'infrastruttura dei trasporti a valore aggiunto europeo

10. invita la Commissione a garantire il coordinamento tra il CEF e le altre fonti di finanziamento disponibili per la TEN-T, in particolare il Fondo di coesione e il programma Orizzonte 2020;

11. sottolinea che i 10 miliardi di EUR supplementari del Fondo di coesione devono essere gestiti centralmente nel quadro del CEF, al fine di apportare un evidente valore aggiunto dell'UE per quanto concerne i progetti infrastrutturali nel settore dei trasporti in materia di TEN-T, specialmente nei paesi che beneficiano del Fondo di coesione; attira l'attenzione su una recente relazione della Corte dei conti europea[24], secondo cui il finanziamento proveniente dal Fondo di coesione e dai Fondi strutturali non è sempre utilizzato in maniera ugualmente efficace; ritiene che sia necessario prestare particolare attenzione alle difficoltà che potrebbero incontrare alcuni Stati membri in merito all'ingegneria della progettazione e all'equilibrio geografico nella distribuzione dei progetti; sottolinea che la decisione della Commissione deve essere basata sul principio di investire il denaro all'interno del territorio di un paese beneficiario nel quadro del progetto TEN-T approvato, come specificato nell'allegato 1 del CEF, e che in nessun caso la gestione centrale dei 10 miliardi di EUR supplementari del Fondo di coesione impedisce o limita la partecipazione dei paesi beneficiari del Fondo di coesione alla realizzazione e al finanziamento dei progetti nel settore dei trasporti attraverso il CEF, in aggiunta ai 10 miliardi di EUR provenienti dal Fondo di coesione;

12. insiste affinché il QFP 2014-2020 apporti una maggiore flessibilità di bilancio all'interno delle rubriche e a livello trasversale; sottolinea pertanto che il CEF e la politica di coesione devono rimanere sotto una rubrica comune ed è contrario al concetto di sottorubriche;

13. rileva la necessità di incentivi più efficaci per la realizzazione di progetti, come ad esempio il ricorso al principio "use it or lose it", che garantisce una migliore attuazione dei progetti;

14. sottolinea che è necessario mantenere un legame realistico tra il numero di progetti individuati in via preliminare nell'allegato della proposta di regolamento che istituisce il CEF e gli importi finanziari destinati al CEF nel prossimo QFP;

15. sottolinea che conformemente al raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile dell'UE, occorre garantire fondi sufficienti alle priorità orizzontali del CEF, ovvero per il Sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) e il progetto sulla gestione del traffico aereo (ATM) del cielo unico europeo (SESAR), per i quali l'investimento costante è fondamentale per promuovere l'interoperabilità, rendendo la rete dei trasporti dell'UE più efficiente, competitiva e sicura.

16. sottolinea l'importanza di finanziare nel loro insieme importanti programmi di sviluppo tecnologico – l'iniziativa per il Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES), il Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (EGNOS), il Sistema di navigazione satellitare globale Galileo (GNSS), e rileva che è necessario continuare a finanziare il programma GMES nell'ambito del QFP, in considerazione del suo contributo allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza nel settore dei trasporti;

17. ricorda la notevole importanza strategica del progetto Galileo per l'UE, da cui traggono maggiormente beneficio la tecnologia GNSS e la realizzazione pratica delle applicazioni ITS; insiste sul fatto che è necessario assicurare finanziamenti adeguati al progetto Galileo, ma non a discapito della dotazione del progetto TEN-T;

18. riconosce il fatto che il Fondo di coesione e il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) sono fonti importanti per il finanziamento dei trasporti UE; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di assicurare una maggiore integrazione degli obiettivi UE 2020 nei Fondi strutturali dell'UE, affinché siano orientati verso una mobilità intelligente e sostenibile;

19. rileva il successo del programma Marco Polo che, in linea con la transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, mira a trasferire le merci dal trasporto stradale ad altri modi di trasporto, e del programma NAIADES, il programma d'azione europeo integrato per il trasporto sulle vie navigabili interne, e ritiene che tali progetti debbano disporre di finanziamenti adeguati nel prossimo esercizio finanziario;

20. rammenta che il turismo è una nuova competenza dell'Unione ai sensi del trattato di Lisbona e sottolinea, pertanto, che anche il turismo deve essere collocato nel prossimo QFP; sottolinea l'importante contributo del turismo all'economia dell'Unione e il fatto che in alcune regioni esso costituisce la principale attività economica; reputa che la strategia europea per il turismo debba essere sostenuta con finanziamenti adeguati nel prossimo esercizio;

21. accoglie con favore, a questo proposito, la proposta della Commissione Europea che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME 2014- 2020); sottolinea, in particolare, che le dotazioni di 131 milioni di EUR previste nello specifico per la competitività delle imprese nel settore del turismo debbano essere fortemente sostenute;

22. rammenta che nel prossimo QFP è necessario tenere conto della politica marittima integrata, mediante uno strumento adeguato e a lungo termine per il suo sostegno finanziario;

23. sottolinea l'attività fondamentale delle agenzie del settore trasporti nel sostenere gli obiettivi dell'UE in termini di sicurezza e interoperabilità, e la necessità di coniugare le loro responsabilità con adeguate risorse di bilancio.

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

1

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdi Cristiano Allam, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Erik Bánki, Izaskun Bilbao Barandica, Philip Bradbourn, Antonio Cancian, Michael Cramer, Joseph Cuschieri, Philippe De Backer, Luis de Grandes Pascual, Christine De Veyrac, Saïd El Khadraoui, Ismail Ertug, Carlo Fidanza, Knut Fleckenstein, Jacqueline Foster, Mathieu Grosch, Jim Higgins, Dieter-Lebrecht Koch, Georgios Koumoutsakos, Werner Kuhn, Jörg Leichtfried, Marian-Jean Marinescu, Gesine Meissner, Mike Nattrass, Hubert Pirker, Dominique Riquet, Vilja Savisaar-Toomast, Olga Sehnalová, Brian Simpson, Keith Taylor, Silvia-Adriana Ţicău, Giommaria Uggias, Dominique Vlasto, Artur Zasada, Roberts Zīle

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Spyros Danellis, Zita Gurmai, Anna Rosbach, Sabine Wils, Janusz Władysław Zemke

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Isabella Lövin

 

 

27.9.2012

PARERE della commissione per lo sviluppo regionale

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Andrey Kovatchev

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti suggerimenti:

–   visto l'articolo 312, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), il quale stabilisce che il Consiglio adotta all'unanimità un regolamento che fissa il quadro finanziario pluriennale (QFP) previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono,

–   visto l'articolo 312, paragrafo 3, del TFUE il quale stabilisce chiaramente che il quadro finanziario pluriennale fissa gli importi dei massimali annui degli stanziamenti d'impegno per categoria di spesa e del massimale annuo degli stanziamenti di pagamento, il che implica che, nei negoziati sul QFP, il Parlamento e il Consiglio non si discostino dai rispettivi ruoli previsti dal trattato e consentano l'elaborazione della politica di coesione mediante la procedura legislativa ordinaria, conformemente all'articolo 177 del TFUE,

A. considerando che, nella sua risoluzione del 13 giugno 2012 sul quadro finanziario pluriennale e le risorse proprie, ha sottolineato che il bilancio dell'UE, e nello specifico la spesa relativa alla politica di coesione, rappresenta un potente strumento per incrementare gli investimenti strategici aventi un comprovato valore aggiunto europeo e per rilanciare la crescita e la competitività dell'economia europea, creando occupazione e ricchezza per i cittadini UE e migliorando così la loro qualità di vita;

B.  considerando che il QFP per il periodo 2014-2020 deve essere considerato come il principale strumento UE per raggiungere gli obiettivi UE 2020 su tutto il territorio UE e conseguire la coesione economica, sociale e territoriale; che esso dovrebbe anche mirare e tradurre gli obiettivi UE concordati dai Capi di Stato e di governo in azioni reali e concrete, per cui è necessario che i negoziati attuali rifuggano da una mentalità basata sulla crisi e perseguano un bilancio solido e razionale che garantisca crescita, occupazione e, in definitiva, condizioni di vita e sicurezza elevate per i cittadini dell'UE;

C. considerando che, in quanto meccanismo che contribuisce all'adeguato coinvolgimento di tutte le regioni UE nell'ambito del mercato unico e principale risposta dell'UE alle persistenti disparità economiche, sociali e territoriali tra le sue regioni, la politica di coesione dell'UE deve rimanere uno dei principali pilastri della solidarietà europea;

D. considerando tuttavia che la politica di coesione necessita di riforme per essere maggiormente orientata ai risultati, tematicamente concentrata e più favorevole ai beneficiari e diventare quindi una politica più efficiente in termini di investimenti;

E.  considerando che la politica di coesione dovrebbe garantire un accesso equo alle risorse e soddisfare le reali esigenze di sviluppo di tutte le regioni UE che necessitano anche di flessibilità per rispondere alle proprie specifiche esigenze nella definizione di obiettivi e priorità d'investimento, nonostante la necessità di investire, ad esempio, nella ricerca e nello sviluppo nonché nell'innovazione, quali strumenti fondamentali per contribuire alla realizzazione della strategia UE2020, la quale deve essere adeguatamente collegata alla politica di coesione mediante "una scala verso l'eccellenza";

F.  considerando evidente che la politica di coesione può essere utile ed efficace solo se si basa su un quadro finanziario stabile, solido e sostenibile; che, a questo proposito, nella sua risoluzione dell'8 giugno 2011 dal titolo "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva", ha confermato il proprio impegno a favore di una politica di coesione dell'UE rafforzata, insistendo sull'adeguato livello delle risorse da assegnare pari ad almeno lo stesso livello di quello concesso per l'attuale periodo di programmazione 2007-2013;

G. considerando che la politica di coesione dell'Unione europea è una politica di sviluppo e uno strumento strategico per gli investimenti, la crescita e la competitività, con un indiscusso valore aggiunto UE, che contribuisce alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in tutta l'Unione e aiuta a superare l'attuale crisi economica e finanziaria contribuendo in modo decisivo, tra l'altro, ai vari programmi nazionali di recupero e cercando di promuovere l'innovazione, eliminando ad un tempo le disparità tra le regioni europee;

H. considerando che non esiste alcun nesso diretto tra i risultati della politica regionale e i risultati della politica macroeconomica di uno Stato membro e che le regioni non dovrebbero essere penalizzate perché a livello nazionale non sono rispettate le procedure in materia di governance economica; che l'imposizione di sanzioni aggiuntive potrebbe quindi acuire i problemi dei paesi che sono già esposti a problemi macroeconomici e che quindi le condizionalità macroeconomiche in termini di politica di finanziamento della politica di coesione non sono accettabili;

I.   deplorando la proposta della Commissione di ridurre del 47% la dotazione addizionale specifica per le regioni ultraperiferiche e meno popolate e ritenendo che occorra assegnare l'importo di risorse finanziarie concesso nel periodo di programmazione precedente;

J.   considerando che sia i beneficiari che i contribuenti netti beneficiano della politica di coesione dell'UE;

K. ricordando che, poiché la politica di coesione fornisce sostegno alle misure di allineamento delle condizioni economiche e sociali in tutte le regioni dell'UE, i nuovi fondi tematici, se istituiti, non dovrebbero pregiudicare le dotazioni finanziarie nazionali, in quanto ciò influenzerebbe negativamente i risultati e le prestazioni della politica di coesione nei singoli Stati membri;

1.  sottolinea la posizione del Parlamento europeo secondo la quale i finanziamenti della politica di coesione vanno mantenuti almeno al livello del periodo 2007-2013, vale a dire 354,815 miliardi di euro in prezzi del 2011 (escluso il meccanismo per collegare l'Europa), che è il livello minimo assoluto di sano finanziamento e, quindi, costituisce un limite invalicabile nella sua futura posizione negoziale;

2.  ricorda che tutte le questioni relative all'ideazione della politica di coesione vanno affrontate nel quadro delle attuali procedure legislative ordinarie sul pacchetto legislativo per il periodo 2014-2020, e che il regolamento QFP dovrebbe trattare esclusivamente degli importi e delle categorie di spesa;

3.  ricorda che l'articolo 312, paragrafo 5, del TFUE dispone che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione adottino ogni misura necessaria a facilitare l'adozione del quadro finanziario nel corso dell'intera procedura applicabile e che, a tal fine, il Consiglio deve garantire che il Parlamento sia informato in anticipo sullo strumento giuridico che intende sottoporre all'approvazione del Parlamento.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

38

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Charalampos Angourakis, Victor Boştinaru, John Bufton, Alain Cadec, Ryszard Czarnecki, Francesco De Angelis, Rosa Estaràs Ferragut, Brice Hortefeux, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Mojca Kleva, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Ana Miranda, Jens Nilsson, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Younous Omarjee, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Ewald Stadler, Georgios Stavrakakis, Csanád Szegedi, Nuno Teixeira, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ivars Godmanis, Karin Kadenbach, Andrey Kovatchev, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Derek Vaughan

 

 

18.9.2012

PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Paolo De Castro

 

 

BREVE MOTIVAZIONE

Le discussioni attualmente in corso sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) rivestono un'importanza fondamentale per la PAC e per le decisioni che dovranno essere adottate sulle proposte legislative di riforma.

 

Nelle discussioni in sede di Consiglio europeo e di Consiglio Affari generali sul "Quadro dei negoziati" non si individuano ancora né posizioni concrete né importi concernenti il prossimo QFP. Tuttavia, il presente parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale le offre l'opportunità di illustrare alla commissione per i bilanci la sua posizione, in particolare per quanto concerne gli importi attualmente previsti per il prossimo QFP.

 

Il presente parere si fonda sulla posizione espressa dal Parlamento nelle sue risoluzioni dell'8 giugno 2011 (relazione della commissione speciale sulle sfide politiche e le risorse di bilancio per un'Unione europea sostenibile dopo il 2013 – SURE) e del 23 giugno 2011 (relazione Dess). In entrambe queste occasioni il Parlamento ha chiaramente chiesto che il bilancio della PAC sia mantenuto a un livello perlomeno pari a quello dell'esercizio pluriennale in corso.

 

Analisi delle proposte della Commissione

 

Allorché la Commissione ha presentato, il 29 giugno 2011, le sue proposte per il QFP 2014-2020, è stato reiteratamente affermato che la proposta relativa al bilancio della PAC corrispondeva a un congelamento in termini reali. Tuttavia, può rivelarsi utile un'analisi più approfondita delle cifre.

 

 

Quadro finanziario 2014-2020

(proposta della Commissione)

(in milioni di EUR - prezzi 2011)

Stanziamenti di impegno

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Totale

2014-2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Crescita sostenibile: Risorse naturali

57 386

56 527

55 702

54 861

53 837

52 829

51 784

382 927

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

42 244

41 623

41 029

40 420

39 618

38 831

38 060

281 825

Fonte: COM(2011)0398

 

Le cifre presentate dalla Commissione sono indicate a prezzi costanti 2011. Analogamente, l'attuale QFP 2007-2013 era espresso, al momento della sua adozione nel 2006, a prezzi 2004.

Utilizzando un deflatore del 2% l'anno, si possono trasformare tali cifre in "prezzi attuali" (che è il modo in cui sono abitualmente presentate; si consulti, a tale riguardo, il link: http://ec.europa.eu/budget/figures/fin_fwk0713/fwk0713_en.cfm).

 

Utilizzando il medesimo deflatore del 2% l'anno, anche le cifre aggiornate del QFP 2007-2013 indicate nella tabella in appresso possono essere espresse a prezzi costanti 2011.

 

 

Quadro finanziario 2007-2013

(modificato in conformità delle diverse revisioni)

(in milioni di EUR - prezzi 2011)

Stanziamenti di impegno

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Totale

2007-2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Conservazione e gestione delle risorse naturali

59 689

62 816

58 609

61 154

59 888

59 618

58 909

420 682

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

49 531

49 046

48 565

48 089

47 616

47 150

46 688

336 685

Fonte: Compendio di note sintetiche. Dipartimento tematico D, DG IPOL.

 

Sulla base di un confronto dell'importo totale della rubrica 2 di bilancio tra la seconda e la prima tabella, si nota che tale importo è globalmente diminuito di:

420 682 MIO EUR – 382 927 MIO EUR = 37 755 MIO EUR (9%).

 

NB: L'accordo originale del 2006 prevedeva, senza tener conto delle successive revisioni (meccanismo di aiuto finanziario alle importazioni alimentari, Galileo, ITER ecc.), un importo pari a 371 344 MIO EUR a prezzi 2004 (vale a dire 426 558 MIO EUR a prezzi 2011) per la rubrica 2 di bilancio; basandosi su tale dato, la proposta della Commissione relativa al prossimo QFP 2014-2020 rappresenterebbe pertanto un taglio al bilancio di circa il 10,3%.

 

Conclusioni suggerite dal relatore

 

Conformemente alla posizione espressa dal Parlamento nelle sue precedenti risoluzioni, il bilancio per la PAC dovrebbe essere mantenuto a un livello perlomeno uguale a quello del periodo 2007-2013. Ne consegue che è opportuno respingere i tagli proposti dalla Commissione e che il Parlamento dovrebbe chiedere un importo corrispondente ai massimali per l'attuale periodo di programmazione.

 

Alla luce delle restrizioni di bilancio che interessano sia gli Stati membri sia il bilancio dell'Unione, è essenziale accordare agli Stati membri la flessibilità necessaria per trasferire fondi da uno all'altro dei due pilastri della PAC (pagamenti diretti e sviluppo rurale), cosicché possano affrontare nella maniera più appropriata i problemi che affliggono le rispettive zone rurali.

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea l'importanza della politica agricola comune per quanto concerne la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare dei cittadini europei conformemente ai trattati; osserva che la domanda alimentare cresce più velocemente dell'offerta e che gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire con particolare intensità nel settore dell'agricoltura; sottolinea che l'Europa, in qualità di principale importatore di prodotti agricoli, deve mantenere e accrescere il proprio potenziale agricolo e l'efficienza della sua industria agroalimentare per rispondere alla domanda alimentare attuale e futura dell'UE;

2.  ritiene che sia necessario giungere a un accordo sul QFP 2014-2020 prima della fine del 2012, altrimenti l'UE rischia di compromettere la propria credibilità e la propria stabilità;

3.  ribadisce che, conformemente al TFUE, gli organi legislativi sono il Parlamento e il Consiglio e che pertanto non spetta al Consiglio europeo svolgere il ruolo di legislatore; insiste sul fatto che il contenuto politico della futura PAC debba essere elaborato conformemente alla procedura legislativa ordinaria;

4.  ricorda la propria posizione – espressa nella risoluzione dell'8 giugno 2011 intitolata "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"[25], e nella risoluzione del 23 giugno 2011 intitolata "La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio"[26] – secondo le quali il bilancio destinato alla PAC nel prossimo QFP deve essere mantenuto a un livello almeno uguale, in termini reali, a quello dell'attuale esercizio pluriennale;

5.  prende atto con preoccupazione del fatto che la proposta della Commissione per il prossimo QFP, fissando un massimale globale di 382 927 MIO EUR[27] per la rubrica di bilancio 2 e un submassimale di 281 825 MIO EUR per i pagamenti diretti e le spese connesse al mercato, comporta, in termini reali, un taglio di 37 755 MIO EUR per tale rubrica;

6.  ritiene che tali tagli non possano essere compensati né dalle spese previste in altre rubriche (aiuti alimentari alle persone più sfavorite, ricerca agricola, riserva di sicurezza alimentare ecc.) né dagli strumenti di flessibilità destinati alle spese impreviste (riserva in caso di crisi agricola ecc.), dato che queste voci riguardano riserve di bilancio che non contengono stanziamenti d'impegno;

7.  ritiene che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) non debba essere considerato ai fini del bilancio della PAC, in quanto la sua inclusione sarebbe fuorviante: innanzitutto, non è chiaro se e come gli agricoltori nei vari Stati membri potranno anche solo avere accesso ai fondi e, in secondo luogo, l'inclusione del FEG presuppone che molte migliaia di agricoltori continueranno a fallire a causa degli accordi commerciali internazionali; reputa inoltre che, in considerazione del suo ruolo ai fini della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e in particolare del diritto umano al cibo, l'agricoltura non dovrebbe essere utilizzata come moneta di scambio negli accordi commerciali internazionali;

8.  sottolinea il ruolo cruciale del secondo pilastro della PAC, il quale apporta un contributo significativo agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro nelle zone rurali nonché al miglioramento dell'efficienza e della competitività del settore agricolo; è inoltre favorevole a un rafforzamento del secondo pilastro della PAC – in linea con le riforme finora realizzate – con l'obiettivo di migliorare notevolmente l'efficienza e l'efficacia di tale politica, in particolare alla luce delle nuove sfide enunciate, tra l'altro, nella strategia Europa 2020;

9   invita pertanto il Consiglio ad aumentare, come richiesto nelle sue risoluzioni precedenti, rispettivamente a 420 682 MIO EUR e a 336 685 MIO EUR gli importi previsti alla rubrica 2 e alla sottorubrica per i pagamenti diretti e le spese connesse al mercato, il che equivale a un congelamento in termini reali;

10. rileva che la politica agricola è la sola politica dell'Unione che abbia subito tagli significativi nella proposta della Commissione per il prossimo QFP; insiste pertanto sul fatto che, qualora si prevedano riduzioni generali del bilancio dell'UE, in nessun caso esse dovranno tradursi in un'ulteriore riduzione del bilancio della PAC;

11. sottolinea che la transizione verso un modello regionale e verso un ulteriore inverdimento della PAC nel prossimo esercizio pluriennale avrà un notevole impatto sugli agricoltori, e che di conseguenza altri tagli al bilancio complessivo della PAC aumenterebbero la precarietà delle condizioni dei singoli agricoltori;

12. rileva l'importanza di accordare agli Stati membri la flessibilità necessaria per trasferire fondi da uno all'altro dei due pilastri della PAC – purché, all'atto del trasferimento di fondi dal primo al secondo pilastro, tengano conto dei requisiti vigenti in materia di cofinanziamento – cosicché possano affrontare i problemi che affliggono le zone rurali in maniera adeguata alle proprie condizioni specifiche e alle rispettive strategie, fatte salve le procedure legislative in corso sulla riforma della PAC, in particolare le disposizioni in materia di trasferimenti tra fondi contenute nel futuro regolamento sui pagamenti diretti;

13. appoggia la prosecuzione del programma europeo di aiuto alimentare agli indigenti dopo il 2013.

 

 

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

4

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Eric Andrieu, Pilar Ayuso, José Bové, Luis Manuel Capoulas Santos, Vasilica Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Hynek Fajmon, Mariya Gabriel, Iratxe García Pérez, Julie Girling, Béla Glattfelder, Martin Häusling, Esther Herranz García, Elisabeth Jeggle, Elisabeth Köstinger, Agnès Le Brun, George Lyon, Gabriel Mato Adrover, Mairead McGuinness, James Nicholson, Rareş-Lucian Niculescu, Wojciech Michał Olejniczak, Georgios Papastamkos, Marit Paulsen, Britta Reimers, Ulrike Rodust, Alfreds Rubiks, Giancarlo Scottà, Czesław Adam Siekierski, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Alyn Smith, Csaba Sándor Tabajdi, Janusz Wojciechowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria do Céu Patrão Neves

 

 

20.9.2012

PARERE della commissione per la pesca

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: João Ferreira

 

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a inserire nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 

Valutazione generale

A. sottolinea l'esiguità del quadro finanziario pluriennale (QFP) proposto per il periodo 2014-2020, che rappresenta addirittura una diminuzione rispetto all'attuale QFP 2007-2013; ritiene che la crisi non possa fornire un pretesto per ridurre il bilancio dell'UE, ma che, al contrario, essa renda tanto più necessario disporre di un bilancio solido, considerevolmente rafforzato, che consenta di conseguire gli obiettivi politici dell'UE, ossia il sostegno alla crescita e all'occupazione e l'applicazione del principio di coesione economica e sociale nel quadro della strategia UE 2020; raccomanda pertanto che il Consiglio modifichi in tal senso la proposta concernente il QFP 2014-2020 presentata dalla Commissione;

Questioni generali connesse con il settore della pesca

B.  ricorda che le risorse della pesca costituiscono un bene pubblico essenziale per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare mondiale; richiama l'attenzione sul fatto che il settore della pesca e dell'acquacoltura e le attività connesse spesso costituiscono la principale fonte di sussistenza e di occupazione sostenibile nelle regioni costiere, insulari e periferiche; rileva che la politica comune della pesca (PCP) riformata dovrà perseguire obiettivi sociali, economici e ambientali, che passano per una conservazione e una gestione adeguate delle risorse della pesca nonché per la lotta al declino economico e sociale che colpisce numerose comunità costiere, stimolando l'occupazione, migliorando le condizioni di vita delle popolazioni locali e prestando particolare attenzione al settore della pesca su piccola scala, il che richiederà risorse finanziarie adeguate dopo il 2013; riconosce la necessità di un maggiore coordinamento con la politica di coesione;

C. constata che la proposta concernente il quadro finanziario pluriennale 2014-2020 contenuta nella comunicazione della Commissione intitolata "Un bilancio per la strategia Europa 2020" prevede una dotazione indicativa complessiva di 6 685 milioni di euro per la pesca e gli affari marittimi a prezzi costanti 2011 (FEAMP, comprese le misure di mercato + APP + ORGP), il che rappresenta una media annuale di 955 milioni di euro per il periodo di validità del QFP 2014-2020 – importo inferiore a quello previsto per il 2013, ossia l'ultimo anno dell'attuale QFP (984 milioni di euro); rileva, con preoccupazione, che gli importi previsti per ciascuno degli anni di validità del QFP 2014-2020 sono sempre inferiori all'importo previsto per il 2013 nell'ambito dell'attuale QFP; ricorda che nella sua risoluzione dell'8 giugno 2011[28] intitolata "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva", il Parlamento ha auspicato un incremento di almeno il 5% del livello delle risorse destinate al prossimo QFP rispetto al livello del 2013;

D. osserva che alcuni degli obiettivi strategici proposti dalla Commissione richiedono maggiori risorse finanziarie, senza le quali la loro effettiva realizzazione sarà compromessa; ricorda che gli obiettivi della Commissione consistono, in particolare, nell'eliminare il divario esistente in materia di innovazione tra la pesca e gli altri settori dell'economia, nel promuovere la transizione verso una pesca caratterizzata da un impatto limitato eliminando i rigetti in mare e riducendo l'impatto sugli ecosistemi marini, nel garantire la vitalità delle comunità dipendenti dalla pesca costiera e nel favorire la diversificazione;

E.  segnala che, così come il settore agricolo, anche il settore della pesca presenta un elevato grado di vulnerabilità alle crisi; caldeggia pertanto, analogamente a quanto previsto per il settore agricolo, la creazione di meccanismi specifici di sostegno cui ricorrere in situazioni di emergenza – che si tratti, segnatamente, di catastrofi naturali, di fermi forzati dell'attività dovuti a piani di ricostituzione degli stock, o di restrizioni improvvise dell'accesso a fattori di produzione essenziali;

F.  ribadisce che la natura irregolare dell'attività di pesca, determinata da diversi fattori, tra cui innegabili condizionamenti naturali, comporta la necessità di mantenere un finanziamento pubblico, nazionale e comunitario adeguato a favore del settore;

Questioni concernenti i Fondi strutturali, in particolare il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

G. ritiene che il futuro quadro strategico comune da applicare ai fondi di gestione condivisa – in particolare al futuro Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) – dovrà tenere conto della diversità degli obiettivi di tali strumenti di finanziamento; ricorda che il FEAMP è un fondo di sostegno settoriale la cui attribuzione non dovrebbe in nessun caso dipendere dallo statuto economico della zona geografica in cui opera il suo destinatario;

H. rifiuta la possibilità di introdurre e/o rafforzare le regole di condizionalità macroeconomica per l'utilizzo dei fondi dell'UE; ritiene che i paesi afflitti dalle maggiori difficoltà finanziarie e le cui economie sono più fragili potranno vedersi doppiamente penalizzati, dato che il loro accesso ai fondi indispensabili per il loro recupero e sviluppo è limitato, il che metterebbe in discussione il principio di coesione;

I.   rileva l'importanza del FEAMP durante il periodo 2014-2020, dato che questo fondo sarà il principale strumento di finanziamento della futura PCP; sottolinea che i nuovi obiettivi e le nuove politiche e priorità aventi un impatto sull'ambiente marino dovranno essere accompagnati da risorse finanziarie adeguate; rifiuta il fatto che i finanziamenti per i nuovi obiettivi e le nuove politiche e priorità, come ad esempio la politica marittima integrata, siano attuati a scapito degli stanziamenti necessari per la politica della pesca;

J.   appoggia la semplificazione dell'accesso ai fondi di gestione condivisa, segnatamente al FEAMP, per facilitare il compito ai beneficiari e alle autorità nazionali competenti e per promuovere il pieno utilizzo delle risorse disponibili; ritiene che debbano essere privilegiati i progetti che presentano soluzioni integrate, che avvantaggiano l'insieme delle comunità costiere nella misura più ampia possibile, rispetto a quelli che avvantaggiano soltanto un numero ridotto di operatori;

K. si dichiara preoccupato per l'eventuale smantellamento degli strumenti pubblici di regolamentazione dei mercati dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura attualmente in vigore; sollecita un rafforzamento del contributo dell'Organizzazione comune dei mercati (OCM) nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura al fine di garantire un miglioramento della resa nel settore, la stabilità dei mercati, il miglioramento della commercializzazione dei prodotti della pesca e l'incremento del loro valore aggiunto – ragion per cui sarà necessario dotare l'OMC di risorse finanziarie adeguate;

L.  raccomanda di coordinare gli strumenti esistenti, segnatamente sul piano finanziario, al fine di dare una risposta ai problemi specifici di questo segmento e delle comunità costiere particolarmente dipendenti da tale tipo di pesca;

M. sottolinea che la ricerca scientifica in materia di pesca costituisce uno strumento essenziale ai fini di una corretta gestione del settore, indispensabile per individuare i fattori che condizionano l'evoluzione delle risorse alieutiche, per procedere alla loro valutazione quantitativa e per elaborare modelli che consentano di prevederne l'evoluzione, ma anche per migliorare gli attrezzi da pesca, le imbarcazioni e le condizioni di lavoro e di sicurezza dei pescatori; raccomanda dunque un aumento dei finanziamenti a favore della ricerca sulla pesca, in materia ambientale, sociale ed economica;

N. ritiene indispensabile migliorare la raccolta, l'elaborazione e la disponibilità dei dati biologici, in modo da garantire una politica e una gestione autenticamente basate sulla conoscenza; reputa pertanto necessario rafforzare la compartecipazione dell'Unione in questo campo, aumentando il tasso di cofinanziamento massimo consentito dall'attuale 50% ad almeno il 75%;

O. ritiene che i fermi biologici siano un importante mezzo di conservazione delle risorse ittiche, di comprovata efficacia, nonché uno strumento essenziale per una gestione sostenibile di determinate attività di pesca; riconosce che l'introduzione di periodi di fermo biologico, in determinate fasi critiche del ciclo di vita delle specie, consente un'evoluzione degli stock compatibile con la continuazione delle attività di pesca al di fuori del periodo di fermo; sostiene che in tali circostanze occorre prevedere la possibilità di concedere ai pescatori una compensazione finanziaria durante i periodi d'inattività;

P.  rileva che lo stadio attuale dello sviluppo dell'acquacoltura in Europa richiede un incremento delle attività di ricerca e sviluppo in questo settore, che consenta di sfruttare appieno le numerose potenzialità del medesimo e, al tempo stesso, di ovviare ad alcuni dei suoi limiti, contribuendo a migliorarne la sostenibilità;

Regioni ultraperiferiche

Q. insiste sull'importanza del settore della pesca per la situazione socioeconomica, l'occupazione e la promozione della coesione economica e sociale delle regioni ultraperiferiche (RUP), caratterizzate da economie gravate da condizionamenti strutturali permanenti e che presentano scarse possibilità di diversificazione economica; reputa necessario mantenere e rafforzare il sostegno comunitario al settore della pesca nelle regioni ultraperiferiche, in particolare mediante il programma di compensazione dei costi aggiuntivi dovuti all'ultraperifericità e legati allo smercio di determinati prodotti della pesca di talune regioni ultraperiferiche ("POSEI pesca"); ritiene, a tale proposito, che detto programma dovrebbe continuare a tempo indeterminato, dato che la condizione di ultraperifericità è un fattore permanente; deplora la forte riduzione del finanziamento complessivo previsto per queste regioni nella proposta concernente il QFP 2014-2020 proprio nel momento in cui il numero di RUP riconosciute dall'UE è destinato ad aumentare nei prossimi anni, e sollecita un significativo incremento di tali fondi;

Progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

R.  chiede che l'accordo interistituzionale preveda la piena partecipazione del Parlamento europeo al processo negoziale relativo agli accordi internazionali di pesca; esige che i rappresentanti del Parlamento europeo possano partecipare, in qualità di osservatori e su un piano di parità con i rappresentanti degli Stati membri, a tutte le fasi dei negoziati, in considerazione dei poteri di cui gode il Parlamento in materia di accordi di pesca;

Questioni relative alla dimensione esterna della politica comune della pesca

S.  esprime la propria preoccupazione per la relativa inefficacia degli accordi di partenariato nel settore della pesca per quanto concerne il sostegno settoriale ai paesi terzi; rileva che, conformemente alle valutazioni effettuate dalla Commissione, gli stanziamenti destinati al sostegno settoriale sono troppo modesti in termini assoluti per produrre risultati; ritiene pertanto che siano necessarie misure al fine di correggere tale situazione, migliorando altresì l'efficacia del sostegno settoriale e favorendo un migliore assorbimento di questi fondi da parte dei paesi terzi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.7.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Antonello Antinoro, Kriton Arsenis, Alain Cadec, Chris Davies, João Ferreira, Carmen Fraga Estévez, Pat the Cope Gallagher, Dolores García-Hierro Caraballo, Marek Józef Gróbarczyk, Ian Hudghton, Iliana Malinova Iotova, Werner Kuhn, Isabella Lövin, Gabriel Mato Adrover, Guido Milana, Maria do Céu Patrão Neves, Crescenzio Rivellini, Ulrike Rodust, Raül Romeva i Rueda, Struan Stevenson, Isabelle Thomas, Nils Torvalds, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean-Paul Besset, Izaskun Bilbao Barandica, Diane Dodds, Barbara Matera, Nikolaos Salavrakos

 

24.9.2012

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 ( 2011/0177(APP) )

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Morten Løkkegaard

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti suggerimenti:

–    vista la proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 ( COM(2011)0398 ), COM(2012)0388 ),

–    visto il progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria ( COM (2011)0403 ),

–    vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Un bilancio per la strategia 2020" ( COM (2011)0500 ),

–   vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 dal titolo "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva ( 2010/2211(INI) )[29],

–   vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce "ERASMUS PER TUTTI" – il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport ( COM(2011)0788 ),

–   vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Europa creativa ( COM(2011)0785 ),

–   vista la proposta di regolamento del Consiglio che istituisce per il periodo 2014-2020 il programma "L'Europa per i cittadini" ( COM(2011)0884 ),

–   visto il parere della commissione giuridica del 28 marzo 2012 sulla base giuridica della proposta di regolamento del Consiglio che istituisce per il periodo 2014-2020 il programma "L'Europa per i cittadini",

–   vista la dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 22 ottobre 2008 dal titolo "Insieme per comunicare l'Europa"[30],

–   visto il documento di strategia dal titolo "Comunicare l'Europa, per l'Europa e dall'Europa"[31],

–   vista la sua risoluzione del 10 aprile 2008 su un'agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione ( 2007/2211(INI) )[32],

A. considerando che l'istruzione, la formazione e la gioventù sono componenti essenziali della strategia Europa 2020 e del suo obiettivo principale di ridurre la percentuale di abbandono scolastico al di sotto del 10% e di aumentare ad almeno il 40% la quota di giovani con una laurea o un diploma;

B.  considerando che la mobilità dell'apprendimento nel campo dell'istruzione, della formazione e della gioventù contribuisce allo sviluppo personale e all'acquisizione delle competenze necessarie nel mercato del lavoro dell'UE; considerando che essa contribuisce anche a creare e salvaguardare posti di lavoro e a ridurre la povertà e ha un impatto diretto sia sulla ripresa economica dell'Europa a breve termine che sulla sua crescita e produttività a lungo termine;

C. considerando che gli scambi facilitati dalla mobilità dell'apprendimento nel campo dell'istruzione, della formazione e della gioventù contribuiscono alla partecipazione attiva dei cittadini al progetto europeo e alla sua coesione;

D. considerando che nel 2009 i ministri europei competenti per l'istruzione superiore hanno posto come obiettivo per il 2020 il raggiungimento della quota minima del 20% di laureati nello Spazio europeo dell'istruzione che hanno svolto un periodo di studio o formazione all'estero;

E.  considerando che le industrie culturali e creative europee contribuiscono notevolmente alla diffusione della diversità culturale e linguistica, alla creazione e alla salvaguardia di posti di lavoro e, più in generale, al benessere economico e sociale dell'Europa, con un conseguente effetto positivo sugli altri settori dell'economia, quali il turismo e le tecnologie digitali;

F.  considerando che le imprese culturali e creative contribuiscono in modo determinante all'innovazione in termini di sviluppo scientifico, tecnologico e territoriale, contribuendo agli obiettivi europei di crescita;

G. considerando che il settore audiovisivo ha un ruolo economico, sociale e politico essenziale, ad esempio nella creazione di posti di lavoro altamente qualificati orientati al futuro nonché nella tutela e nella continua promozione del pluralismo e della libertà dei media;

H. considerando che, secondo la Convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata il 20 ottobre 2005, le attività, i beni e i servizi culturali hanno natura sia economica che culturale, in quanto portatori d'identità, valori e significati, e non devono quindi essere trattati come se avessero esclusivamente valore commerciale;

I.   considerando che la cultura europea è di grande varietà e qualità e dovrebbe essere maggiormente integrata negli sforzi diplomatici europei;

J.   considerando che l'istruzione e la cultura accessibili e di qualità sono uno strumento fondamentale per promuovere la cittadinanza europea e affrontare il diffuso estremismo politico in tutta l'Europa;

K. considerando che il rafforzamento della partecipazione dei cittadini è di primaria importanza per l'Unione europea e che è pertanto necessario un programma distinto per la cittadinanza;

L.  considerando che una strategia di comunicazione dell'UE è essenziale al fine di creare migliori collegamenti tra l'Unione e i suoi cittadini; considerando che i media sociali e Internet sono sempre più utilizzati dai cittadini europei e offrono la possibilità di mettersi in contatto con i politici e i responsabili decisionali in modo interattivo e collaborativo;

M. considerando che lo sport di base è di fondamentale importanza per promuovere una salutare attività fisica e per l'inclusione sociale;

Raccomandazioni

Programmi attuali

i)   ricorda che i programmi dell'UE per l'istruzione, la gioventù, i mezzi di comunicazione e la cultura sono vicini ai cittadini, godono di elevati tassi di esecuzione, producono considerevoli effetti leva e di ricaduta, inclusi notevoli risultati economici, e generano un chiaro e dimostrato valore aggiunto europeo, incoraggiando la mobilità, mettendo in comune le risorse e migliorando la cooperazione tra diversi settori e diverse parti interessate;

ii)  sottolinea che tali programmi svolgono altresì un ruolo importante nel guidare le politiche nazionali nelle direzioni concordate a livello unionale e intergovernativo;

iii)  rileva che l'attuale programma di apprendimento permanente contribuisce enormemente allo sviluppo individuale dei cittadini europei organizzando programmi di mobilità a livello di Unione europea e quindi massimizzando le sinergie; ricorda che tale programma svolge anche un ruolo importante nel coordinare e modernizzare le politiche nazionali d'istruzione e di formazione e le istituzioni competenti negli Stati membri;

iv) ricorda che in tutto il mondo si registra un numero crescente di progetti riusciti di studi a distanza online; chiede l'inclusione di investimenti a favore degli studi a distanza online e della formazione informatica;

v)  sottolinea che il programma Gioventù in azione rafforza la nuova strategia per la gioventù dell'Unione europea (2010-2018) e contribuisce a rafforzare la partecipazione giovanile a tutti i livelli, a promuovere l'inclusione sociale mediante l'apprendimento non formale e informale, anche attraverso le azioni dedicate al volontariato, e a sostenere lo sviluppo di politiche per la gioventù a livello unionale e nazionale;

vi) ricorda che i programmi MEDIA e MEDIA Mundus contribuiscono a sostenere e a rafforzare la produzione cinematografica e audiovisiva europea e la cooperazione in materia tra l'UE e i paesi terzi, nonché a migliorare la competitività del settore europeo dell'audiovisivo; sottolinea che questi programmi creano un notevole valore aggiunto europeo, sostenendo la distribuzione delle opere audiovisive europee e aumentando la loro circolazione e la visibilità all'interno e all'esterno dell'Unione;

vii) sottolinea che il programma MEDIA mira a conservare e valorizzare la diversità culturale e linguistica dell'Europa nonché il suo patrimonio cinematografico e audiovisivo, garantendone l'accessibilità al pubblico;

viii) ricorda che il programma Cultura 2007 ha effetti di notevole ricaduta economica e svolge un ruolo unico nel sostenere la cooperazione in ambito culturale e la promozione della diversità culturale e linguistica dell'Europa;

ix) sottolinea che la cooperazione in ambito culturale ed educativo nel quadro degli sforzi diplomatici dell'UE produrrà anche effetti economici significativi unitamente ad altri effetti di ricaduta positivi;

x)  ricorda che l'attuale programma L'Europa per i cittadini coinvolge nei suoi progetti più di un milione di cittadini all'anno e contribuisce notevolmente allo sviluppo di una cittadinanza attiva e del volontariato, nonché alla sensibilizzazione dei cittadini ai valori europei quali la solidarietà, la non discriminazione e la diversità culturale; rileva che il nuovo programma proposto crea valore aggiunto portando l'Unione più vicina ai cittadini e creando un dibattito transfrontaliero;

Proposta della Commissione sul programma "Erasmus per tutti"

xi) rileva che la proposta della Commissione fonde i programmi esistenti per l'apprendimento permanente e Gioventù in azione e comprende anche uno specifico capitolo per lo sport in linea con le nuove responsabilità dell'Unione nel settore; considera la dotazione finanziaria proposta di 17 299 000 000 di EUR come il minimo assoluto, viste le ambizioni e la portata del nuovo programma; sottolinea inoltre che l'importo molto limitato per tutti i settori interessati non può essere tagliato senza compromettere l'efficacia delle politiche corrispondenti;

xii) rileva che la proposta della Commissione non contempla tutti i destinatari e tutte le azioni dei programmi in vigore: ad esempio, non vi sarebbe più una dotazione di bilancio distinta per la mobilità degli adulti; constata altresì che, per quanto riguarda l'istruzione superiore, il piano della Commissione di escludere i dottorandi di Erasmus Mundus dai destinatari del programma Erasmus per tutti e di trasferire i fondi per sostenere la loro mobilità verso il programma Orizzonte 2020 richiede una vigilanza rigorosa, in quanto ciò rischia di indebolire il legame tra ricerca e istruzione superiore (di cui il processo di Bologna riafferma costantemente la necessità) e di rimettere in discussione le strategie di stabilimento favorite negli ultimi tre anni dal programma Erasmus Mundus, e rischia altresì di non tenere più conto della dimensione educativa dei dottorati di Erasmus Mundus limitandoli in tal modo alla ricerca applicata;

xiii) raccomanda vivamente che gli stanziamenti per ciascun settore dell'istruzione, ossia l'istruzione scolastica, la formazione professionale, l'istruzione superiore e i corsi per adulti, nonché per la gioventù, indicati nella motivazione della proposta, siano inseriti nella base giuridica, al fine di renderli giuridicamente vincolanti e soggetti alla decisione dell'autorità di bilancio; è preoccupato dal fatto che le dotazioni minime proposte ammontano solo al 56% del bilancio totale; sottolinea la necessità di un importo più alto al fine di garantire finanziamenti sicuri per i diversi settori; raccomanda anche di effettuare una revisione intermedia delle dotazioni assegnate dal Parlamento europeo sulla base della relazione di valutazione della Commissione;

xiv) sottolinea l'attuale livello di disoccupazione giovanile allarmante e prende atto con preoccupazione che le politiche giovanili non sono sufficientemente visibili nella proposta della Commissione; sottolinea la necessità di creare un capitolo a parte e una linea di bilancio distinta per le attività orientate ai giovani;

xv) rileva l'inserimento nella proposta di un programma Erasmus per tutti per finanziare la mobilità a livello di master; sottolinea che esso non dovrebbe sostituire i sistemi di concessione di borse di studio già in vigore ed evidenzia l'importanza di introdurre soglie di reddito contingenti per renderlo socialmente sostenibile, soprattutto in tempi di crisi;

xvi) sottolinea la necessità di promuovere l'inclusione sociale garantendo parità di accesso alla mobilità dell'apprendimento attraverso l'istruzione e la formazione e a tutti i livelli; rileva a tale proposito l'importanza di assicurare la partecipazione di tutti a progetti personalizzati, in particolare per gli studenti con basso reddito;

xvii) rileva che la Garanzia europea per la gioventù, con l'idoneo sostegno, potrebbe generare risultati economici di rilievo al di là del 2014;

xviii) rileva che il programma dell'UE per lo sport può basarsi sull'esperienza delle azioni preparatorie per sviluppare la dimensione europea dello sport, come previsto dall'articolo 165 del trattato di Lisbona, in particolare per quanto riguarda l'inclusione sociale;

Proposta della Commissione sul programma "Europa creativa"

xix) prende atto dell'intenzione della Commissione di unire i programmi esistenti MEDIA MEDIA Mundus e Cultura 2007; sottolinea, tuttavia, che la fusione di questi programmi potrebbe compromettere il successo attualmente conseguito nei settori interessati; sottolinea che, per motivi di trasparenza e visibilità, è fondamentale creare stanziamenti di bilancio separati e linee di bilancio distinte per MEDIA, Cultura e le componenti trasversali;

xx) rileva che la Commissione prevede un bilancio di 1 801 000 000 di EUR; ritiene che questo sia l'importo minimo assoluto se si vuole garantire il pieno funzionamento del nuovo programma pluriennale proposto; sottolinea, tuttavia, che le risorse oltremodo limitate previste per i programmi Cultura e MEDIA non possono essere ulteriormente ridotte senza metterne a rischio efficacia;

xxi) sottolinea che gli stanziamenti indicativi previsti per MEDIA, Cultura e le componenti trasversali non sono stabiliti nella base giuridica, ma solo nella motivazione della proposta; sottolinea che va inserita una chiara ripartizione tra le componenti nella base giuridica al fine di renderla giuridicamente vincolante e soggetta alla decisione dell'autorità di bilancio;

xxii) sottolinea che in considerazione dell'attuale assenza o marginalità degli investimenti nella cultura in molti programmi e linee di bilancio dell'Unione europea è necessario non disperdere il potenziale innovativo che la cultura possiede e che, se compromesso, rischia di diventare un'opportunità mancata per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

xxiii) afferma che le azioni attivate dal programma Europa creativa dovranno stabilire obiettivi e risultati che tengano conto non solo di elementi di natura economica ma anche sociale e culturale, in linea con la natura duale del settore;

xxiv) accoglie con favore l'idea di uno strumento finanziario che affronti il problema della difficoltà di accesso al credito per gli operatori del settore culturale e creativo, e raccomanda che le garanzie concesse agli intermediari finanziari mediante lo strumento siano erogate con portfolio prestabiliti ed equilibrati, assicurando parità di accesso a tutti gli Stati membri e a tutti i tipi di operatori, del settore profit e no profit, nonché una gestione trasparente e controllata;

Proposta della Commissione sul programma "L'Europa per i cittadini"

xxv) rileva che la dotazione finanziaria proposta per l'attuazione di questo programma ammonta a 229 000 000 EUR, che è soltanto un aumento molto limitato rispetto al bilancio del programma esistente; sottolinea che tale importo è un minimo assoluto se si vuole garantire il pieno funzionamento del programma proposto;

xxvi) rileva con preoccupazione che le dotazioni indicative per ciascuna componente non sono previste nella proposta o nei suoi allegati; sottolinea che tali dotazioni devono essere inserite nella base giuridica affinché siano soggette alla decisione dell'autorità di bilancio;

xxvii) sottolinea che la dotazione finanziaria per il nuovo programma dovrebbe essere disponibile in egual misura per tutti i gruppi partecipanti;

xxviii) raccomanda vivamente di accordare la priorità di bilancio a progetti facilmente accessibili e di piccole dimensioni che siano il più vicino possibile ai cittadini;

xxix) insiste con vigore affinché la proposta della Commissione sul programma "L'Europa per i cittadini" sia adottata secondo la procedura di codecisione;

Osservazioni di ordine generale

xxx) sottolinea l'importanza della flessibilità per quanto riguarda le spese pluriennali e rileva che l'esistenza di rubriche di dimensioni ridotte, come l'attuale rubrica 3b, ostacola la riassegnazione di fondi tra programmi; esorta a evitare le rubriche e le sottorubriche di dimensioni ridotte nel prossimo QFP;

xxxi) ricorda che gli investimenti del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale dovrebbero rappresentare oltre 72 miliardi di EUR per l'istruzione e la formazione e 60 miliardi di EUR per la ricerca e l'innovazione nel periodo 2007-2013; ritiene che esistano opportunità di finanziamento di azioni culturali mediante più programmi dell'Unione, quali i fondi strutturali o gli strumenti per l'azione esterna; sottolinea pertanto l'importanza di massimizzare le sinergie e gli effetti moltiplicatori tra le diverse parti del bilancio, in particolare tra le politiche strutturali, da un lato, e le politiche in materia di istruzione, formazione, gioventù e cultura, dall'altro;

xxxii) chiede la garanzia che la mobilità degli adulti a fini di apprendimento (compresi i lavoratori) sia ammissibile ai finanziamenti a titolo dei fondi strutturali e che tali finanziamenti siano facilmente accessibili;

xxxiii) raccomanda di migliorare l'accessibilità alle opportunità per i cittadini e le parti interessate nella prossima proposta di QFP; ritiene importante a tale riguardo semplificare gli oneri amministrativi e finanziari legati ai programmi dell'UE;

xxxiv) ritiene che le ONG siano attori importanti per il conseguimento degli obiettivi fissati nel prossimo QFP e raccomanda vivamente di riconoscerne il ruolo di attori chiave nel dialogo civile europeo e di fornire loro un adeguato supporto amministrativo e finanziario, soprattutto in tempi di crisi;

xxxv) sottolinea l'importanza dello strumento europeo di vicinato per promuovere la mobilità e sostenere la società civile nei paesi della politica europea di vicinato (PEV); ricorda, in tale contesto, la necessità di mantenere un equilibrio nella ripartizione dei fondi tra la dimensione meridionale della PEV e quella orientale;

xxxvi) ricorda che i media sociali e Internet sono sempre più utilizzati dai cittadini europei quali fonti di notizie e di contenuti culturali, nonché quali mezzi per entrare in contatto con politici e responsabili decisionali in modo interattivo e collaborativo; invita le istituzioni dell'UE a utilizzare i media sociali e altri strumenti online e a interagire più attivamente con i cittadini, ad esempio utilizzando programmi come "Sharing Europe"; invita le istituzioni dell'UE a mettere maggiormente a disposizione le informazioni del settore pubblico a fini di riutilizzo;

xxxvii) raccomanda vivamente di dare alla comunicazione una propria base giuridica, nonché di aumentare impegni e pagamenti per le azioni di politica della comunicazione al fine di dialogare meglio con i cittadini.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zoltán Bagó, Malika Benarab-Attou, Lothar Bisky, Piotr Borys, Jean-Marie Cavada, Silvia Costa, Lorenzo Fontana, Cătălin Sorin Ivan, Petra Kammerevert, Morten Løkkegaard, Emilio Menéndez del Valle, Marek Henryk Migalski, Katarína Neveďalová, Doris Pack, Chrysoula Paliadeli, Gianni Pittella, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Marietje Schaake, Marco Scurria, Emil Stoyanov, Hannu Takkula, László Tőkés, Marie-Christine Vergiat

Supplenti presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Heinz K. Becker, Nadja Hirsch, Iosif Matula, Bernd Posselt, Mitro Repo, Kay Swinburne

 

 

18.9.2012

PARERE della commissione giuridica

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 ( 2011/0177(APP) )

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Dagmar Roth-Behrendt

 

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Giustizia

 

1.  ritiene di assoluta priorità l'elaborazione di una legislazione semplice, chiara e facilmente comprensibile, al fine di assicurare un alto livello di trasparenza della legislazione europea e garantirne un'applicazione efficace; a tal riguardo, rileva la necessità di sostenere l'ulteriore sviluppo di uno spazio europeo di giustizia attraverso risorse finanziarie adeguate, per poter offrire ai cittadini norme armonizzate in tutta l'Unione, un livello base di giustizia, trattamenti non discriminatori e la piena facoltà di esercitare i propri diritti ovunque in Europa;

2.  reputa essenziale che l'Unione provveda a finanziare, con stanziamenti significativi, una serie di programmi finanziari specifici volti a sostenere la sua legislazione e le sue politiche nel settore della giustizia, concentrandosi sulle questioni transfrontaliere che possono essere affrontate adeguatamente soltanto tramite un'azione coordinata a livello di UE;

3.  sottolinea che, per quanto concerne il pieno accesso alla giustizia, una valida formazione giudiziaria e un'efficace cooperazione giudiziaria in ambito civile e penale, è possibile garantire risultati migliori incrementando la dotazione proposta per il programma "Giustizia" per il periodo 2014-2020, e chiede un aumento del 5% di tale dotazione finanziaria;

Amministrazione

4.  condivide il bisogno espresso dalla Commissione di razionalizzare le spese amministrative; sottolinea, tuttavia, che è essenziale trovare un punto di equilibrio tra l'obiettivo di raggiungere ulteriori risparmi e quello di garantire che le istituzioni possano assolvere ai propri compiti e doveri conformemente alle competenze e agli obblighi loro attribuiti dai trattati, tenendo conto delle difficili sfide poste dalla crisi economica in corso;

5.  osserva, a tale proposito, che l'80% dei risparmi previsti dalla Commissione trae origine da una proposta di riduzione del 5% del personale; è profondamente contrario ad applicare una riduzione lineare del personale a tutte le istituzioni, gli organi e le agenzie, dato che i loro ruoli e responsabilità previsti dai trattati differiscono ampiamente; sottolinea che dovrebbe spettare a ciascuna di tali entità decidere dove si possono effettuare riduzioni e di quale entità in modo da non nuocere al loro corretto funzionamento;

6.  ricorda che nel 2004 l'amministrazione dell'Unione europea è stata sottoposta a una profonda riforma, che ha già consentito di realizzare un risparmio dell'ordine di 3 miliardi di EUR e continuerà a generare risparmi per il bilancio dell'UE per un ulteriore importo di circa 5 miliardi di EUR fino al 2020; osserva che le spese amministrative dell'UE rappresentano soltanto il 5,8% del quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2007-2013, che a sua volta rappresenta circa l'1% dell'RNL dell'UE;

7.  riconosce il fatto che le autorità di bilancio devono tenere conto del contesto economico e sociale, il quale sarà diverso nel periodo oggetto del prossimo QFP, ma sottolinea che, ora più che mai, l'Unione europea ha bisogno di un'amministrazione efficiente che si avvalga di personale altamente qualificato e multilingue, scelto secondo una base geografica quanto più ampia possibile tra i cittadini degli Stati membri e tenendo debitamente conto dell'equilibrio di genere; ricorda che tale personale deve essere indipendente, conformarsi ai più elevati standard professionali ed essere disponibile a lasciare il proprio paese di origine; osserva inoltre che a tale personale vanno forniti i mezzi necessari affinché possa svolgere i suoi compiti nella maniera più efficiente e leale possibile;

8.  è determinato a opporsi strenuamente a qualsiasi provvedimento che rappresenti una violazione della situazione giuridica dei funzionari con riferimento ai diritti fondamentali, ai principi generali del diritto dell'Unione e al principio della giustizia sociale, e che metta in pericolo il corretto funzionamento dell'amministrazione dell'UE nello svolgimento della sua missione, quella di essere al servizio dei cittadini e dell'Unione.

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Luigi Berlinguer, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Christian Engström, Marielle Gallo, Giuseppe Gargani, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Klaus-Heiner Lehne, Antonio Masip Hidalgo, Jiří Maštálka, Alajos Mészáros, Bernhard Rapkay, Evelyn Regner, Francesco Enrico Speroni, Dimitar Stoyanov, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Rainer Wieland, Cecilia Wikström, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Piotr Borys, Eva Lichtenberger, Arlene McCarthy, Angelika Niebler, Dagmar Roth-Behrendt, József Szájer

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jacek Włosowicz

 

 

20.9.2012

PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria finalizzata a favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

( COM(2011)0398 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Monika Hohlmeier

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della nuova struttura della rubrica 3 relativa a sicurezza e cittadinanza; ritiene che l'inclusione della sicurezza alimentare, dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, dell'Ufficio comunitario delle varietà vegetali e dell'Agenzia europea per i medicinali nella nuova rubrica 3 sia discutibile e non conforme all'obiettivo generale di sicurezza e cittadinanza; propone di cambiare il titolo, conformemente alla risoluzione del Parlamento europeo dell'8 giugno 2011 su "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"[33], in "Cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia";

2.  è del parere che l'importo complessivo dedicato allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia non rifletta adeguatamente il consolidamento di questo settore previsto dal trattato di Lisbona e l'aumento dei suoi compiti e delle sue sfide;

3.  sottolinea l'esigenza di garantire un uso efficiente e una buona gestione dei fondi al fine di evitare che gli Stati membri perseguano i propri interessi nazionali;

4.  sottolinea che la semplificazione delle strutture di finanziamento deve assicurare la prevedibilità e l'affidabilità fornendo al contempo flessibilità, e che occorre altresì garantire che a ogni obiettivo dei fondi specifici sia destinata una quota adeguata;

5.  sottolinea la necessità che le attività finanziate presentino un valore aggiunto europeo e che vi sia un adeguato equilibrio tra gli obiettivi strategici in tutti i fondi e programmi;

6.  plaude alla semplificazione delle strutture di finanziamento mediante l'istituzione del Fondo asilo e migrazione e del Fondo sicurezza interna, nonché alle norme di applicazione generale in materia di programmazione, gestione, controllo e relazione, a condizione che venga mantenuto un equilibrio tra le varie priorità nell'ambito dei fondi; sottolinea che la semplificazione degli strumenti per gli Affari interni ridurrà la quantità di basi giuridiche e le relative norme di attuazione, consentendo una migliore comprensione delle norme da parte di tutti i soggetti interessati;

7.  ritiene che una parte congrua delle risorse finanziarie debba essere stanziata nel quadro del Fondo asilo e migrazione, in particolare a sostegno degli obiettivi del Fondo per i rifugiati e del Fondo di integrazione attuali; prende atto della particolare attenzione rivolta alle misure di reinsediamento e ricollocazione; sottolinea la necessità che le attività finanziate presentino un valore aggiunto europeo e che vi sia un adeguato equilibrio tra gli obiettivi strategici;

8.  ribadisce che sono già pianificati nuovi elementi, quali il sistema PNR dell'UE o il "pacchetto frontiere intelligenti"; è del parere che il Fondo sicurezza interna debba disporre di risorse finanziarie adeguate per consentirgli di raggiungere i suoi obiettivi e sottolinea nel contempo che tutte le sue azioni devono rispettare pienamente la Carta dei diritti fondamentali; chiede un finanziamento per lo sviluppo di controlli di frontiera attenti all'aspetto della protezione che siano pienamente conformi ai diritti fondamentali dei migranti;

9.  sottolinea la necessità che le spese a titolo del Fondo sicurezza interna riflettano l'obiettivo di rafforzare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia e di garantire il coordinamento fra gli Stati membri per quanto riguarda lo sviluppo di un sistema di controllo uniforme e di alta qualità alle frontiere esterne; ritiene inoltre che gli investimenti in infrastrutture, attrezzature, mezzi di trasporto e sistemi informatici debbano contribuire a soddisfare le norme di sicurezza comuni e all'efficienza delle operazioni congiunte coordinate da FRONTEX;

10. pone l'accento sul fatto che il programma "Giustizia" riceve un finanziamento adeguato; sottolinea il bisogno di un corretto equilibrio tra i fondi assegnati ai diversi obiettivi;

11. è del parere che i diritti dell'infanzia e gli sforzi per proteggerla debbano essere resi visibili in apposite linee di finanziamento che consentano di risalire alla loro origine e di monitorare i finanziamenti nonché di valutarne l'efficacia;

12. accoglie favorevolmente la proposta relativa al programma "Diritti e cittadinanza"; sottolinea che la semplificazione della struttura di finanziamento non deve tradursi in una riduzione del livello delle risorse finanziarie rispetto al livello disponibile negli attuali programmi del periodo 2007-2013 e deplora pertanto la proposta della Commissione di ridurre i fondi stanziati; chiede un aumento della dotazione per promuovere e tutelare i diritti fondamentali, combattere il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione, in particolare nel contesto della crescente intolleranza e tensione sociale sperimentate in Europa a causa della crisi finanziaria attuale;

13. deplora l'approccio statico adottato per il finanziamento delle agenzie in relazione allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, che non riflette alcun aumento né l'interruzione di attività;

14. ritiene, in particolare, che la dotazione finanziaria per FRONTEX, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA) e l'Ufficio europeo di polizia (Europol) non sia conforme all'aumento sostanziale dei loro compiti; segnala, a tale proposito, la recente modifica del mandato di FRONTEX, l'avvio delle attività dell'UESA e le sue funzioni previste, nonché l'istituzione del Centro europeo per la criminalità informatica in seno a Europol;

15. sottolinea l'esigenza di effettuare una valutazione accurata delle misure esistenti ed evidenzia la necessità di effettuare adeguate valutazioni di impatto obbligatoriamente prima che siano presentate nuove proposte legislative.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

51

4

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Philipp Albrecht, Sonia Alfano, Roberta Angelilli, Edit Bauer, Rita Borsellino, Arkadiusz Tomasz Bratkowski, Simon Busuttil, Philip Claeys, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Ioan Enciu, Frank Engel, Cornelia Ernst, Tanja Fajon, Monika Flašíková Beňová, Kinga Gál, Kinga Göncz, Nathalie Griesbeck, Anna Hedh, Salvatore Iacolino, Sophia in ‘t Veld, Lívia Járóka, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Timothy Kirkhope, Juan Fernando López Aguilar, Baroness Sarah Ludford, Monica Luisa Macovei, Svetoslav Hristov Malinov, Véronique Mathieu, Anthea McIntyre, Louis Michel, Antigoni Papadopoulou, Georgios Papanikolaou, Jacek Protasiewicz, Carmen Romero López, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Valdemar Tomaševski, Kyriacos Triantaphyllides, Wim van de Camp, Axel Voss, Renate Weber, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Tatjana Ždanoka, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Michael Cashman, Anna Maria Corazza Bildt, Dimitrios Droutsas, Ana Gomes, Monika Hohlmeier, Franziska Keller, Jean Lambert, Marian-Jean Marinescu, Antonio Masip Hidalgo, Hubert Pirker

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Erik Bánki

 

 

9.10.2012

PARERE della commissione per gli affari costituzionali

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria per favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Rafał Trzaskowski

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua relazione che approverà i seguenti suggerimenti:

Emendamento  1

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Considerando D

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

D. considerando che, a norma dell'articolo 311 TFUE, l'Unione deve dotarsi dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche ed è finanziata integralmente tramite risorse proprie;

D. considerando che, a norma dell'articolo 311 TFUE, l'Unione deve dotarsi dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche ed è finanziata integralmente tramite risorse proprie, e che il Consiglio è tenuto a consultare il Parlamento prima di adottare una nuova decisione in merito alla riforma delle risorse proprie e a ottenere il consenso del Parlamento prima di adottare regolamenti riguardanti misure per l'attuazione del sistema delle risorse proprie;

 

Emendamento  2

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Considerando J

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

J. considerando che è necessario per l'UE disporre di un bilancio e di una procedura di bilancio che riflettano pienamente i principi di trasparenza e democrazia sottesi alle deliberazioni e al processo di controllo parlamentare, sulla base del rispetto dei principi di unità e universalità, i quali richiedono che tutte le entrate e spese siano iscritte per la totalità dell'importo senza compensazioni incrociate e che sia condotto un pubblico dibattito e una votazione sia sulle entrate che sulle spese;

J. considerando che è necessario per l'UE disporre di un bilancio e di una procedura di bilancio che riflettano pienamente i principi di trasparenza e democrazia sottesi alle deliberazioni e al processo di controllo parlamentare, sulla base del rispetto dei principi di unità e universalità, i quali richiedono che tutte le entrate e spese siano iscritte per la totalità dell'importo senza compensazioni incrociate e che sia condotto un pubblico dibattito e una votazione parlamentare sia sulle entrate che sulle spese;

 

Emendamento  3

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Paragrafo 7

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

7. rammenta che a norma dell'articolo 310 TFUE le entrate e le spese iscritte nel bilancio UE devono essere in equilibrio per cui il bilancio non può generare debito pubblico;

7. rammenta che a norma dell'articolo 310 TFUE le entrate e le spese iscritte nel bilancio UE devono essere in equilibrio per cui il bilancio non può generare un disavanzo pubblico;

 

Emendamento  4

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Paragrafo 8

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

8. sottolinea che il bilancio UE è un bilancio di investimenti e che il 94% degli utili complessivi sono investiti negli stessi Stati membri o per priorità esterne dell'Unione; sottolinea anche che, senza il contributo del bilancio UE, per le regioni e gli Stati membri gli investimenti pubblici sarebbero di minima entità o del tutto impossibili; è persuaso che ogni riduzione del bilancio UE finirebbe inevitabilmente per ostacolare la crescita e la forza competitiva dell'intera economia dell'Unione;

8. sottolinea che il bilancio UE è principalmente un bilancio di investimenti e che il 94% degli utili complessivi sono investiti all'interno degli stessi Stati membri o per priorità esterne dell'Unione; sottolinea anche che, senza il contributo del bilancio UE, per le regioni e gli Stati membri gli investimenti pubblici sarebbero di minima entità o del tutto impossibili; è persuaso che ogni riduzione del bilancio UE finirebbe inevitabilmente per ostacolare la crescita e la forza competitiva dell'intera economia dell'Unione;

 

Emendamento  5

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Paragrafo 22

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

22. rammenta la sua posizione secondo cui, considerata l'ampia gamma di compiti sfide e obiettivi cui deve far fronte la Politica agricola comune, gli stanziamenti destinati alla PAC nell'esercizio finanziario 2013 dovrebbero essere almeno mantenuti per il successivo periodo di programmazione finanziaria; sottolinea al riguardo il ruolo cruciale del secondo pilastro della PAC che apporta un contributo significativo agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro nelle zone rurali nonché al miglioramento dell'efficienza e della competitività del settore agricolo;

rammenta la sua posizione secondo cui, considerata l'ampia gamma di compiti sfide e obiettivi cui deve far fronte la Politica agricola comune, gli stanziamenti destinati alla PAC nell'esercizio finanziario 2013 dovrebbero essere almeno mantenuti per il successivo periodo di programmazione finanziaria; sottolinea al riguardo l'importanza dell'agricoltura per la sicurezza alimentare in tutti gli Stati membri e il ruolo cruciale del secondo pilastro della PAC che apporta un contributo significativo agli investimenti e alla creazione di posti di lavoro nelle zone rurali nonché al miglioramento dell'efficienza e della competitività del settore agricolo;

 

Emendamento  6

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Paragrafo 24

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

24. è del parere che gli stanziamenti complessivi previsti dalla Commissione per lo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia non riflettano adeguatamente il rafforzamento di questo settore ad opera del trattato di Lisbona e l'aumento dei compiti e delle sfide che il trattato comporta;

24. è del parere che gli stanziamenti complessivi previsti dalla Commissione per lo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia non riflettano adeguatamente il rafforzamento di questo settore ad opera del trattato di Lisbona e l'aumento dei compiti e delle sfide che il trattato comporta, in particolare nella lotta contro la criminalità e nell'ambito delle politiche di asilo e immigrazione;

 

Emendamento  7

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Paragrafo 26

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

26. ribadisce il suo approccio secondo cui le nuove responsabilità conferite all'UE dai trattati richiederanno un adeguato volume di fondi supplementari rispetto al QFP 2007-2013, al fine di permettere all'Unione di assolvere al suo ruolo di attore globale nel rispetto degli impegni già presi, in particolare il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015; sottolinea il carattere complementare dell'assistenza dell'UE rispetto a quella prestata dagli Stati membri e il suo effetto catalizzatore in termini di interventi nelle regioni in cui non viene fornita assistenza bilaterale; è particolarmente favorevole alla programmazione congiunta delle azioni degli Stati membri e dell'UE;

26. ribadisce il suo approccio secondo cui le nuove responsabilità conferite all'UE dai trattati richiederanno un adeguato volume di fondi supplementari rispetto al QFP 2007-2013, al fine di permettere all'Unione di assolvere al suo ruolo di attore globale e di garantire il conseguimento dei suoi obiettivi ambiziosi nel promuovere la democrazia, la pace, la solidarietà, la stabilità e la riduzione della povertà nei paesi vicini e partner, nel rispetto degli impegni già presi, in particolare il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015; sottolinea il carattere complementare dell'assistenza dell'UE rispetto a quella prestata dagli Stati membri e il suo effetto catalizzatore in termini di interventi nelle regioni in cui non viene fornita assistenza bilaterale; è particolarmente favorevole alla programmazione congiunta delle azioni degli Stati membri e dell'UE; sottolinea l'aumento delle responsabilità internazionali dell'Unione e lo sviluppo di nuovi strumenti tra cui il Servizio europeo per l'azione esterna; insiste sulla necessità di far corrispondere le aspirazioni relative allo sviluppo di politiche comuni in materia di politica estera, sicurezza e difesa con i risultati;

 

Emendamento  8

Progetto di relazione interlocutoria

Proposta di risoluzione

Paragrafo 62

 

Proposta di risoluzione

della commissione per i bilanci

(Progetto di relazione PE 496.558v01-00)

Emendamento

62. manifesta la propria disponibilità ad avviare discussioni approfondite con il Consiglio sia sul regolamento QFP che sull'accordo interistituzionale (AII) e chiede al Consiglio di intensificare i contatti a tutti i livelli in vista del Consiglio europeo del 22 e 23 dicembre 2012;

 

62. manifesta la propria disponibilità ad avviare discussioni approfondite con il Consiglio sia sul regolamento QFP che sull'accordo interistituzionale (AII) e chiede al Consiglio di intensificare i contatti a tutti i livelli in vista del Consiglio europeo del 22 e 23 novembre 2012; sottolinea la necessità di raggiungere quanto prima un accordo definitivo sul QFP, poiché eventuali ritardi comprometterebbero la possibilità di conseguire un utilizzo efficace degli stanziamenti previsti nel bilancio dell'UE in considerazione delle sfide che le economie europee si trovano attualmente ad affrontare a causa della crisi finanziaria;

 

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alfredo Antoniozzi, Andrew Henry William Brons, Carlo Casini, Andrew Duff, Roberto Gualtieri, Enrique Guerrero Salom, Gerald Häfner, Stanimir Ilchev, Constance Le Grip, David Martin, Morten Messerschmidt, Paulo Rangel, Algirdas Saudargas, Indrek Tarand, Rafał Trzaskowski, Manfred Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Elmar Brok, Zuzana Brzobohatá, Andrea Češková, Marietta Giannakou, Anneli Jäätteenmäki, Vital Moreira, Helmut Scholz, György Schöpflin

 

 

20.9.2012

PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione interlocutoria presentata al fine di favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020

( COM(2011)0398 – COM(2012)0388 – 2011/0177(APP) )

Relatore per parere: Inês Cristina Zuber

 

Mod

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Visti e/o considerando

–   visti l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del trattato sull'Unione europea (TUE) nonché l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–   visto l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

A. considerando che l'approccio della Commissione riguardo agli aspetti del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) concernenti la parità di genere mira a una maggiore flessibilità nel rispondere alle sfide che attendono le donne nel prossimo futuro, ma che la mancata destinazione specifica di fondi rischia di tradursi in una diminuzione dei finanziamenti rispetto al QFP attuale;

B.  considerando che nella strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015 si afferma che il prossimo quadro finanziario pluriennale sarà la base per l'attuazione delle azioni previste dalla strategia stessa;

C. considerando che l'attuale proposta per il QFP 2014-2020 non rispecchia l'importanza da attribuire a un aumento degli investimenti in parità di genere e diritti delle donne, tra l'altro come risposta necessaria all'attuale crisi economica e finanziaria;

Raccomandazioni

i)    sottolinea che l'integrazione della parità di genere nelle varie politiche (mainstreaming) e l'allocazione di risorse specifiche devono andare di pari passo e che, pertanto, quest'ultima non può essere sostituita da obiettivi orizzontali; chiede che si segua una duplice impostazione che assicuri efficienza e prevedibilità e rappresenti la norma in tutti i principali strumenti di finanziamento; sottolinea che per il prossimo periodo di programmazione è necessario rafforzare e rendere più efficaci l'integrazione delle politiche per la parità di genere e gli strumenti del mainstreaming di genere;

ii)   invita la Commissione e il Consiglio ad applicare nel QFP 2014-2020 processi di bilancio che tengano conto della dimensione di genere; sottolinea che il regolamento sul QFP deve includere istruzioni alla Commissione affinché applichi il "bilancio di genere" (gender budgeting) nel processo di bilancio dell'UE e nell'utilizzo dei diversi strumenti di finanziamento;

iii)   ricorda che il QFP dovrebbe fornire un'analisi di genere delle sue priorità di bilancio nonché la ripartizione di ogni previsione di bilancio per politiche e programmi specificamente di genere;

iv)  sottolinea la necessità di maggiori finanziamenti per le azioni a favore della parità di genere, in materia di occupazione e crescita - al fine di affrontare il problema della segregazione di genere, orizzontale e verticale, e di combattere il divario di genere nelle retribuzioni e nelle pensioni e il crescere del tasso di povertà tra le donne - come anche in materia di diritti e democrazia; invita la Commissione e il Consiglio a inserire la parità di genere come obiettivo specifico del programma "Diritti e cittadinanza", nonché a salvaguardare il programma Daphne come sottotitolo indipendente in seno a questo stesso programma;

v)   invita la Commissione e il Consiglio a includere gli obiettivi della parità di genere nei regolamenti che disciplinano i Fondi strutturali, così come nei principali programmi di finanziamento dell'UE (sanità e ambiente, istruzione, gioventù, economia ecc.), e ad assicurare che detti obiettivi siano accompagnati da finanziamenti ad essi specificamente destinati; è favorevole a un'applicazione più strategica dell'FSE per promuovere l'uguaglianza fra donne e uomini, l'accesso al mercato del lavoro e il reinserimento nel mondo del lavoro, nonché la lotta alla disoccupazione, alla povertà, all'esclusione sociale e a tutte le forme di discriminazione; invita la Commissione a proporre misure proattive attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale al fine di sostenere l’occupazione femminile nelle zone rurali;

vi)  invita la Commissione e il Consiglio a garantire la prosecuzione dei finanziamenti destinati specificamente all'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), senza alcuna riduzione, in modo da consentire all'Istituto di diventare pienamente operativo e di fornire agli Stati membri e alle Presidenze di turno del Consiglio dell'UE statistiche e ricerche sulla politica di genere nell'Unione europea;

vii)  sottolinea che la strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015 della Commissione e la strategia per il quinquennio successivo al 2015, nonché le relazioni annuali sulla parità di genere, devono fungere da indicazione chiave per la scelta dei settori a cui destinare la spesa e delle modalità di tale destinazione, tenendo conto, in particolare, dell'elevato rischio di povertà ed esclusione sociale delle categorie più vulnerabili, come le donne anziane e le madri single;

viii) rileva che la creazione di grandi programmi di finanziamento impedirà alle ONG più piccole, comprese le organizzazioni femminili, di beneficiare dei finanziamenti UE ai loro progetti e quindi ridurrà l'efficacia del contributo unico che esse danno a una migliore qualità dell'azione e della legislazione in materia di parità di genere; invita a mantenere le sovvenzioni di minore entità accanto a quelle maggiori, per assicurare che le ONG più piccole continuino in futuro ad avere accesso ai fondi dell'UE;

ix)  invita la Commissione e il Consiglio a garantire che tutti gli stanziamenti di bilancio previsti nell'ambito del QFP 2014-2020 rispetteranno il principio della parità di genere e promuoveranno il mainstreaming di genere in tutte le politiche dell'Unione;

x)   fa presente che la parità di genere dev'essere molto più chiaramente affermata come obiettivo ed essere dotata di finanziamenti specifici in tutte le azioni e i programmi esterni dell'UE;

xi)  sottolinea l’importanza del bilancio di genere (gender budgeting) quale strumento di buongoverno per migliorare l’efficienza e l'equità, permettere il corretto monitoraggio del modo in cui gli stanziamenti di bilancio influiscono sulle opportunità economiche e sociali di donne e uomini, e consentire la flessibilità necessaria per ristrutturare quelli che influiscono negativamente sulla realizzazione della parità di genere; è convinto che un'analisi approfondita delle questioni di genere nel processo di pianificazione del bilancio dell'UE migliorerà l'uso mirato delle risorse nel senso di un rafforzamento dell'uguaglianza e della coesione sociale.

Modifiche

Modifica  1

Proposta modificata di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

Considerando 14 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Modifica

(14 bis) Le procedure di bilancio annuali applicate per il QFP 2014-2020 integreranno elementi capaci di rispondere alle problematiche di genere, tenendo conto del modo in cui il quadro finanziario generale dell'Unione contribuisce a una maggiore parità di genere (e assicura il mainstreaming di genere).

 

Modifica  2

Proposta modificata di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020

Articolo 12 – comma  1

 

Testo della Commissione

Modifica

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione (di seguito, "istituzioni") adottano le misure necessarie per agevolare la procedura annuale di bilancio.

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione (di seguito, "istituzioni") adottano le misure necessarie per agevolare la procedura annuale di bilancio e assicurare un processo di bilancio che in tutte le sue fasi tenga conto della dimensione di genere.

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Marije Cornelissen, Edite Estrela, Iratxe García Pérez, Mikael Gustafsson, Mary Honeyball, Lívia Járóka, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Nicole Kiil-Nielsen, Silvana Koch-Mehrin, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Astrid Lulling, Barbara Matera, Krisztina Morvai, Norica Nicolai, Joanna Senyszyn, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Britta Thomsen, Anna Záborská, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Silvia Costa, Mariya Gabriel, Ana Miranda, Doris Pack, Antigoni Papadopoulou, Angelika Werthmann

 

 

 

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Reimer Böge, Zuzana Brzobohatá, Jean Louis Cottigny, Jean-Luc Dehaene, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Jutta Haug, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Anne E. Jensen, Ivailo Kalfin, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, Jan Mulder, Juan Andrés Naranjo Escobar, Dominique Riquet, Potito Salatto, Alda Sousa, Helga Trüpel, Derek Vaughan, Angelika Werthmann

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Maria Da Graça Carvalho, Edit Herczog, Peter Jahr, Jürgen Klute, Paul Rübig, Georgios Stavrakakis, Nils Torvalds

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Phil Bennion, Nikos Chrysogelos, Norbert Glante, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein

                          

 

[1] GU C 27 E del 31.1.2008, pag. 214.
[2] Testi approvati, P7_TA(2011)0266
[3] Testi approvati, P7_TA(2012)0245
[4] ( COM (2010) 0700 ).
[5]P7_TA-PROV(2012)XXXX.
[6]              OJ L 53, 23.2.2002, p. 1
[7]              OJ L 118, 12.5.2010, p. 1.
[8]              OJ L .
[9]              OJ C …
[10]            OJ L , p. .
[11]            OJ L, p. .
[12]            OJ C 139, 14.6.2006, p. 1.
[13]            OJ C 89, 22.4.1975, p. 1.
[14]         The various steps will include: the budget of the current financial year (including adopted amending budgets); the initial draft budget; the Council's position on the draft budget; the European Parliament's amendments on the Council's position and the letters of amendment presented by the Commission (if not yet fully approved by all institutions).
[15]         A budget line deemed technically closed is a line for which there is no disagreement between the European Parliament and the Council, and for which no letter of amendment has been presented.
[16] Testi adottati in tale data, P7_TA(2011)0266 risoluzione del Parlamento europeo "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva".
[17] Strumento europeo di vicinato, strumento di aiuto alla preadesione, strumento di stabilità, strumento di partenariato, strumento per la cooperazione allo sviluppo, strumento europeo per la promozione della democrazie e i diritti umani, politica estera e di sicurezza comune, strumento di aiuto umanitario, strumento europeo di protezione civile, assistenza macro economica, Fondo europeo di garanzia per le azioni esterne.
[18] Cfr. tra gli altri: "European Union Peer Review 2012" ("Revisione paritetica dell'Unione europea 2012"), Comitato per l'assistenza allo sviluppo dell'OCSE, 24.4.2012 e "The Quality of Official Development Assistance Assessment 2009: Is Aid Quality Improving?" ("Valutazione della qualità dell'aiuto pubblico allo sviluppo 2009: si registrano miglioramenti?") Brookings Institute and Center for Global Development (Istituto e Centro Brookings per lo sviluppo globale), 4.2.2012.
[19] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Un bilancio per la strategia 2020" ( COM(2011)0500 ) del 29.6.2011, pag.20.
[20] Cfr. Speciale Eurobarometro 384 Humanitarian aid report (Relazione sugli aiuti umanitari), giugno 2012.
[21] Cfr. l'allegato 1 della lettera del 24 febbraio 2011 del Commissario Šemeta al presidente della commissione per il controllo dei bilanci.
[22] PE 487.708.
[23] P7_TA(2011)0266
[24] L'uso dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione per cofinanziare infrastrutture di trasporto nei porti marittimi costituisce un investimento efficace?, Relazione speciale n. 4/2012.
[25] Testi approvati, P7_TA(2011)0266
[26] Testi approvati, P7_TA(2011)0297
[27] Tutte le cifre relative agli stanziamenti d'impegno per il periodo 2014-2020 sono espresse a prezzi costanti 2011.
[28] P7_TA(2011)0266
[29] Testi approvati, P7_TA(2011)0266
[30] GU C 13 del 20.1.2009, pag. 3.
[31] DG Comunicazione della Commissione, giugno 2012.
[32] GU C 247E del 15.10.2009, pag.32.
[33]            Testi approvati, P7_TA(2011)0266